Che lezione di forza della Royal Navy ai buonisti pro Ong di casa nostra
Steve Finn/Getty Images
  • Il ministro dell’Interno inglese ha detto a chiare lettere ai francesi di stoppare i barchini di clandestini nella Manica. Altrimenti schiererà le forze armate. Da noi Matteo Salvini è stato crocifisso per molto meno.
  • Luciana Lamorgese vola a smontare i dl Sicurezza. Il Viminale annuncia: «Modifiche a Palazzo Chigi prima di ferragosto». L’idea è di equiparare ancora richiesta di asilo e protezione umanitaria. Poi la balla: «Arrivi ridotti». Invece continuano, con altri 64 positivi a Pozzallo. Nuova inchiesta su un centro migranti.

Lo speciale comprende due articoli.

Davvero difficile immaginare cosa sarebbe successo se l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, durante il governo gialloverde, avesse chiesto l’intervento della Marina militare e dell’Aviazione per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. La reazione ad una simile iniziativa avrebbe certamente avuto un’eco internazionale, con lo sdegno unanime dell’universo mondo politically correct. Qualcuno avrebbe persino invocato un intervento dell’Onu contro il ministro più xenofobo del pianeta terra. Peccato, però, che quella inimmaginabile scelta politica possa diventare normalissima se fatta in Paesi forse più civili del nostro.

Giunge da Londra, per esempio, la notizia della decisione del ministro dell’Interno, Priti Patel, di far intervenire la Royal Navy e la Raf per gestire la questione degli sbarchi clandestini sulle coste inglesi. Il ministero della Difesa britannico ha confermato di aver ricevuto dalla collega dell’Interno la richiesta di «sostenere le operazioni delle Guardie di frontiera britannica nello Stretto di Dover». Il fatto che siano state recuperate 200 persone a bordo di diciassette gommoni nel canale della Manica è stato ritenuto un fatto intollerabile di fronte al quale reagire con assoluta fermezza. Ovviamente stiamo parlando di numeri risibili rispetto a quelli cui giornalmente siamo costretti a confrontarci in Italia. Tra l’altro, in Gran Bretagna – a differenza del nostro Paese – esiste un Ministero dell’Immigrazione, guidato dal Ministro Chris Philp, il quale ha definito «inaccettabile» l’aumento nel numero di barche che trasportano migranti attraverso la Manica e ha annunciato la ferma decisione di respingere verso la Francia tutti coloro che tentano di entrare illegalmente.

Il governo di Londra ha ufficialmente dichiarato di rendere questa rotta «impercorribile» per tutti i migranti clandestini.

I buonisti politicamente corretti e relativi parrocchiani sinistroidi di casa nostra devono infatti sapere che i primi giorni di gennaio del 2019, solo perché un centinaio di disgraziati africani aveva tentato di raggiungere la Gran Bretagna attraversando la Manica, l’allora ministro dell’Interno Sajid Javid fu fatto rientrare frettolosamente dalle ferie natalizie che stava trascorrendo in un lussuoso resort in Sud Africa, a causa del malcontento dell’opinione pubblica esploso in quei giorni. Due uomini furono subito arrestati a Manchester con l’accusa di aver organizzato il traffico di quei immigrati clandestini verso la Gran Bretagna, e fu immediatamente disposto lo schieramento delle forze armate a difesa dei confini.

I britannici non hanno tutti i torti. Dovrebbero essere, infatti, le autorità transalpine a fermare le partenze dei migranti, spesso organizzate da trafficanti di uomini, e ad impedire che le imbarcazioni lascino le coste della Bretagna. La Francia, del resto, è un Paese sicuro, per cui i migranti che ne avessero titolo potrebbero chiedere asilo politico lì, senza bisogno di attraversare la Manica. Ma si sa, i francesi sono francesi. Li conosciamo bene e sappiamo come si comportano al confine di Ventimiglia. Quindi, anziché fermare le imbarcazioni dei clandestini, aspettano che queste salpino e le scortano fino all’intervento delle autorità di frontiera britanniche. Un giochino che agli inglesi comincia a stare stretto. Lo stesso Ministro dell’Interno britannico si è recato a Parigi per far comprendere a Macron che loro non sono come gli italiani e non scherzano. Di fronte alle orecchie da mercante dei francesi a Londra hanno quindi deciso di valutare due misure drastiche: lo schieramento delle forze armate e, soprattutto, la rimozione dell’esenzione della quarantena agli arrivi dalla Francia. Il ragionamento è semplice: cari francesini se pensate di fare i furbi con i migranti, noi mettiamo in quarantena, con la scusa del Covid-19, tutti quelli che arrivano dal vostro Paese. Pare che quest’ultima ipotesi, in particolare, preoccupi il governo transalpino che dovrà quindi trovare una soluzione per bloccare il flusso di migranti nella Manica. Eh sì, gli inglesi non scherzano proprio e sanno farsi rispettare. Una bella lezione all’arroganza francese. E anche all’incapacità, all’impreparazione, all’incompetenza e alla codardia dell’attuale governo italiano.

Resta l’amara considerazione che se a difendere la sovranità britannica è un ministro coraggioso come la signora Priti Patel, nessuno osa eccepire nulla in Patria e all’estero, se invece a tutelare la sovranità italiana c’è un ministro come Matteo Salvini, allora tutti si sentono autorizzati a scatenare un’incredibile opera di delegittimazione e di linciaggio mediato in Patria e all’estero. L’altra amara considerazione è che al largo delle acque della Manica se ne vedono ben poche di navi Ong tedesche, olandesi e spagnole. Evidentemente sanno che con gli inglesi non si gioca e che sulle coste di Dover sarebbero accolte a cannonate. È davvero difficile, conoscendo le autorità britanniche, pensare che Capitan Carola, dopo aver osato speronare una motovedetta della Royal Navy, oggi sarebbe ancora a piede libero.


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