Soldi in nero e party in disco nel palazzo occupato sequestrando un vigilante
  • Gli antagonisti nel 2013 presero possesso dello stabile con la forza. Da allora chi ci abita paga una quota. Con la quale il centro sociale finanzia notti bianche e dj set.
  • Il leader dei disobbedienti, che da anni guida le occupazioni nella capitale, superato a sinistra dal clero. Il suo nome compare nelle intercettazioni di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati: «Diamogli 5.000 euro».
  • Denuncia contro ignoti della società. Il collettivo Spin time regala la tessera onoraria a Jorge Bergoglio: «Se toccano il cardinale ci costituiamo tutti». Matteo Salvini: «Il prelato paghi».

Lo speciale contiene tre articoli.

La storia dello stabile ex Indap in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma ha inizio il 12 ottobre del 2013, giorno che per la capitale passerà alla storia per una quantità di occupazioni senza precedenti, messe a segno dai movimenti di lotta per la casa di estrema sinistra, nell’ambito di quello che fu annunciato dalle stesse sigle antagoniste come lo «Tzunami tour».

Il contesto politico è quello dei primi mesi della giunta di centrosinistra del sindaco Ignazio Marino, insediatasi nel giugno del 2013, dopo cinque anni di consiliatura Alemanno. Succede così che i movimenti vicini ai centri sociali rialzano la testa e indicono un grande corteo per «il diritto alla casa» sabato 19 ottobre, sette giorni prima però danno vita a una serie di occupazioni lampo, molte delle quali ancora oggi sono al centro della complicata gestione dell’emergenza casa da parte del Campidoglio.

In mattinata gli attivisti del Movimento per i diritti dell’abitare prima occuparono e poi lasciarono i locali della ex Dogana allo scalo di San Lorenzo a Roma. Poi i Blocchi precari metropolitani occuparono uno stabile in piazza Indipendenza e l’Area di Casal Boccone, mentre il Coordinamento di lotta per la casa occupò lo stabile in via Curtatone, con oltre 600 rifugiati eritrei, che furono poi sgomberati nell’estate del 2017 dopo violenti scontri con la polizia. Sempre i Blocchi precari metropolitani entrarono con circa 100 famiglie nell’ex sede della Stampa, abbandonata da anni, in zona Tiburtina e in un altro stabile oltre il raccordo anulare.

Anche Action entrò in azione con un’occupazione in zona Ponte di Nona e in via Santa Croce in Gerusalemme, in pieno centro, nel quartiere dell’Esquilino. Quest’ultima diventerà la sede di Spin time labs e finirà per ospitare le circa 450 persone che ieri hanno beneficiato dell’intervento del cardinale Konrad Krajewski, che ha riportato l’elettricità nello palazzo occupato.

Ma procediamo ancora in ordine cronologico attingendo all’accurata ricostruzione fatta dal Messaggero di Roma. Quel 12 ottobre, un gruppo di antagonisti, ai quali si unirà Andrea Alzetta, detto Tarzan per la sua capacità di scalare e occupare i palazzi, si presenta con martelli e frullini davanti al palazzo, già sede dell’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici e, nel 2004, acquistato dalla Investire Sgr.

A presidiare il complesso di otto piani e 17.000 metri quadrati complessivi, per un valore di circa 50 miliardi di euro (siamo dentro le mura aureliane, non in estrema periferia) i militanti trovano due guardie giurate, pagate dalla società proprio per evitare gli ormai consueti blitz dei movimenti che a Roma avvengo in continuazione. Eppure, come ricorda la stampa locale, neanche i vigilantes armati scoraggiano l’irruzione. Il cancello viene forzato e mentre un agente viene invitato a uscire, l’altro veniva trattenuto. «Tu resti qui con noi», gli ordinano. In breve arrivano gli inquilini abusivi, tra cui anche molte donne straniere con bambini piccoli.

Ovviamente saltano le trattative per la vendita del palazzo da parte della Sgr, anche se si parlava della realizzazione di un grande hotel che avrebbe dato lavoro a 150 persone, e negli anni prende forma una delle più importanti occupazioni romane, sede sia di numerosi alloggi per le famiglie occupanti sia di ampi spazi comuni che sono teatro delle attività di quello che è diventato un vero e proprio centro sociale, con tanto di cinema, discoteca, palestra e un punto bar che vende anche bevande alcoliche. E come ogni centro sociale che si rispetti nei fine settimana vengono organizzate serate, con dj set e concerti, con buona pace degli abitanti della zona, costretti a sopportare la musica a tutto volume.

Tra gli eventi più memorabili la «Notte scomoda» che si è tenuta nella stessa serata in cui a Corinaldo si consumava il dramma all’interno della discoteca La lanterna azzurra. In pratica un evento privo di autorizzazioni che ha visto centinaia di ragazzi ballare nel seminterrato del palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme e poi l’ingresso di alcune motociclette direttamente sulla pista da ballo. Nel video della bravata, visionabile sul sito del Messaggero, si vedono le moto arrivare fin sotto la consolle del dj.

Le bollette che conteggiano tutta la corrente necessaria per mandare avanti questa città nella città non sono mai state pagate per stessa ammissione degli occupanti, che hanno creato un ammanco di circa 300.000 euro. Resta da chiedersi dunque a cosa serve la quota d’affitto che gli occupanti pagano ad Action, cifre non esose e in alcuni casi simboliche, ma che potrebbero essere utilizzate per coprire i costi delle utenze, visto che il risparmio di un affitto o di un mutuo in una grande città come Roma è un lusso che vorrebbero permettersi anche le oltre 20.000 famiglie che restano in attesa nella graduatoria per gli alloggi popolari. Intanto negli anni la proprietà ha presentato almeno cinque esposti alla Procura, oltre ad aver sollecitato più volte la prefettura senza mai aver ottenuto un intervento.


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