Nasce WeSportUp, l’acceleratore per le startup dello sport con il supporto di Cdp

Il programma mira a selezionare le migliori idee imprenditoriali nel settore e sostenerli con una serie di attività, tra cui mentorship e business development.

Un acceleratore d’impresa dedicato alle startup e alle Pmi innovative nell’ambito dello sport e della salute: si chiama WeSportUp ed è stato presentato il 3 dicembre a Roma. Gestito da Sport e Salute, la società pubblica che si occupa dello sviluppo delle attività legate allo sport in Italia, insieme a StartupBootcamp, acceleratore di startup fra i più grandi al mondo e primo in Europa con oltre mille società in portafoglio, il programma mira a selezionare le migliori idee imprenditoriali nel settore e ad accelerarle con una serie di attività, tra cui mentorship e business development. Il programma, che avrà sede nel parco del Foro Italico a Roma, coinvolgerà circa 30 tra startup e Pmi innovative in tre anni e contribuirà a supportare finanziariamente, anche grazie al contributo di investitori terzi, le idee più meritevoli.

WeSportUp disporrà inizialmente di una dotazione di 1,2 milioni di euro, interamente sottoscritti, attraverso il Fondo Acceleratori, da Cdp Venture Capital Sgr- Fondo nazionale per l’innovazione. La società, controllata al 70% da Cassa depositi e prestiti e al 30% da Invitalia, ha infatti tra i suoi obiettivi anche quello di favorire la nascita di nuovi operatori che investano in startup e ne accelerino la crescita, creando una rete di venti acceleratori fisici sul territorio italiano.

«Oggi come Cdp siamo particolarmente contenti della nascita di questo acceleratore, che testimonia come sia possibile coniugare innovazione e infrastrutture», ha detto Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, istituzione che da 170 anni impiega il risparmio postale a sostegno dell’economia nazionale. «Da 170 anni Cassa depositi e prestiti promuove questi temi anche vicini allo sport. Il tema dell’innovazione ha visto noi e il Mise impegnati in un’importante opera di lancio del Fondo nazionale per l’innovazione, che ha una dotazione di 1 miliardo, ha la capacità di dare continuità di finanza e ha l’obiettivo di lanciare una serie di acceleratori: ed è quello che stiamo facendo con una logica tematica». Secondo il manager un altro aspetto di rilievo è «mettere in collegamento le imprese e collegare le startup con questo mondo. Questo acceleratore vuole essere la testimonianza fisica di cosa significa collegare il capitale finanziario con il capitale umano, che in questo caso puntiamo a finanziare sostenendo numerose startup. Crediamo nelle capacità di sviluppo di questo Paese e siamo contenti di vedere concretizzata un’iniziativa in cui crediamo da tempo».

WeSportUp avrà come target le startup e le Pmi innovative con sede in Italia, oltre alle realtà internazionali che intendono espandere il loro business nel nostro Paese aprendo una sede in Italia. Gli ambiti in cui saranno attive le imprese supportate da WeSportUp saranno: la performance degli atleti, il loro benessere e nutrizione, l’engagement dei tifosi, la gestione delle organizzazioni sportive e le tecnologie per gli stadi e le infrastrutture sportive, gli e-sport e la sostenibilità.

Quello dello sport e della salute è un mercato molto promettente: a livello globale gli investimenti in tecnologie sport & tech ammontano a circa 13 miliardi di dollari. In Italia il settore conta 12 milioni di tesserati, 120mila società e associazioni sportive, quasi 40mila imprese attive con 330mila addetti e circa 17 miliardi di euro di fatturato. Come ha osservato Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute, «la tecnologia aiuterà questo mondo a trovare una nuova dimensione, industriale e internazionale. È il nostro contributo al made in Italy, che si affianca a quello dei campioni tricolori sul campo, in pista, in palestra». Tra gli obiettivi della società guidata da Cozzoli c’è «la promozione dello sport sociale, ma proprio per aiutare la base il compito di Sport e Salute è anche valorizzare la sport industry», attività che secondo il manager avrà «un effetto moltiplicatore per tutto il sistema, dalla piccola società al professionismo. L’alleanza con Cassa depositi e prestiti ha proprio questo scopo. L’incubatore di start up va esattamente in questa direzione!.

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