Goldman Sachs molla Terna
L'ad di Terna Giuseppina Di Foggia (Imagoeconomica)

Terna in calo a Piazza Affari, in un contesto di generale debolezza per le utility, dopo che Goldman Sachs ha tagliato le stime sull’operatore di reti per la trasmissione di energia.

Ai clienti viene consigliato di vendere. A fine giornata il titolo perde l’1,6% a 7,22 euro. Si tratta del valore minimo da oltre due mesi. La perdita complessiva della settimana è stata del 5%. In generale nell’ultimo anno le soddisfazioni riservate ai soci sono state modeste. La quotazione, infatti, è inferiore del 6% rispetto a giugno 2023. A far calare il titolo nell’ ultima seduta della settimana è stato uno studio sulle utility europee di Goldman Sachs.

Gli analisti hanno limato il target price di Terna a 7,6 da 7,95 euro, sottolineando anche sul medio periodo scarso spazio di rialzo. Questa mossa riflette una revisione delle stime di eps, (utile per azione) tagliate in media del 3% l’anno fino al 2028. Il report ricorda inoltre che gli incentivi statali di cui il settore ha beneficiato finora dovrebbero nel tempo diminuire. Gli analisti della grande banca d’affari Usa sono pessimisti su Terna viste le deboli prospettive di profitto e alla luce della previsioni di investimenti più contenuti.Secondo gli esperti, Terna si affida a incentivi del Governo che con il tempo potrebbero venire meno, motivo per cui la preferenza viene accordata ad altri nomi nel settore utility. In Italia la preferita è Enel. A livello internazionale figurano Iberdrola, National Grid, Orsted e SSE nel settore della distribuzione di energia Equita invece mantiene un giudizio positivo sul titolo con una raccomandazione a 8,8 euro. Tuttavia anche qui domina la prudenza.

Gli analisti della casa d’investimenti citano un articolo di Quotidiano Energia da cui emerge che i tempi per i cavi sottomarini sono lunghi. Se da un lato non ci sarebbero problemi per il Tyrrhenian Link, qualche incertezza potrebbe esserci per l’Adriatic Link, elettrodotto da 1,3 miliardi che dovrebbe entrare in esercizio nel 2028. Tuttavia, precisa Equita, «Terna ha sottolineato in sede di presentazione del piano industriale che il volume di crescita al 2028 è molto visibile avendo già ottenuto l’80% delle autorizzazioni ed ha contratti firmati sul 70% delle opere».

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