Record delle maree da 147 anni. Cacciata da San Marco una troupe
  • Quarto giorno di alluvione. Centro storico sommerso per il 70% e chiuso fino al pomeriggio. Passerella di politici, ma le cineprese di Stefano Accorsi urtano i veneziani. Luigi Brugnaro: «Non c’è di peggio che la speculazione».
  • Luigi Di Maio attacca Luca Zaia. E sbotta: «L’emergenza non è solo in laguna, maltempo anche a Matera».

Lo speciale contiene due articoli.

Passi la passerella dei politici, in fondo è il loro mestiere. Gli ultimi della serie, ieri, sono stati il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che ha visitato la basilica di San Marco, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e il leader della Lega Matteo Salvini che ha passeggiato nella piazza sommersa con il governatore veneto Luca Zaia. Passi anche la selfiemania dei turisti orientali, in fondo i loro soldi danno da mangiare a mezza Venezia. Ma che sull’acqua alta si fiondasse anche una produzione cinematografica, questo mai.

Nell’acqua grigia in cui si specchiavano le Procuratie si sono materializzati Stefano Accorsi e Valeria Golino assieme a comparse e una troupe cinematografica, proprio nelle fasi in cui l’acqua alta stava salendo sopra le caviglie. La loro presenza per girare alcune scene di un film in un momento così difficile per la città ha causato malumori e proteste. Anche se avevano i permessi e le galosce, sono stati allontanati. «C’è anche qualcuno che vorrebbe girare un film, li abbiamo mandati via, anche questi. Non c’è di peggio che la speculazione in questi momenti», ha brontolato il sindaco Luigi Brugnaro.

Alluvione giorno quarto. Sotto un cielo plumbeo la tragedia della Serenissima non è ancora uscita dall’emergenza. Alle 11.26 la marea ha raggiunto il picco: 154 centimetri alla Punta della Salute, 149 sull’isola di Burano, 146 a Chioggia, che vive difficoltà non inferiori a quelle di Venezia. Le previsioni erano ancora peggiori, si temeva che l’acqua alta superasse il metro e 60. In Piazza San Marco il mare toccava i fianchi, il centro storico era sommerso per il 70%. La piena è altissima e senza precedenti in anni a noi vicini: è dal 1872 (147 anni) che non si presentavano due acque alte sopra i 150 centimetri nello stesso anno. E in questo 2019 si sono succedute nello stretto arco di una settimana. E mai dal 1872 si sono verificate tre maree superiori ai 140 centimetri: ora è accaduto in appena quattro giorni, 187 martedì, 144 mercoledì, 154 ieri.

I numeri sono freddi. Ma viene il gelo a sentire i racconti della gente normale, che vive in case vecchie di secoli, semplici, dove l’elettricità arriva con fili volanti e la vita è ritmata dall’estro del mare. Per chi vive a Chioggia o sull’isola di Pellestrina, dove sono morte due persone, è stato uno tsunami. Nelle case a pian terreno c’era un metro d’acqua. C’è gente che ha accatastato i mobili contro porte e finestre per tentare di contrastare la violenza dell’acqua, che però risaliva dagli scarichi dei wc come fosse una fontana, da sotto il pavimento, dalle fessure dei muri. Migliaia di persone in un attimo hanno perso frigoriferi, lavastoviglie, mobili, armadi con tutto quello che contenevano. Porte e finestre sono state spaccate dai detriti trascinati dalla corrente, le barche hanno rotto gli ormeggi e sono andate a sbattere contro le rive per la forza del vento e la furia dell’acqua. È per soccorrere queste persone e le attività economiche che il governo ha stanziato i primi 20 milioni di euro. Brugnaro ha parlato di danni per 1 miliardo di euro soltanto per il primo giorno di piena, il più drammatico. «È più che ovvio che i 20 milioni stanziati dal governo servono forse solo per Piazza San Marco», gli ha fatto eco Salvini.

Le sirene sono suonate alle 6.39, prima dell’alba. Il patriarca, monsignor Francesco Moraglia, ha fatto chiudere la basilica di San Marco mentre la Fondazione civici musei ha sbarrato l’ingresso del Palazzo Ducale. Alle 9.20 del mattino il sindaco, nominato ieri commissario per l’emergenza, ha transennato anche Piazza San Marco e interdetto il passaggio di cittadini e turisti: «Sono ora costretto a far chiudere la piazza per ogni evenienza, in maniera tale di non mettere a rischio l’incolumità delle persone», ha detto in un video diffuso su Twitter. «Anche oggi siamo in prima linea per affrontare la marea eccezionale», ha aggiunto in un successivo tweet. Sono tanti i cittadini, titolari di attività e dipendenti che mi fermano per raccontarmi le difficoltà. Con orgoglio, coraggio e umiltà lavoriamo per far ripartire la città. Siamo resilienti: insieme ce la faremo».

La circolazione dei vaporetti è stata sospesa in tutto il centro storico di Venezia, tranne quelli che garantiscono i collegamenti con le isole, e anche le scuole sono rimaste chiuse per il terzo giorno consecutivo. A metà pomeriggio l’allarme ha cominciato a ridursi lentamente, come a poco a poco è sceso anche il livello dell’acqua. Il trasporto pubblico è ripreso, sono state riposizionate le passerelle e anche Piazza San Marco è stata riaperta al transito. Per oggi la Protezione civile ha emesso un’allerta rossa sul Veneto centro settentrionale, mentre sul resto della regione l’allerta è gialla: per Venezia si profila una tregua.


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