- Cresce la paura per i saccheggi notturni, già tre denunce e due arresti. Ma nelle ultime ore oltre 3.000 persone sono rientrate a casa. Stima dei danni: perduti 400 milioni di chili di grano, a rischio 250.000 capi di bestiame. Tornano a galla le mine della guerra mondiale.
- Per ripristinare arterie e ferrovie serve un tesoretto da 600 milioni. Riaprono le prime tratte tra Rimini, Forlì e Ravenna. Matteo Salvini: «Priorità alla sicurezza».
Lo speciale contiene due articoli.
Idrovore, mezzi meccanici e spalatori volontari lavorano senza sosta per ripulire i centri abitati colpiti dall’alluvione: nelle ultime 24 altre 3.200 persone sono potute rientrare nelle loro abitazioni, ma gli sfollati restano ancora 23.081, la maggior parte, 16.445, nel Ravennate (dove più di 3.000 edifici, secondo i dati raccolti da Copernicus, il programma di osservazione della Terra gestito dall’Agenzia spaziale europea, sono stati colpiti), 4.462 in provincia di Forlì-Cesena e 2.174 tra Bologna e hinterland. I Comuni ancora allagati sono 43 (erano quasi cento nei giorni più critici). E sul versante del dissesto idrogeologico risultano attive almeno un migliaio di frane, 305 delle quali vengono considerate rischiose (concentrate in 54 Comuni). E la viabilità risulta particolarmente colpita: sono 622 le strade chiuse, 225 delle quali chiuse parzialmente e 397 totalmente. L’allerta rossa è confermata anche per oggi a causa delle criticità idrauliche su bassa collina, pianura e costa romagnola.
A Forlì, in piena notte, una voragine ha costretto all’immediata evacuazione di diverse famiglie nel giro di pochi minuti. Una palazzina con 12 appartamenti viene considerata ad alto rischio. La paura degli sciacalli cresce. L’altra sera i carabinieri di Castel Bolognese, nel Ravennate, hanno denunciato tre persone originarie dell’Est europeo (un uomo, un minorenne e una donna) per tentata rapina impropria. Il proprietario di un’abitazione gravemente danneggiata dall’alluvione stava spalando fango quando ha notato che i tre intrusi si allontanavano con alcuni degli oggetti domestici che aveva momentaneamente accantonato all’esterno dell’immobile. In località Fornace Zarattini di Ravenna, poi, due individui si sono presentati a una coppia di anziani come volontari per rimuovere il fango dalla loro abitazione. E hanno colto l’occasione per rubare una ingente somma di denaro contante. Gli agenti della polizia di Stato in servizio antisciacallaggio hanno individuato e arrestato la coppia, trovata ancora in possesso dei circa 6.000 euro.
La preoccupazione delle famiglie cresce soprattutto durante le ore notturne, quando i quartieri sono meno presidiati. Da ieri però non sono più al buio. L’Enel ha riattivato la quasi totalità delle 50.000 forniture elettriche che erano saltate, anche se restano da ultimare degli interventi nelle province di Forlì e Cesena. A Ravenna considerano chiusa la fase dei soccorsi: «Mille gli interventi portati a termine con gli elicotteri e migliaia quelli con i mezzi anfibi, ora possiamo concentrare tutti gli sforzi per arginare le esondazioni», ha affermato il prefetto Castrese De Rosa. In provincia il fronte più critico è a Lugo e nelle frazioni di Lavezzola e di Conselice dove il livello del canale di destra del Reno non accenna a scendere. Il prefetto ha annunciato l’arrivo imminente di ulteriori idrovore dalla Slovenia e dalla Slovacchia. Mentre a Roncofreddo, piccolo Comune della provincia di Forlì-Cesena, i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Bergamo l’altra notte hanno recuperato e portato in salvo con un elicottero un neonato di 15 giorni che era rimasto isolato con mamma e papà, senza luce né acqua, nella loro casa in collina. Una stima dei danni è ancora difficile, ma stando al vicepresidente della Regione Emilia Romagna e assessore alla Protezione civile Irene Priolo dovrebbe aggirarsi tra i 5 e i 6 miliardi di euro. Ai quali bisogna aggiungere le devastazioni in agricoltura: 5.000 tra aziende agricole e allevamenti, secondo la Coldiretti. Acqua e fango hanno invaso i campi con la perdita di almeno 400 milioni di chili di grano. Ma le esondazioni hanno sommerso anche i frutteti e messo a rischio 15 milioni di piante. Ed è preoccupante la situazione per i 250.000 capi di bovini, maiali, pecore e capre allevati nelle stalle della Romagna alluvionata, dove si contano anche circa 400 allevamenti avicoli con migliaia di animali morti. E c’è un altro allarme. Le inondazioni, segnalano dalla Prefettura di Forlì-Cesena, potrebbero aver trasportato o fatto emergere residuati bellici potenzialmente pericolosi.
Particolarmente compromesso è anche il sistema produttivo e industriale. «Domani presenteremo un primo pacchetto di sostegno all’interno del decreto emergenza (il governo è al lavoro sul testo atteso per oggi al Consiglio dei ministri, ndr) che prevederà, mi auguro, la sospensione dei mutui, la rateizzazione degli oneri fiscali e soprattutto l’attivazione del fondo di garanzia che deve essere il massimo consentito dalle norme europee sugli aiuti di Stato», ha rassicurato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha aggiunto: «Successivamente, quando si farà un censimento effettivo dei settori e delle aree e delle aziende più colpite, potremmo intervenire con misure più appropriate e mirate». Secondo Urso, «l’Italia deve poter accedere ai fondi europei per aiutare l’Emilia Romagna, che deve essere messa in condizione da subito di riprendere a sostenere produzione e lavoro, quindi anche l’economia nazionale».
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