Scontri tra manifestanti e polizia durante lo sciopero generale a Roma il 30 ottobre 2026
Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante lo sciopero generale organizzato dall’Usb a Roma, il 30 ottobre 2026 (Ansa)

Il giorno dopo i cortei e gli scontri, arriva la conta dei danni. Il bilancio finale è di ben 60 perquisizioni in 23 città italiane. È scattato all’alba di ieri il blitz nazionale di Digos e Polizia postale nei confronti delle persone che, nelle chat e nelle piattaforme social, avevano incitato a compiere violenze in occasione delle manifestazioni di piazza.

L’operazione, coordinata a livello nazionale, è stata disposta dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo e ha riguardato in particolare le persone attive sulle chat del Movimento 17 ottobre e su altri canali social, dove venivano organizzati per ogni sabato cortei e raduni non preavvisati alle autorità. In tutta Italia sono state denunciate diverse persone.

Perquisizioni a Cagliari e Firenze

A Cagliari, due giovani residenti in provincia sono tra gli indagati nell’ambito dell’indagine nazionale. Si tratta di due italiani, di cui uno di seconda generazione, figlio di madre tunisina e padre libico, sottoposti a perquisizione da parte della Digos. A Firenze, invece, tre perquisizioni sono state eseguite nei confronti di tre italiani maggiorenni. L’attenzione degli investigatori fiorentini si è concentrata anche sul corteo dello scorso sabato 24 ottobre, partito da piazza Santa Maria Novella e concluso con l’occupazione dei binari della tramvia nei pressi dello scalo ferroviario. Per quei fatti sono state identificate e denunciate circa dieci persone accusate di interruzione di pubblico servizio.

Sempre ieri, le forze dell’ordine hanno monitorato eventuali assembramenti, raduni e cortei non preavvisati e indetti sui social attraverso le chat del Movimento 17 ottobre. Una squadra dell’Ottavo Reparto mobile si era posizionata in piazza della Repubblica a Firenze. Alcuni negozi delle vie del centro hanno protetto con pannelli di legno parte delle vetrine. A Bologna, la questura ha diffuso il bilancio del corteo di venerdì, al quale hanno partecipato oltre 20.000 persone. Nel corso dei servizi di prevenzione e ordine pubblico sono state identificate circa 300 persone ed è stato eseguito un fermo preventivo in applicazione della recente normativa. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte della Digos per individuare eventuali responsabilità.

Tredici agenti feriti negli scontri

A tracciare il bilancio finale degli scontri con le forze dell’ordine è stato Domenico Pianese, del sindacato di polizia Coisp: undici poliziotti e due carabinieri feriti, tra cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico. Nello specifico, sei agenti sono rimasti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. A Mestre, in particolare, un collega del Reparto mobile di Padova ha riportato la frattura scomposta della mano, con 30 giorni di prognosi, e necessita di essere operato nei prossimi giorni.

A Roma, sono complessivamente 369 le persone identificate dalle forze dell’ordine dopo le tensioni verificatesi venerdì pomeriggio a margine dei due cortei autorizzati: il primo promosso dall’Unione sindacale di base, da piazza dei Cinquecento a via dei Fori Imperiali, e il secondo formato da studenti e sindacati autonomi, da via degli Annibaldi a Piramide. Dei 369 identificati, sette sono stati denunciati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento in luogo pubblico, porto di oggetti atti a offendere e blocco stradale. Le posizioni di tutti gli identificati sono ulteriormente al vaglio per eventuali addebiti penali e amministrativi. Gli inquirenti stanno valutando anche contestazioni amministrative per l’interruzione della circolazione viaria e tranviaria in viale Aventino, quando un gruppo di persone si è seduto a terra cercando di impedire o rallentare le attività di identificazione.

Milano, sicurezza rafforzata in centro

Resta alta l’attenzione a Milano nei fine settimana dopo gli scontri e i saccheggi del 17 e 18 ottobre, con un dispositivo di sicurezza rafforzato in centro. Appare rafforzata anche la vigilanza privata all’esterno dei locali. Ieri la situazione è apparsa tranquilla: numerosi i turisti, gruppi di ragazzi già in costume per Halloween e tifosi con le maglie di Inter e Milan. Restano però visibili i segni delle misure precauzionali adottate dai commercianti dopo i danni delle scorse settimane. In via Torino e corso Vittorio Emanuele sono ancora diversi i negozi con le vetrine protette da pannelli di legno o metallo. Il Milan Store, ad esempio, ha evidenziato che «la sicurezza della nostra famiglia rossonera è una priorità» e che sono state adottate misure temporanee per tutelare tifosi e collaboratori. In piazza Duomo era presente anche un mezzo con idrante.

La Cgia: danni fino a un miliardo

Restano tanti i danni anche sul fronte economico. Secondo la stima della Cgia di Mestre, la protesta di venerdì può essere costata al Paese fino a 817 milioni di euro. Con i costi indiretti, la perdita potrebbe attestarsi attorno al miliardo.

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