Un gruppo di uomini in abito scuro posa attorno a un tavolo con una grande torta decorata con i colori della bandiera italiana e il logo di Forza Italia, affiancata da un grande pannello blu e bianco con la scritta "90 Berlusconi Happy Birthday"
Esponenti di Forza Italia riuniti a Napoli attorno alla torta celebrativa e alla sagoma con la scritta «Berlusconi 90 Happy Birthday» in occasione del compleanno postumo del Cavaliere (Ansa)

Ieri Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 90 anni. Si può discutere all’infinito del politico, dell’imprenditore e delle battaglie che per 30 anni hanno diviso l’Italia. Molto più difficile è negare che il Cavaliere ha segnato un’epoca, entrando non soltanto nella politica, ma anche nel costume e perfino nel linguaggio degli italiani. E così, a più di tre anni dalla morte, il suo compleanno è stato celebrato quasi come se il festeggiato fosse ancora lì.

La famiglia riunita a Villa Certosa

Il ricordo più privato è andato in scena a Villa Certosa, in Sardegna, uno dei luoghi più legati alla vita di Berlusconi. L’idea è stata del figlio più giovane, Luigi, che ha riunito i fratelli Marina, Pier Silvio, Barbara ed Eleonora, insieme ai rispettivi coniugi, all’ultima compagna del Cavaliere, Marta Fascina, e agli amici di una vita. Tra loro Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Adriano Galliani.

Prima una messa in suffragio dell’ex premier, poi il pranzo nella grande residenza affacciata sul Golfo di Marinella, dove negli anni erano passati anche George W. Bush, Tony Blair e Vladimir Putin. Un ritrovo dal sapore particolare, perché dovrebbe essere l’ultimo della famiglia nella villa, prima che diventi definitiva la sua cessione allo sceicco qatarino Al Thani.

Più istituzionale, invece, il ricordo andato in scena a Bruxelles. Al Parlamento europeo il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha partecipato all’iniziativa «Silvio Berlusconi 90 anni: una storia italiana», organizzata con europarlamentari, dirigenti e militanti azzurri.

Poco dopo Letizia Moratti ha presentato il suo libro, L’importanza di credere nei sogni, insieme al vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e all’ex presidente del Consiglio Enrico Letta.

A Napoli il compleanno diventa uno show

Il tono cambia completamente a Napoli, dove Fulvio Martusciello e Maurizio Gasparri hanno scelto di festeggiare il Cavaliere con uno stile decisamente più goliardico. Alla Mostra d’Oltremare niente convegno paludato, nessun tavolo di relatori e nessun leggio: la Sala Italia è stata trasformata in una sorta di studio televisivo, con poltrone, un grande schermo e un palco costruito per evocare il mezzo di comunicazione che ha accompagnato Berlusconi prima come imprenditore e poi come protagonista della politica.

Alle 17 si sono spente le luci e sul maxischermo sono scorsi tre minuti di immagini del Cavaliere. Poi il racconto è passato attraverso politica, televisione, impresa e costume, con un tono volutamente lontano dalla commemorazione tradizionale.

A guidare il pomeriggio il giornalista Mediaset Giuseppe Brindisi, insieme a Martina Manzo e Fiorenza Ceniccola. Sul palco si sono alternati, tra gli altri, Maurizio Belpietro, Andrea Pancani, Pietro Senaldi, Paolo Liguori e Vincenzo Di Vincenzo, mentre Paolo Del Debbio, Tajani e Moratti sono intervenuti in collegamento video.

Il tratto più curioso, però, è stato quello dedicato al Berlusconi diventato ormai icona pop: bandana, corna, battute, smorfie e fotogrammi – nati quando Instagram e TikTok non esistevano ancora – sono stati recuperati come materiale da social. E durante la serata una fotografia scattata direttamente sul palco è stata trasformata in tempo reale in un meme davanti al pubblico.

Un modo per mettere nello stesso salotto chi Berlusconi lo aveva conosciuto davvero e chi, troppo giovane per ricordare la discesa in campo del 1994, lo ha vissuto soprattutto attraverso video e immagini condivise sullo smartphone.

Dai fazzoletti ai meme: il Cavaliere diventa pop

In questa atmosfera carnascialesca, non potevano mancare i gadget. Tra i souvenir preparati per la festa c’erano fazzoletti bianchi da taschino con il volto stilizzato del Cavaliere e una delle sue frasi più famose: «Siete sempre poveri comunisti».

Il riferimento arcinoto era a una delle scene televisive più iconiche della lunga carriera di Berlusconi: il 10 gennaio 2013, ospite di Servizio Pubblico di Michele Santoro, tirò fuori un fazzoletto bianco e si mise a «ripulire» la sedia appena lasciata da Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano. Una provocazione che allora fece il giro delle televisioni e che 13 anni dopo è finita su un souvenir.

Stesso spirito per le magliette bianche in stile americano. Su una campeggiava la scritta «Berlusconi Happy birthday 90», su un’altra una fotografia in bianco e nero accompagnata dalla frase: «Domani sogneremo altri traguardi, inventeremo altre sfide, cercheremo altre vittorie».

E persino la torta ha seguito il copione: tricolore, con il simbolo di Forza Italia e sormontata proprio dall’immagine del Cavaliere che spolvera la poltrona di Travaglio.

«Nessuna malinconia, nessuna nostalgia», aveva promesso Martusciello nei giorni scorsi. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori era parlare anche a chi nel 1994 non era ancora nato.

Ed è forse questo l’aspetto più curioso dei 90 anni di Berlusconi: molte delle sue immagini più riconoscibili sono sorte nell’epoca della televisione generalista, ma continuano a circolare nell’era dei meme e degli smartphone. Per un uomo che aveva costruito buona parte della propria fortuna sull’immagine, anche il compleanno postumo non poteva che finire, ancora una volta, sullo schermo.

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