- Il presidente nordcoreano raggiunge la Russia in treno per un vertice in un luogo segreto. Il Papa incoraggia il capo della Cei: «Preghiamo senza stancarci». Kiev attacca l’Onu: «Serve solo alle pensioni dei dirigenti».
- Pechino manda in carcere funzionari militari e aziendali di primo livello. La scusa del «nepotismo» non regge. Il leader Xi si libera di chi si oppone al progetto d’invasione di Taiwan.
Lo speciale contiene due articoli.
L’Onu? «È solo un’organizzazione per le pubbliche relazioni, per le lobby e per fare guadagnare un bel po’ di soldi per la pensione a chi vi ricopre cariche dirigenziali». Chi lo ha detto? Il consigliere presidenziale ucraino, Mykhailo Podolyak , in un’intervista con il canale Youtube ucraino Vlast versus Vlashenko. Poi ha proseguito lamentando il fatto che le Nazioni Unite affermano di non avere raccolto prove per definire un genocidio quello che sta accadendo in Ucraina. «Le emozioni che ci suscita l’Onu», ha aggiunto Podolyak, «saranno sempre negative. Così come le altre istituzioni tipo l’Aiea, la Croce Rossa, Amnesty International. Sono tutte organizzazioni fittizie che intasano la nostra mente con valutazioni assolutamente da spazzatura. Se non ci fossero forse alcune questioni sarebbero risolte meglio».
Ma ieri è stata soprattutto la giornata dell’arrivo del leader nordcoreano, Kim Jong Un, in Russia, a bordo del suo treno privato per l’atteso incontro che si dovrebbe tenere oggi con Vladimir Putin. L’argomento principale, come noto, è lo scambio di armi e tecnologia militare oltre alla fornitura da parte di Pyongyang di munizioni, che cominciano a scarseggiare anche ai russi. Ad accogliere alla stazione di Chasan (Estremo oriente russo) il leader nordcoreano, apparso nuovamente molto appesantito dopo che nei mesi scorsi si era sottoposto a una rigida dieta, c’era il ministro delle Risorse naturali russo, Alexander Kozlov.
Nessuno a oggi è stato in grado di capire il viaggio del treno dipinto di verde del leader nordcoreano in Russia e non ci sono riusciti nemmeno i colleghi di Bbc Verify, che hanno interrogato anche i satellit,i che però non avrebbero ripreso il convoglio. Non ci sarebbero nemmeno immagini del cambio ruote (sui binari russi servono ruote più larghe), avvenuto alla stazione di confine nordcoreana di Tumangang. Qui potrebbero aver giocato un ruolo le avverse condizioni climatiche e il cielo nuvoloso lungo il suo percorso verso la Russia. Dove si terrà l’atteso vertice? Essendo i due uomini ossessionati dalla sicurezza il luogo verrà probabilmente rivelato poco prima e in tal senso è già partita la cortina fumogena messa in atto dai servizi segreti russi su possibili location dell’incontro che potrebbe anche non essere oggi. Il luogo prescelto potrebbe essere – come scrivono il giornale giapponese Kyodo News, il sudcoreano Kbs World e il New York Times – il cosmodromo di Vostočnyj, che si trova nell’oblast dell’Amur, a circa 8.000 chilometri di distanza da Mosca. Quello che è certo è che al termine dell’incontro non ci sarà alcuna conferenza stampa. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax. Peskov non ha fornito dettagli dell’incontro, ma ha precisato che «si tratta di questioni oggetto di negoziati tra le due delegazioni guidate dai leader dei due Stati. Ci sarà anche spazio per uno scambio a tu per tu. Una cena ufficiale in onore di Kim Jong Un verrà offerta da Putin». Dettaglio importante è che secondo Interfax ai colloqui parteciperà anche il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu. Kim ha incontrato Oleg Kozhemyako, governatore della regione del Primorsky Krai, al confine con la Corea del Nord, e Alexander Kozlov, ministro russo delle Risorse naturali.
Per la Francia l’incontro è il segno dell’isolamento di Putin. «La Russia è isolata a tal punto da essere obbligata a voltarsi verso la Corea del Nord. È il segno di un fortissimo isolamento al livello internazionale», ha detto Anne Claire Legendre, portavoce del ministero degli Esteri francese. Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Matthew Miller, ha affermato: «Penso di voler aspettare e vedere quale sarà l’esito dell’incontro, prima di fare speculazioni. Ma abbiamo sempre cercato di imporre sanzioni e ritenere responsabili i Paesi o le entità che finanziano gli sforzi bellici della Russia».
Oggi il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana sarà a Pechino fino al 15 settembre come inviato del Papa per la missione di pace in Ucraina. «La visita», spiega il Vaticano, «costituisce un’ulteriore tappa della missione voluta dal Papa per sostenere iniziative umanitarie e la ricerca di percorsi che possano condurre a una pace giusta». Ieri ha parlato anche papa Francesco, che nel messaggio inviato ai partecipanti all’Incontro Internazionale di preghiera per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a Berlino, sul tema «L’audacia della pace» afferma: «Continuiamo a pregare per la pace senza stancarci, a bussare, con spirito umile e insistente alla porta sempre aperta del cuore di Dio e alle porte degli uomini. Chiediamo che si aprano vie di pace, soprattutto per la cara e martoriata Ucraina».
Intanto la guerra continua e secondo l’ufficio stampa delle Forze armate ucraine, che ha postato un video su Telegram, una base di droni russi in una zona occupata nella regione di Donetsk è stata distrutta. Le immagini mostrano che la stazione base degli equipaggi dei droni Zala e Lancet è stata distrutta. Per contro la Tass ha reso noto che i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto 41 droni ucraini nelle regioni della Repubblica popolare di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson. Ieri Putin, oltre ad affermare che «contro Trump è in atto una persecuzione politica», ha anche reso noto che «negli ultimi 6-7 mesi 270.000 uomini si sono arruolati volontariamente con un contratto nelle forze armate russe, e tuttora, ogni giorno, se ne aggiungono tra i 1.000 e i 1.500».
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