- In Italia e all’estero si entra nel vivo per l’assegnazione per il prossimo triennio con Cvc che oltre la Serie A, punta la Serie B e la Liga spagnola.
- Il fallimento di MediaPro nel campionato francese. In Germania si sta modificando la distribuzione delle entrate ai club.
- Accordo Sky-Amazon: i contenuti di PrimeVideo saranno disponibili e visibili su Sky Q.
Lo speciale contiene tre articoli.
L’anno che sta per cominciare porterà un vento di rivoluzione per tutto ciò che riguarda i diritti televisivi che ruotano attorno al mondo del calcio. In Italia e non solo. Nel mese di gennaio si entrerà, infatti, nel vivo per l’assegnazione per il prossimo triennio dei diritti, e lo si farà reduci da un fine 2020 in cui sono arrivate due notizie che inevitabilmente modificheranno gli equilibri, con due player nuovi pronti a entrare nel mercato. Da una parte il fondo di 21,3 miliardi di euro – il secondo più grande della storia del private equity – creato dalla società finanziaria Cvc Capital Partners che ha puntato con decisione Serie A e Serie B in Italia e Liga spagnola in Spagna; dall’altra Amazon. Il colosso dell’e-commerce di Jeff Bezos si è posto come obiettivo quello di arricchire in maniera importante l’offerta sportiva all’interno del pacchetto PrimeVideo. Risultato: nel triennio 2021/2024 trasmetterà in Italia le migliori 16 partite in onda il mercoledì sera sul totale delle 137 della Champions League più la finale di Supercoppa europea.
In un’assemblea di metà dicembre le 20 società di Serie A hanno definito l’ingresso del Consorzio Cvc-Advent-Fsi nella futura MediaCo con una quota del 10%, dando così input a Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega di A, di mandare avanti la negoziazione con il Consorzio per mettere a punto tutti gli aspetti della trattativa entro la prima settimana di gennaio 2021.
Le prime settimane dell’anno nuovo saranno decisive per definire e mettere a punto la partnership tra la Lega calcio e la media company. A giorni è attesa, infatti, la pubblicazione del bando dei diritti tv per il mercato nazionale. Con questo bando – in scadenza il 16 gennaio 2021 – la Lega calcio punta a raggiungere l’obiettivo di 1,15 miliardi di euro, 177 milioni in più rispetto a quello del triennio precedente, quando ad aggiudicarsi i diritti furono da una parte Sky, con 780 milioni, e dall’altra Dazn, con 193 milioni, per un totale di 973 milioni. La mappa del risiko per l’assegnazione al momento è la seguente: Sky, che dovrebbe presentare un’offerta leggermente inferiore a quella di tre anni fa considerando la sentenza del Consiglio di Stato che gli impedisce di trasmettere in esclusiva sul web; Dazn, che secondo indiscrezioni punterebbe a confermare il pacchetto di tre partite ogni turno di campionato con il quale la piattaforma è entrata in gioco nel 2018; Amazon, che dopo essere entrata nel mercato italiano dalla porta della Champions League è pronta a farlo anche in Serie A, Mediaset e Tim, avrebbero intenzione di partecipare per il pacchetto digitale. Quel che è certo è che in ogni caso non potrà ripresentarsi una situazione analoga a quella del 2018 e si andrà verso un maggiore frazionamento dell’offerta sia per quanto riguarda i pacchetti, sia per le piattaforme. L’ipotesi che alla fine il bandolo della matassa si scioglierà con una trattativa privata, nel caso in cui non ci siano offerte soddisfacenti alla scadenza del bando, pare sempre più realistica.
«Amazon non vede l’ora che inizi la prossima stagione della Uefa Champions League, uno dei tornei a squadre più prestigiosi del mondo. Siamo lieti di offrire ai nostri clienti in Italia le migliori partite del mercoledì sera dal 2021 in avanti» si legge sul comunicato con cui Amazon ha ufficializzato l’ingresso nel mercato italiano dei diritti tv del calcio. Una novità in Italia, non nel resto d’Europa, visto che già l’anno scorso Amazon aveva acquistato un pacchetto di 20 partite – due interi turni di campionato, il primo turno infrasettimanale del 3 dicembre 2019 e il Boxing day del 26 dicembre – della Premier League inglese e lo farà almeno fino alla stagione 2021/2022. Una scelta non casuale dal punto di vista commerciale e del marketing, considerando che per i possessori di un account Prime in tutta la Gran Bretagna le partite erano visibili senza costi aggiuntivi, in un periodo dell’anno in cui l’utilizzo della piattaforma di e-commerce aumenta vertiginosamente in vista dei regali di Natale. Il prezzo di un abbonamento ad Amazon Prime nel Regno Unito è di 79 sterline all’anno, circa 87 euro, oppure di 7,99 sterline al mese, quasi 9 euro, ma si può scegliere anche di sottoscrivere solamente il pacchetto PrimeVideo a 5,99 sterline al mese, ovvero 6,60 euro. In Italia, invece, l’abbonamento a Prime costa 36 euro all’anno (costava 19,99 nel 2018 e 9,99 euro nel 2015). Per quanto riguarda la trasmissione di eventi sportivi, Amazon è presente anche in Germania – 69 euro all’anno o 7,99 euro al mese il costo dell’abbonamento – dove ha acquistato un pacchetto per mandare in onda le partite del martedì sera della Champions League 2021/2022, il resto invece le ha Dazn. In Francia l’azienda americana ha i diritti del Roland Garros e l’abbonamento costa 49 euro all’anno. Negli Stati Uniti, invece, il prezzo è di 119 dollari annui, quasi 97 euro, e l’offerta sportiva contempla alcune partite della Nfl – la National Football League – ovvero la maggiore lega professionistica nordamericana di football americano, la cui stagione si conclude ogni anno con il Super Bowl. La più grande Internet company al mondo, con sede a Seattle, ha già fatto sapere di voler puntare anche ai diritti della Formula 1 «Sono un potenziale partner incredibilmente importante e un’opportunità per noi di espandere e far crescere la nostra attività» ha confermato Chase Carey, ad della F1 in un’intervista rilasciata al Financial Times. Nel ricco portfolio di Amazon ci sono anche altri sport come il cricket, visto che è stato firmato un accordo con la Nazionale della Nuova Zelanda, e il rugby con la trasmissione della Autumn Nations Cup.
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