Montedomini sfratta le donne disabili

Il caso Montedomini assume, di giorno in giorno, connotati sempre più imbarazzanti.

Lo scandalo che investe la giunta fiorentina del sindaco Pd, Sara Funaro, si arricchisce di un’ulteriore, vergognoso tassello. Non solo Funaro non ha ancora rimosso il presidente di Montedomini, Maurizio Frittelli, colpevole di aver agevolato l’affitto di molti appartamenti dell’Asp come locazioni turistiche brevi, ma addirittura ora si scopre che l’ente del Comune, che dovrebbe occuparsi esclusivamente di welfare e anziani, nel 2024 non ha rinnovato l’affitto all’associazione Ogier che ospitava donne disabili in un immobile di Montedomini, Villa Ogier appunto, in viale Galileo.

La missione dell’ente e la fine dell’accoglienza

Quindi, quando si tratta di fare soldi con i turisti, si può affittare di tutto, ma quando questi affitti sono rivolti alle persone bisognose, allora la sinistra decide di disdire i contratti. Quella dell’Asp Montedomini è una storia che affonda le sue radici nel lontano 1476 e ha come missione statutaria l’assistenza alle persone fragili, agli anziani, ai disabili e a chi si trova in difficoltà abitativa.

Come scrive il Corriere Fiorentino, per quasi 50 anni, fino al 2024, il villino Ogier ha ospitato una casa d’accoglienza per donne disabili gestita dall’associazione onlus Maria Cristina Ogier.

Dal comodato d’uso al mancato rinnovo nel 2024

Dal 1976 al 2016 l’immobile era stato concesso gratuitamente prima dall’Asp Sant’Ambrogio, poi fusa con Montedomini.

Nel 2016, con Luigi Paccosi alla presidenza dell’ente, fu invece introdotto un contratto d’affitto della durata di otto anni. Alla scadenza, nel 2024, Montedomini decide di non rinnovare quella locazione, ufficialmente «a causa di una progressiva diminuzione dell’utenza».

Le tempistiche dello sfratto e il vincolo storico dell’immobile

La disdetta era stata comunicata il 28 novembre 2023 e, come spiegato dal direttore generale Emanuele Pellicanò, in una lettera all’associazione, il contratto sarebbe definitivamente terminato il 28 novembre 2024.

Dai documenti emerge che l’associazione avrebbe chiesto un prolungamento della permanenza, anche se le donne disabili vennero trasferite nella sede di via Benedetto Fortini, già nel maggio 2024, continuando comunque a pagare l’affitto del villino fino a novembre.

Il vincolo storico del 1923 su Villa Ogier

Il caso assume particolare rilevanza anche per la storia dell’immobile. Nel 1923 il villino liberty era stato donato per testamento all’Asp Sant’Ambrogio dal noto argentiere fiorentino Ugo Frilli, che impose come vincolo di destinazione il ricovero e l’educazione delle bambine cattoliche e «maggiormente derelitte».

Il villino Ogier resta oggi di proprietà di Montedomini, ma adesso è vuoto. Un luogo che potrebbe essere di grande utilità per molte associazioni benefiche e che, invece, non viene più utilizzato per le finalità per le quali venne donato.

Non risulta nemmeno messo in vendita perché non può essere venduto a causa, appunto, del vincolo imposto dal testamento del suo donatore. Proprio per cercare di ovviare a questo, il 5 marzo 2025 Montedomini ha affidato a un legale, Duccio Maria Traina, l’incarico di redigere un parere pro-veritate per capire se quel vincolo di destinazione d’uso sociale fosse superabile, con l’intenzione di mettere quell’immobile di lusso nella lista delle alienazioni e per valutarne un’eventuale vendita a prezzo di mercato.

Con buona pace delle indicazioni testamentarie dell’argentiere Frilli e delle finalità dello statuto. Di quel parere, tuttavia, non si conoscono i dettagli. Questa vicenda vergognosa arriva a pochi giorni dalle ancora più scandalose dichiarazioni di Frittelli, che il 3 agosto, in commissione Controllo del Comune, aveva difeso la scelta dell’Asp di destinare alcune sue proprietà ad affitti turistici, sostenendo, senza pudore, che «molte volte i lasciti di particolare valore ci vengono dati esplicitamente perché vengano messi a reddito e vengano create le rendite necessarie ad essere destinate agli anziani e alle persone che hanno bisogno».

Intanto, Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra progetto Comune, fa sapere che in via dell’Albero 10, una delle proprietà di Montedomini diventate attività turistiche, dove l’insegna di un b&b era misteriosamente sparita nei giorni dell’inizio delle polemiche, ora è altrettanto misteriosamente ricomparsa.

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