I Campi Flegrei spostano Pozzuoli. Il Pride invece può tirare dritto

A Pozzuoli gli sfollati hanno superato quota cinquemila. Per la precisione sono 5.029, distribuiti in 2.327 nuclei familiari costretti a lasciare le proprie abitazioni dopo il terremoto del 31 luglio.

L’emergenza abitativa e le priorità del territorio

Ma di loro non importa più a nessuno, nemmeno al campo largo della Regione Campania che inspiegabilmente non ha dichiarato lo stato di emergenza. Le priorità sono altre per i Campi Flegrei. Oggi il Pride. E dalla prossima settimana scatta l’America’s Cup. Si organizzano spettacoli, videomapping, concerti, performance, parate. Party ovunque. E mentre la festa si prepara, l’emergenza abitativa resta lì, con le sue migliaia di persone fuori casa.

I numeri della crisi e i danni agli edifici

I numeri raccontano una situazione tutt’altro che risolta. Delle 5.029 persone sgomberate, 3.863 hanno chiesto il Contributo di autonoma sistemazione, 115 sono ospitate in strutture alberghiere e tre si trovano ancora al Palatrincone. Altre 1.048, pur risultando sgomberate, non hanno richiesto assistenza al Comune. Finora appena 207 nuclei familiari sono rientrati nelle proprie abitazioni grazie a revoche o rettifiche dei provvedimenti. E dentro quei numeri ci sono 810 persone con più di 65 anni e 571 persone con disabilità.

Perfino le chiese raccontano la profondità dell’emergenza. Nel territorio di Pozzuoli sono 19 gli edifici di culto danneggiati dal sisma e quattro, secondo quanto emerso dalla riunione convocata in Prefettura, necessitano di interventi di messa in sicurezza particolarmente urgenti, anche per il rischio sulle abitazioni circostanti, alcune delle quali sono state sgomberate.

Il primo Pride dei Campi Flegrei

Oggi però non si pensa a questi problemi. A Bacoli sfilerà il primo Pride dei Campi Flegrei. «Un grido politico, viscerale e necessario che parte dalle viscere di una terra magnifica e ferita», si legge in una nota del comitato promotore, composto da Cgil Nuovi Diritti Napoli e Campania e La Forza delle Idee, e dal comitato organizzatore, formato da Antonio Marotta (Ass. Nexus), Collettivo Raggia Flegrea, Ass. Crea, Teresa Imperatore (attivista per i diritti umani), Collettivo Anthos e Dario Halfaxa (militante queer).

A guidare simbolicamente la giornata sarà Priscilla, originaria di Pozzuoli, nelle vesti di «zia virtuale e ad honorem» del Pride, impegnata nello stesso pomeriggio al Vercelli Pride. «In questo scenario, lottare per l’identità di genere e l’orientamento sessuale non significa isolarsi in una bolla ideologica: significa fare i conti con la realtà», prosegue la nota. «La casa, il lavoro, la sanità, la mobilità e la difesa del territorio sono le facce della stessa medaglia. Il nostro Manifesto Antifascista Intersezionale parte da un punto fermo: non esiste liberazione queer senza giustizia sociale e climatica. Non chiediamo concessioni paternalistiche, briciole di tolleranza o pacche sulle spalle da parte delle istituzioni. Pretendiamo l’uguaglianza sostanziale, il diritto a esistere – prosegue il comunicato – senza dover chiedere permesso e una vita indipendente che non lasci indietro nessuno».

I grandi eventi e l’America’s Cup

La sfilata del Pride è solo l’antipasto di una grande festa. Il 22 settembre, poi, sarà il turno della Coppa America di vela, con l’evento di apertura della regata preliminare a Nisida con Edoardo Bennato che canterà ai ragazzi dell’Istituto penale minorile di Nisida «L’isola che non c’è». L’isola non c’è. Ma nemmeno le case. Non importa. Lo spettacolo de iniziare.

Dal 25 settembre Bacoli entrerà ancora più decisamente nella vetrina dell’America’s Cup. Videomapping sulla Casina Vanvitelliana, interventi musicali, il concerto dell’Orchestra del Conservatorio San Pietro a Majella nella Piazza d’Armi del Castello Aragonese di Baia. Un programma pensato per valorizzare il territorio attraverso cultura, mare, spettacolo e grandi eventi.

La realtà del bradisismo in corso

Si preparano i palchi, si accendono le proiezioni, si organizzano i cortei, arrivano le note dell’orchestra. E intanto cresce il numero degli sfollati. È questa la fotografia che resta fuori dall’inquadratura. La festa può cominciare. Ma sarebbe difficile sostenere che l’emergenza sia finita. Come andranno avanti quei 5.029 sfollati? Anche perché la situazione non sembra migliorare.

Prosegue infatti alla velocità di un centimetro al mese il sollevamento del suolo nei Campi Flegrei, nella zona di massima deformazione al Rione Terra di Pozzuoli, emerge dal bollettino settimanale di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano relativo alla settimana dal 7 al 13 settembre, nel corso della quale sono stati localizzati 17 terremoti con magnitudo superiore a 0.0, con magnitudo massima 1.7 registrata alle 22.55 del 7 settembre. Dagli inizi di febbraio si registra una velocità di sollevamento del suolo con un valore medio di velocità mensile di circa 10 millimetri al mese.

Va bene, ma adesso basta parlare di brutte notizie. Oggi c’è il Pride. La parata toccherà le strade di Bacoli, inserendosi in un percorso di rotazione che abbraccia tutta la caldera: da Pozzuoli a Monte di Procida, fino a Quarto. «No alla desertificazione dei diritti». Giusto. Ma il primo diritto dovrebbe essere avere una casa, no?

Da non perdere

Alla sinistra interessano le primarie, non la gente
L'editoriale

Alla sinistra interessano le primarie, non la gente

I progressisti accusano Meloni di concentrarsi su falsi problemi, tipo la legge elettorale. Ma loro di che si occupano? Da settimane si scannano sulle primarie, mentre il programma resta per aria. Ucraina, energia, sicurezza, welfare: quale sia la linea è un mistero.