Sta scritto: le colpe delle mogli non ricadano sui mariti. O no? Ci toccherà forse sospendere di nuovo Schengen con la Spagna per evitare che si rifugino da noi i socialisti accusati di corruzione. Ivi compresa la primera dama!
Neppure il tempo di elaborare il lutto per il trionfo dell’Afd in che la sinistra europea deve prendere atto dell’insostenibile pesantezza dell’accusa a Begoña Gómez coniugata Sánchez, rinviata a giudizio dal giudice Juan Carlos Peinado con l’accusa di traffico d’influenze e malversazione (altri due capi d’imputazione, corruzione e appropriazione indebita sono stati archiviati).
Il governo Sánchez tra inchieste giudiarie, casi familiari e pressioni politiche
Il premier spagnolo Pedro Sánchez è ormai «assediato e asserragliato» nel palazzo della Moncloa e non riesce più ad arginare la valanga di accuse che hanno colpito i socialisti e la sua famiglia. Appena due mesi fa suo fratello David Sánchez è stato condannato a nove anni di interdizione dai pubblici incarichi per abuso d’ufficio amministrativo.
Inchieste in Spagna: le accuse a Begoña Gómez e le tensioni alla Moncloa
Ora la botta del rinvio a giudizio della moglie diventa devastante anche perché arriva a tre settimane dallo «scandalo» di Ceuta dove la popolazione contesta apertamente l’inquilino della Moncloa che se n’è andato addirittura in vacanza.
Sia sul caso di Ceuta che sulle inchieste di corruzione ha avuto l’ardire di dichiarare: «Il Marocco non c’entra, come già per le inchieste la Spagna è vittima di un complotto orchestrato da Mosca e da Israele e dalla internazionale delle destre».
Nessuno lo ha avvertito che il ricorso al complotto giudaico-plutocratico-massonico era un cavallo di battaglia di Benito Mussolini e del suo «alleato» Francisco Franco. Ma i magistrati gli hanno fatto un brutto scherzo.
Ceuta e il Marocco, il premier evoca complotti: la procura indaga
La giudice María Tardón che dirige l’inchiesta penale sull’ingresso di migliaia di migranti a Ceuta ha fatto sapere che la polizia iberica ha le prove del coinvolgimento del Marocco nell’invasione. Così come schiaccianti sarebbero le prove contro Begoña Gómez.
L’inchiesta che la riguarda e che l’ha portata al rinvio a giudizio (ma vale anche per lei il principio della presunzione d’innocenza) è stata avvita nell’aprile del 2024 a seguito di una denuncia di Manos Limpias. Alla Gomez era già stato ritirato il passaporto – infatti non accompagna più da un anno il marito all’estero – ed era sotto stretta osservazione.
Dalla Moncloa ai tribunali: anche l’assistente Cristina Álvarez a giudizio
La primera dama avrebbe, approfittando di esser appunto moglie del presidente, favorito aziende di software e altre ditte negli appalti per l’Università Complutense di Madrid dove è titolare di cattedra. A riprova dei traffici illeciti della signora Sánchez c’è il fatto che anche la sua assistente alla Moncloa Cristina Álvarez, è stata rinviata a giudizio e anche per lei il reato ipotizzato è malversazione.
Stizzita la reazione di Pedro Sanchez che parla di giustizia ad orologeria accusando: « È intollerabile che, ancora una volta, un provvedimento di questa causa venga notificato prima ai media che ai diretti interessati e in coincidenza con un viaggio internazionale del presidente del governo che si sta recando all’assemblea delle Nazioni Unite».
Sánchez accusa i giudici di «persecuzione politica»: Vox chiede le dimissioni
E’ abbastanza singolare che peraltro Sanchez parli a none dell’intero Governo e pretenda di emettere la sentenza di assoluzione della moglie prima dei giudici.
Il portavoce del premier spagnolo sostiene infatti che: «Contro la consorte del primo ministro c’è una chiara persecuzione politica ingiusta e arbitraria sostenuta da una campagna di disumanizzazione portata avanti con singolare accanimento visto che nel corso dell’istruttoria è rimasta chiara e dimostrata l’innocenza della professoressa Begogna Gómez».
Santiago Abascal, il capo di Vox il partito di destra, ha immediatamente chiesto le dimissioni di Pedo Sanchez accusato di aver utilizzato la sua posizione istituzionale per coprire o favorire le attività professionali della consorte, ma anche per ostacolare le inchieste che la riguardano.
Socialisti sotto pressione: 126 tra condannati e rinviati a giudizio
Una cosa è certa il governo Sánchez pare avere le ore contate. Il rinvio a giudizio di Begoña Gómez è l’ultimo caso clamoroso che riguardavi socialisti. Sono 126 quelli condannati o rinviati a giudizio e tra loro ci sono nomi esplosivi: l’ex premier e maestro di Sanchez José Zapatero, Ana Maria Fuentes segretaria nazionale del Psoe, l’ex capo di gabinetto della direzione nazionale del Psoe e il braccio destro di Sanchez Juan Manuel Serano Quintana e Juan Francisco Serrano Martinez, l’ex ministro dei trasporti José Louis Abalos.
Nonostante questo Sánchez pretende di dare lezioni agli altri governi europei – a cominciare dagli scontri su Schengen con Giorgia Meloni – e resta l’idolo di Elena Schlein.
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