Il Pd trova casa agli abusivi, ma non agli sfollati del terremoto
Spin time (Ansa)

«Sto seguendo le notizie relative alla situazione delle 400 persone (tra cui bambini, anziani e persone con disabilità) rimaste senza casa dopo l’evacuazione dello Spin Time a Roma, avvenuta circa 10 giorni fa. Le autorità italiane devono trovare una soluzione abitativa a lungo termine per questa comunità. Le sistemazioni temporanee non devono mettere a rischio la sicurezza personale, non possono diventare un’opzione a lungo termine e devono rispettare il diritto dei membri della famiglia a non essere separati, oltre a garantire un ragionevole livello di privacy». Con questo post su X, anche il relatore speciale delle Nazioni unite sul diritto all’abitare, Koldo Casla, chiede di fare presto per venire incontro agli abusivi dell’immobile occupato oltre 10 anni fa. Ripetiamo: le Nazioni unite stanno con gli abusivi. Ma non sono le uniche ovviamente.

Anche ieri il sindaco capitolino Roberto Gualtieri ha partecipato all’assemblea pubblica il giorno dopo il fallimento della trattativa d’acquisto con la proprietà Investire Sgr. «É dolorosissimo vedere delle persone in strada, vedere delle persone sradicate dal luogo che era diventato non solo una casa ma un luogo che ha saputo costruire un percorso di integrazione», ha detto l’ex ministro dell’Economia nel governo giallorosso alla folla di sfollati e attivisti, in presidio permanente in strada con quasi 200 persone, tra cui anziani e bambini, che dormono all’aperto da circa dieci giorni. Ovvero da quando un incendio ha fatto scattare l’inagibilità del palazzo okkupato dal 2013.

Gli abusivi iniziano a spazientirsi, come Sait, cittadino curdo che si occupa dei laboratori dei giocattoli: «Qui ci sono dei bambini che sono nati, che vanno nelle scuole del quartiere, che sono stati sbattuti fuori, per me è un reato», denuncia. E non è un «reato» occupare?

Gualtieri però ha predisposto già un piano salva-abusivi. L’ordinanza di venerdì sera prevede un percorso di assistenza alloggiativa d’emergenza della durata massima di 60 giorni, con il reperimento di strutture ricettive sul territorio: realtà laiche, religiose o altre strutture disponibili. Il piano comprende anche il sostegno socio-assistenziale, scolastico e logistico per accompagnare le persone nella fase di transizione. A breve saranno individuate le sistemazioni per i nuclei familiari. Prevista anche l’attivazione di uno sportello di accoglienza nelle aree vicine allo stabile, con il coinvolgimento della Polizia locale, per organizzare i trasferimenti e seguire le esigenze delle famiglie.

Anche Elly Schlein ovviamente sta con gli abusivi: «In un momento delicatissimo voglio ribadire anche ora, per l’evolversi della situazione, la mia e nostra piena solidarietà alla comunità dello Spin Time. Un’esperienza che non può e non deve essere dispersa».

Chissà se il campo largo invece ha voglia di far disperdere l’esperienza di vivere da sfollato per il terremoto… già, perché mentre la sinistra si mobilita per trovare una sistemazione agli abusivi dello Spin time, un po’ più a Sud, precisamente a Pozzuoli, i progressisti non sanno come dare un’abitazione a chi subisce le scosse quotidiane. Ci riferiamo a chi è finito fuori case nei Campi Flegrei. Non sono pochi. L’ultimo aggiornamento rivela: 125 gli edifici sgomberati a Pozzuoli nell’ambito dell’emergenza bradisismica. Complessivamente sono 729 i nuclei familiari evacuati o sgomberati, per un totale di 1.995 persone assistite. Di queste, 1.843 hanno trovato una sistemazione autonoma, 85 sono ospitate in strutture alberghiere e 67 sono accolte al PalaTrincone.

Sono invece 780 le richieste di Contributo di autonoma sistemazione (Cas), riferite complessivamente a 2.033 persone, tra cui 376 ultrasessantacinquenni e 335 persone con disabilità. In sintesi: su 1.995 sfollati, 1.843 si sono arrangiati chiedendo un contributo. Una situazione lontana anni luce dalla vicenda Spin Time, dove tutti i 400 abusivi chiedono casa, vitto e forse soldi. Eppure a Pozzuoli il sindaco è di area centrosinistra, il presidente della città metropolitana di Napoli è progressista, il presidente della Regione Campania è Roberto Fico, cinque stelle.

I cittadini protestano perché vogliono un tetto e le autorità locali hanno scaricato la patata bollente sullo Stato centrale, quando invece nella capitale Gualtieri gioca in autonomia senza sentire il parere del governo. Solito ritornello: se ci sono tv, giornali e da fare cagnara, allora i compagni si mobilitano – sempre a parole, s’intende – mentre se vanno aiutati i terremotati (basti ricordare la gestione commissariale targata Pd nel Centro Italia) allora si girano le grane allo «Stato», così da far dire alla popolazione la classica frase: «Lo Stato dov’è?».

E come la sinistra c’è l’Onu, che non alza la voce per chi vive fuori casa – e non ci tornerà – a Pozzuoli. Chiede interventi celeri solamente per il centro sociale occupato. Così un titolo su un giornale esce di sicuro…

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