La Russa su Marcinelle: «Da Landini pure offese sessiste». Cgil a cena nel privé con i belgi anti italiani
Maurizio Landini (Ansa)

La pace su Marcinelle non calerà mai. Se ce n’era bisogno, un’ulteriore dimostrazione è arrivata dall’intervista al Corriere della Sera di Ignazio La Russa. Il presidente del Senato è tornato sui fattacci del fine settimana, sul sindacato belga Fgtb (ma c’è chi dà per sicura la presenza di rappresentanti italiani) che si è voltato di spalle durante il discorso commemorativo del numero uno di Palazzo Madama e della vicepresidente dell’Europarlamento di Fdi, Antonella Sberna. Ha stigmatizzato i comportamenti dei compagni e i silenzi della sinistra, ma ha anche denunciato altri fatti, se possibile ancor più gravi.

Lo scontro tra La Russa e la Cgil sulle proteste a Marcinelle

«Oggi», evidenzia La Russa, «non sono a Marcinelle e sento di poter parlare più liberamente: l’atto di girarsi di spalle mentre leggevo il messaggio del capo dello Stato è stata la massima mancanza di rispetto per il luogo e il momento da parte della Cgil. A Landini vorrei rivolgere un consiglio non richiesto. Prima di fare affermazioni categoriche, come dire che chi ha denunciato la volgare protesta fosse vittima di un colpo di sole, dovrebbe guardare bene chi è a portata di orecchio di certi commenti e di certe risatine».

Cosa intende dire La Russa? «Diversi parlamentari», continua, «oltre a una persona vicina a FdI e che ha un incarico in Senato, erano seduti vicino a Landini e hanno ascoltato certe parole sue e di chi gli era vicino: commenti volgari, mentre parlavo io, e anche sessisti, mentre parlava la vicepresidente dell’europarlamento a cui pure hanno ostentatamente mostrato le terga. Parole che mi sono state riferite e io non le divulgo di sicuro. Mi auguro non siano state registrate. Sarebbe davvero imbarazzante per chi le ha pronunciate».

Il silenzio stampa della Cgil dopo le accuse

Insomma, non solo la seconda carica dello Stato ha confermato che tra le persone che hanno mancato di rispetto alle istituzioni mettendosi di spalle ci fossero anche dei rappresentanti della Cgil, ma ha esplicitamente accusato il segretario del primo sindacato del Paese e sodali, di aver rivolto commenti volgari e sessisti verso gli oratori di centrodestra.

Basterebbe la metà di queste accuse per far partire lancia in resta i compagni in difesa del duro e puro del sindacato rosso. E invece niente. Neanche una parola. Nel momento in cui stiamo per mandare in stampa il giornale, non c’è un rappresentante della Cgil o della sinistra che abbia replicato.

Il legame tra Cgil e sindacalisti belgi

E non è di certo l’unico comportamento che fa discutere. Ufficiosamente la Cgil fa sapere di non aver avuto un ruolo attivo nello «sfregio» di Marcinelle. Nella decisione dei colleghi rossi di Fgtb di girarsi di spalle mentre La Russa e la Sberna commemoravano le vittime.

Eppure i link che man mano emergono sono sempre più evidenti. Non solo il giorno prima della cerimonia di ricordo, la Cgil aveva disertato un’iniziativa ufficiale di Fratelli d’Italia alla quale avevano partecipato tutti gli altri sindacati, per manifestare con gli amici della Federation generale du travail de Belgique, ma secondo quello che è in grado di documentare La Verità la liaison tra le confederazioni ha avuto un «dolce» seguito.

La cena a Charleroi con gli anti italiani

Dove? I rappresentanti dei due sindacati avevano prenotato buona parte di uno dei locali più in voga e caratteristici di Charleroi, la città adiacente a Marcinelle. «Siamo entrati nel pub-cafè», spiega alla Verità Massimo Sabatini, consigliere fiorentino della lista civica Eike Schmidt, «per chiedere se c’era un tavolo disponibile per mangiare e ci è stato gentilmente fatto notare che per quella sera era praticamente impossibile, a causa di un evento privato. Insomma, era tutto prenotato. Ci siamo guardati intorno e abbiamo visto almeno 50-60 persone con il fazzoletto rosso al collo, alcune con la scritta in italiano e altre con la scritta in francese».

E Landini? «All’interno del locale io sentito molto nitidamente che si parlava sia in italiano che in francese e poi una volta fuori abbiamo visto la scritta «Privé» e abbiamo indugiato per capire il da farsi. Ed è a quel punto che si è palesato anche il segretario della Cgil».

Il cortocircuito politico del sindacato di Landini

Del resto, «La Maison des 8 Heures» non è un locale come gli altri. Si tratta di uno storico pub-cafè di Charleroi. Che rende omaggio a una delle più importanti conquiste sindacali, la giornata lavorativa massima di otto ore. Insomma, quale milieu più adatto per raccontarsela tra compagni. Per parlare del passato, certo, ma anche per pianificare il futuro e magari anche la mossa di mandare avanti (anzi rivolti all’indietro) gli amici belgi per offendere le istituzioni italiane, salvo poi non prenderne le distanze.

Del resto, se prima organizzi una manifestazione e poi ceni insieme a degli amici, viene assai difficile pensare che tu fossi all’oscuro delle loro intenzioni. Della volontà organizzata di offendere il Paese che rappresenti. E le rivelazioni di La Russa sulle offese volgari e sessiste non fanno altro che rendere tutto il quadro ancor più triste e desolante.

Da non perdere