Si parte sempre così. Con una sorta di boutade, una frase pronunciata per replicare all’intervento di un collega nel corso di una Commissione assai dibattuta. E poi quella esternazione d’impeto diventa una proposta concreta, tanto concreta da mettere in subbuglio il Comune di Firenze. È la storia, triste assai, che vede come protagonista Vincenzo Pizzolo, il rappresentante del gruppo consiliare AVS-Ecolò nel capoluogo toscano.
Non molte settimane fa (eravamo a fine maggio), il nostro aveva lanciato il sasso che molti avevano preso come una mera provocazione. «Mi state suggerendo una forma di requisizione delle case sfitte», replicava fumantino a un intervento di alcuni colleghi in aula, «nel caso noi come gruppo consiliare siamo favorevoli». Molti avevano lasciato correre, in tanti avevano pensato a un’uscita polemica che sarebbe durata il tempo di qualche discussione nei corridoi di Palazzo Vecchio.
E invece, sono bastate poche settimana, perché quella esternazione si trasformasse in una vera proposta politica. Talmente tanto concreta da ricevere pure l’apertura al dialogo del Pd, che con il sindaco Sara Funaro guida la città dal 2024.
L’iter è il seguente. Hai una casa vuota, nel senso che per un motivo o per un altro non ci vivi e non hai intenzione di metterla in affitto? Bene. Lo Stato nelle vesti del suo rappresentante di prossimità, il Comune, apre un dialogo con il proprietario. Ti chiederà, perché lo fai? Cosa ti spinge a lasciare vuoto il tuo immobile. Se lo scambio di vedute si conclude con un accordo, nessun problema. In caso contrario, parte la requisizione temporanea dell’alloggio per rispondere all’emergenza delle emergenze: quella abitativa.
«Non si tratterebbe di esproprio», ha precisato Pizzolo al Corriere Fiorentino, «l’idea è quella di confrontarsi con i proprietari per sbloccare gli appartamenti sfitti. Poi se l’esito del confronto è negativo si può arrivare alla requisizione, chiaramente temporanea, per dare l’alloggio in affitto a prezzo calmierato». Insomma, il Comune ti chiama e prova a convincerti della necessità di locare magari con un canone di favore la tua casa, se acconsenti tutto fila liscio, altrimenti l’immobile ti viene requisito per un tot di tempo e viene affittato ugualmente. Dal punto di vista tecnico non ci troviamo di fronte a un esproprio, ma il senso cambia poco. Siamo allo Stato che decide cosa un privato cittadino deve fare con un suo bene. Previo apposito censimento degli immobili «aggredibili».
Un’idea bolscevica. E non sorprende che arrivi da Avs, il problema è che il Partito democratico ha aperto. Cioè, i rappresentanti dem non hanno replicato con un «ma siete pazzi». Anzi. Si sono detti disponibili a parlarne, anche se ci sarebbero altre idee da esplorare. Cioè? «Siamo d’accordo sulla richiesta di un censimento puntuale. Quanto alla proposta di requisizione temporanea, rischia di essere impattante politicamente, ma parleremo con i nostri alleati», parola del capogruppo Pd in Consiglio, Luca Milani, che poi ha precisato: «La strategia che vorremmo privilegiare però è mettere in atto il Piano operativo che prevede un sistema di premialità e di penalità a seconda di chi affitta o tiene vuota una casa».
Riepilogando. Requisire un immobile non è un’idea da scartare a prescindere perché iniqua rispetto al cittadino che si vede privato di un proprio bene. No, è una proposta politicamente rischiosa e quindi meglio non darle troppa pubblicità. In realtà, il Partito Democratico preferisce un sistema di premi e punizioni. Tipo, per intenderci, aumentare l’Imu a chi lascia vuota la casa? Andiamo bene. Con queste premesse i Pizzolo di turno avranno vita lunga e i proprietari invece assai breve.
Ma nessuna meraviglia. Perché che la linea dirigista sul mattone guidi le amministrazioni di sinistra è chiaro da tempo. A partire dalla stessa Firenze, con la Funaro che può rivendicare il primato del sindaco più ostile agli affitti brevi. Non le è bastato vietarli nel centro storico, con una recente delibera che ha fatto molto discutere ha esteso il veto anche alle aree semicentrali e periferiche della città. Una linea di assoluta intransigenza con le proprietà degli altri che tra i dem sta facendo proseliti. L’ultimo arrivato è Verona. Dove la giunta di centrosinistra guidata dall’ex centrocampista tutto cuore e polmoni della Roma della scudetto, «l’anima candida» Damiano Tommasi, ha adottato una Variante al Piano degli Interventi, che in buon sostanza blocca l’apertura di nuove locazioni turistiche nel centro storico.
E non finisce qui. Perché la Funaro sta pensando già alla prossima mossa stanga proprietari. Al vaglio del Comune c’è la possibilità di aumentare il costo della Tari (l’imposta sui rifiuti), per chi ha più di 4 immobili in affitto breve. A precisa domanda (in question time) del consigliere di opposizione di Fdi, Alessandro Draghi, l’assessora alle Pari opportunità Benedetta Albanese ha risposto: «Gli uffici stanno approfondendo la questione da un punto di vista tecnico e giuridico». Tocca sperare che i tecnici, per una volta, siano più «svegli» dei politici.
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