L’epidemia continua a peggiorare siamo a un passo dal crollo sanitario
Ansa
  • Le infezioni sono aumentate di 620 unità in 24 ore: il totale è 3.916. Lombardia al limite: a Bergamo questore e prefetto positivi. Esecutivo pronto a mandare in corsia specializzandi e pensionati, e a requisire hotel.
  • La Costa Fortuna respinta dal porto di Phuket per la presenza di nostri connazionali. Intanto Malta nega l’attracco alla Msc Opera: «Ci ha viaggiato un passeggero positivo».

Lo speciale contiene due articoli.

Il coronavirus non rallenta la sua corsa in Italia. A confermarlo sono i dati del bollettino quotidiano della Protezione civile, forniti in conferenza stampa dal commissario Angelo Borrelli: il numero dei casi positivi in Italia è 3.916, con un incremento di 620 persone in 24 ore, 197 le vittime, mentre i guariti sono 523. La regione più colpita rimane la Lombardia, dove sono 2.008 i positivi e le vittime 135 (37 in più del giorno precedente). Seguono, per numero di contagi, l’Emilia Romagna e il Veneto, ma dopo i primi casi positivi registrati giovedì in Valle d’Aosta, tutte le regioni sono state raggiunte dall’epidemia.

I ricoverati in terapia intensiva in tutto il Paese a causa del Covid-19 sono 462.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ieri ha dimostrato un «sincero apprezzamento» per le modalità di gestione della crisi dell’Italia e ha ringraziato il presidente Sergio Mattarella per il suo appello alla nazione, riconoscendo che l’Italia sta reagendo con forza.

La sanità del Paese tiene duro, ma ha il fiato corto. Mancano medici e posti letto, soprattutto in terapia intensiva. Ma, a differenza della Cina, qui non è possibile costruire ospedali nuovi ad hoc in pochi giorni. Data la saturazione degli ospedali lombardi, l’ex ospedale militare di Baggio, a Milano, è stato allestito per ospitare fino a 60 persone, affette esclusivamente da coronavirus.

Ieri, nella struttura della periferia Ovest del capoluogo lombardo, è arrivato il primo paziente, un uomo trasportato in ambulanza dall’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo, non in gravi condizioni, di lui si prenderanno cura medici e infermieri in divisa.

Altri 59 posti letto sono stati resi disponibili dall’Aeronautica militare in un’area vicina all’aeroporto di Linate. Le strutture lombarde sono in difficoltà, tanto che giovedì, l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha annunciato che tutte le attività ambulatoriali non urgenti e non differibili svolte in Lombardia sarebbero state sospese dai prossimi giorni per il tempo necessario a fronteggiare l’emergenza.

Una data ancora non prevedibile, quindi. Anche alle strutture laziali servono rinforzi: lo Spallanzani sarà affiancato dall’ospedale Columbus, che diventerà Covid Hospital 2, interamente dedicato ai pazienti in arrivo per essere curati dall’infezione. La clinica romana era a rischio fallimento ma ora, con i suoi 258 posti letto, è indispensabile. La Regione Lazio ha autorizzato il reclutamento, con procedure straordinarie in virtù dell’attivazione dei posti letto aggiuntivi in terapia intensiva, di 474 unità di personale, fra cui 50 anestesisti, 270 infermieri, 12 pneumologi, 18 infettivologi, 12 cardiologi, 20 medici dell’emergenza, 12 radiologi e 80 operatori sociosanitari.

Guai all’ospedale Molinette di Torino, il maggiore del Piemonte, dove era stata ricoverata una coppia di anziani per quella che sembrava una polmonite ordinaria. I due erano stati di recente però a Lodi, e sono risultati positivi al virus. Si è reso necessario isolare molti dottori e infermieri entrati in contatto con la coppia, indebolendo ulteriormente la difesa di una Regione già in trincea (sono 144 i casi positivi in Piemonte).

Sulla vicenda ha avviato un’indagine la Procura di Torino, che ha disposto una serie di accertamenti. Il fascicolo non ha né indagati né ipotesi di reato.

Ma a preoccupare non è solo lo stato attuale della sanità. Il governo sta infatti pensando a nuove misure per il contenimento della diffusione del virus. Nella bozza del decreto legge in discussione ieri sera al Consiglio dei ministri, si prevede la possibilità per i prefetti di tutto il territorio nazionale di «requisire strutture alberghiere idonee a ospitare persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare», qualora il periodo di quarantena non si possa svolgere in casa. Saranno previste anche delle «indennità di requisizione» per gli albergatori, sulla base di criteri stabiliti da un successivo provvedimento.

Chiamata a contribuire alla lotta anche la sanità privata: il decreto autorizza le Regioni ad acquistare «ulteriori prestazioni» dalle strutture private che saranno anche «tenute a mettere a disposizione il personale sanitario in servizio nonché i locali e le apparecchiature» richiesti da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto (quando manchi il personale perché ricoverato o in quarantena per il contagio). Per sopperire alla mancanza di personale, è stata prevista anche la possibilità di fare contratti di lavoro autonomo di sei mesi a medici, infermieri e operatori sociosanitari. Si potranno reclutare anche medici in formazione all’ultimo anno di specializzazione e «personale medico e infermieristico» in pensione. I camici bianchi potranno lavorare in deroga al loro orario e avranno aumenti del 50% dei pagamenti degli straordinari. Per aumentare la disponibilità di posti letto verranno sospesi i ricoveri non urgenti, come già deciso in Lombardia, e si potranno allestire anche reparti «temporanei» all’interno o all’esterno delle strutture sanitarie.

Le Regioni che non attueranno le misure del decreto, si legge, potranno essere commissariate. L’Italia spera per il meglio, ma è innegabile si stia preparando al peggio.


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