«Mentre gli altri bofonchiano, Futuro nazionale si espande! Ogni giorno un sindaco, un consigliere comunale, un amministratore locale decide di raggiungere i figli di nessuno. L’avanguardismo futurista è contagioso, e non esiste vaccino.
Per molti l’incubo continua». Scrive così su Facebook Roberto Vannacci, il leader di Futuro nazionale sotto i riflettori dei sondaggisti dopo l’approvazione della nuova legge elettorale. Nelle simulazioni di YouTrend infatti lo «stabilicum» andrebbe bene al centrodestra solo se allargasse la coalizione a Fn di Vannacci, mentre se Giorgia Meloni e gli alleati corressero senza il generale, la nuova legge elettorale premierebbe di fatto il campo largo (con Italia viva inclusa).
L’europarlamentare entrerebbe nella coalizione di centrodestra, ma a precise condizioni, come ha chiarito nell’intervista al direttore dei quotidiani del Gruppo Corriere (Corriere dell’Umbria, Corriere di Arezzo e Corriere di Siena) Sergio Casagrande: «Se Giorgia Meloni me lo proponesse chiederei un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile». Elencando in maniera dettagliata tutti i punti che ritiene fondamentali per un possibile accordo ha spiegato: «Se i nostri voti fossero decisivi, nessuna cambiale in bianco. Sostegno solo su provvedimenti e scadenze certe. Ed eventuali incarichi sarebbero la conseguenza del consenso, non il prezzo di uno scambio».
Nell’intervista, Vannacci affronta numerosi temi: dalla rottura con la Lega fino all’Ucraina, dall’accusa di ricevere soldi dalla Russia ai rapporti con la Nato, Israele e la Palestina, al recente voto del Parlamento Europeo sulla coalizione di Esn. Non mancano risposte su progetti per il Paese, sul reclutamento di nuove forze in Futuro Nazionale e sulle accuse di neofascismo. Inoltre l’europarlamentare ha rivelato che l’obiettivo principale del suo partito non è raccogliere gli scontenti del centrodestra o «sottrarre voti a questo o quel partito», ma «riportare alle urne chi non crede più nella possibilità di cambiare perché l’astensionismo è il principale bacino da riconquistare».
Del resto venerdì scorso, inaugurando la manifestazione «L’estate del principe», al Grand Hotel Principe di Piemonte, a Viareggio, l’ex generale è stato chiaro: «Il problema non è mettere insieme Fn con Forza Italia per l’alleanza, l’importante è mettere insieme i cittadini italiani. Cioè noi con le linee rosse stabiliamo quel punto oltre il quale non intendiamo andare. Ed è quello che ci caratterizza come Fn, che non vuole ragionare come la vecchia politica dell’inciucio, il pentapartito, mettere insieme scopi non convergenti. Che ci sia una parte di Fi che non sia d’accordo con quelle che sono le nostre linee rosse, ci sta pure. Ma sono convinto che ci sia una buona parte dell’elettorato che invece le condivide e probabilmente l’incremento di consenso di Fn è dovuto a questo aspetto. E quando dico che secondo me l’intesa non è difficile, lo dico perché secondo me questa alleanza di centrodestra all’inizio della legislatura non aveva posizioni così tanto diverse rispetto alle nostre».
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