- Al consiglio nazionale di Fi c’è Weber (Ppe). Il vicepremier frena: «Con Trump tratta soltanto Ursula: sono le regole».
- Per i sondaggi, Cdu-Csu e il partito della Weidel sono alla pari. Calano ancora i Verdi.
Lo speciale contiene due articoli.
Più di mille persone al Palazzo dei congressi a Roma per il consiglio nazionale di Forza Italia, che chiama i suoi per fare il punto sulla linea del partito. Ospite d’onore, il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, il cui abbraccio con il segretario di Fi, Antonio Tajani, sintetizza perfettamente la giornata.
La linea degli azzurri è la stessa dei popolari, la stessa del commissario dell’Unione europea, Ursula von der Leyen. È Tajani a ribadire dal palco l’importanza della vocazione europeista e atlantista di Forza Italia. Un europeismo di antica tradizione per gli azzurri ma che, oggi, trova nuovo vigore rispetto al passato. «Sia chiaro», ha scandito Tajani appena arrivato al Palazzo dei congressi, «che noi difendiamo l’Europa e continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa e io non farei mai parte di un governo antieuropeo, questo dev’essere chiaro. Per fortuna mi pare che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Ue», spiega, perché «noi non accetteremmo mai derive antieuropeiste. L’Italia è un Paese fondatore dell’Europa, non intendiamo rinnegare la nostra storia». Le parole del segretario di Fi si rivolgono al leader del Carroccio, Matteo Salvini, in netta contrapposizione sul tema e.
«Io non faccio polemiche con nessuno», insiste Tajani, «dico solo che è competente soltanto la Commissione Ue a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, non possiamo fare alcun altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa normativa sui dazi la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i Trattati. Sono le regole, non le ho scritte io, ma quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto».
Il segretario di FI sottolinea: «Come singoli Paesi europei siamo deboli, per questo insisto sull’unità. Farci dividere, fare trattative individuali con gli Usa non significa fare il bene delle nostre imprese, significa indebolire il potere contrattuale delle nostre imprese e indebolirle». Pensiero condiviso e ribadito da Weber: «Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti, soltanto un’Europa unita può opporsi ai dazi di Trump, bisogna discuterci e concludere un accordo basato su un commercio equo, e non sulla paura del commercio». Weber, sulla guerra, ha poi spiegato come il modo migliore per creare la pace sia prepararsi alla guerra per essere capaci di difendersi, e ha lanciato un allarme: l’Unione è sotto attacco dei populisti, di estrema destra come di estrema sinistra, che dicono no a tutto. Anche qui la linea di Weber e Forza Italia è la stessa.
Nel suo lungo discorso, Tajani trova spazio anche per attaccare la piazza del Movimento 5 stelle, ma non solo: «Con l’iniziativa di oggi vogliamo dare un segnale politico forte agli “sfascisti” e ai “pacifinti” che manifestano non lontano da noi». Riferimento esplicito al M5s evidentemente, che nelle stesse ore iniziava a sfilare in un corteo a Roma contro il riarmo. Tuttavia l’aggettivo «sfascista», anche se meno esplicitamente, sembrava il richiamo a un’altra frase di Tajani che, nei giorni precedenti, aveva detto: «Noi in Europa dobbiamo costruire, non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze», riferendosi in quel caso, molto probabilmente, al leader della Lega.
E ancora sul Mes: «Oggi c’è chi dice che bisogna fare di più per la spesa sanitaria anziché spendere dei soldi per la sicurezza dell’Unione ma era contrario al Mes. Noi dicevamo che il Mes bisognava prenderlo quando serviva perché poteva essere utile per tutelare la nostra salute». A proposito dell’export, ha ricordato che «grazie al mercato europeo, noi esportiamo beni per oltre 200 miliardi ogni anno. Non dobbiamo mai dimenticarlo perché tutti quelli che parlano contro l’Europa non portano mai una prova per dire che l’Europa fa danni all’Italia».
Il Consiglio nazionale di Forza Italia, al termine della relazione di Tajani, ha approvato il suo documento politico. Si legge: «L’appartenenza al Ppe è elemento costitutivo di Fi, che ci porta a lavorare costantemente per aggregare un centro moderato, serio, responsabile e alternativo alla sinistra e distinto, rispetto alla destra democratica». Sulla guerra in Ucraina il documento auspica «una pace giusta e immediata in Ucraina come in Medi Oriente». Ma è sull’Europa che ci si concentra di più: «La preoccupante accelerazione delle vicende della politica internazionale conferma e rafforza l’importanza della vocazione europeista e atlantica di Forza Italia, in un momento nel quale questi due capisaldi della politica internazionale del nostro Paese sembrano divaricarsi è necessario ricordare nell’interesse dell’Italia dell’Europa del mondo libero che essi rimangono indissolubili. I valori alla base dell’Unione europea sono gli stessi sui quali si fonda l’Alleanza atlantica».
Quindi, un passaggio sulla Difesa europea: «È giusto che l’Europa si faccia carico della propria sicurezza, a 360 gradi, investendo non soltanto nella difesa in senso tradizionale ma anche in cybersecurity e intelligence». In questo quadro, «non vengano meno le ragioni che hanno portato alla stretta alleanza tra Europa e Stati Uniti. Al fine di mantenere la pace nel nostro continente, è necessario rafforzare la difesa e sicurezza comune europea in raccordo e in cooperazione con gli Stati Uniti».
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