Master di giornalismo di «Panorama»: ci siamo

La Panorama Journalism Academy compie tre anni e dopo Pasqua inizierà le lezioni per «laureare» altri nuovi cronisti.

Abbiamo cominciato un po’ in sordina, insieme con l’università eCampus, convinti che una testata prestigiosa come Panorama, che ha fatto la storia dell’informazione in Italia, potesse essere una scuola di giornalismo per chi ha la passione di raccontare i fatti, di approfondirli o di scoprirli. In questi anni abbiamo visto passare giovani e meno giovani, ragazzi che si affacciano alla professione e professionisti esperti in altri campi che però, giunti all’età matura, vogliono inseguire qualche lontana aspirazione, entrando nei meccanismi della comunicazione. L’Academy di Panorama, che consente corsi online e in presenza e anche laboratori per mettere a frutto le conoscenze imparate facendo un vero giornale, ha visto passare docenti esperti. Cronisti specializzati nelle inchieste giudiziarie, redattori rodati nell’impaginare le notizie e nella titolazione, opinionisti abituati a commentare le principali notizie, speaker che padroneggiano i microfoni durante le dirette radiofoniche, conduttori abituati alla diretta tv. Sì, negli anni di insegnamento, la Panorama Journalist Academy ha visto sfilare fior di professionisti. C’è chi ha descritto come si muove un inviato sui teatri di guerra e ha narrato l’evoluzione del nostro mestiere grazie alla tecnologia. La scuola di Panorama, il grande newsmagazine che da 65 anni racconta l’evoluzione della politica, dell’economia, della cultura, degli esteri e dei consumi, ha consentito di approfondire la legislazione che riguarda l’informazione, cioè il diritto costituzionale di fare cronaca ma anche i limiti dettati dal codice in tema di diffamazione a mezzo stampa. E con i nostri esperti abbiamo accompagnato gli studenti all’uso dell’intelligenza artificiale, declinando ogni strumento offerto dall’innovazione nei diversi settori. Oggi si può fare informazione sulla carta, online, sui social o sui siti, in tv o in radio. Si possono fare inchieste con un podcast, opinioni con un tweet, interviste con YouTube o rubriche con Substack. Tutto è informazione e i canali sono infiniti, si tratta di individuare il giusto modo di usarli e anche il miglior sistema per trasformare una passione in una professione, che consenta anche di far quadrare i bilanci familiari.

Alcuni studenti del corso hanno trovato impiego qui, nel gruppo che edita Panorama, in testate come La Verità o Donna Moderna, lavorando per la tv del nostro quotidiano o del settimanale, ma anche per i social. Altri invece hanno iniziato a collaborare con altri editori, segno evidente che la lezione dell’Academy consente di fare strada. Per essere più precisi, il corso dura un anno e si rivolge ai laureati, a cui si riconoscono 60 crediti formativi, e ha valenza di un master universitario di primo livello. È aperto ai diplomati e adotta la formula weekend, venendo incontro alle esigenze dei lavoratori: le lezioni si svolgono online in streaming il venerdì e il sabato, ma sono anche registrate, quindi è possibile recuperarle in differita, secondo i propri tempi, mentre in diretta danno la possibilità di interagire con i docenti e chiarire con tempestività ogni dubbio. Una volta al mese, dal giovedì al sabato, da maggio a novembre (luglio e agosto esclusi) è previsto un laboratorio di tre giorni in presenza, che si tiene a Milano nella sede di fronte alla stazione: l’Academy è guidata da Massimo De Manzoni, condirettore della Verità, e tra i docenti ci sono Mario Giordano, noto volto della tv, Ivana Faccioli, direttrice delle news di Rtl 102.5, la radio italiana più seguita e tra i partner di prestigio del master, Giorgio Gandola, già direttore della Provincia di Como e dell’Eco di Bergamo, Francesco Borgonovo, vicedirettore della Verità. Non mancano poi i seminari con nomi autorevoli, come quello con l’inviato di guerra Fausto Biloslavo o con lo scrittore e filosofo Marcello Veneziani. Al termine dei corsi, per tutti gli studenti, è previsto un tirocinio da svolgere nella redazione di Rtl102.5 o all’interno di una delle testate del gruppo.

Che altro dire? In bocca al lupo e buona scrittura. O buona conduzione per chi sceglierà di puntare più sul giornalismo parlato che su quello scritto.

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