- La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ieri a Bibbiano. «La norma che consente di indagare sulle case famiglia approvata mesi fa dal Parlamento. Cosa sta aspettando Fico?»
- Le associazioni denunciano l’impunità dei servizi sociali. Le organizzazioni che da anni si occupano di minori spiegano che l’inchiesta emiliana fa emergere problemi noti da anni. «Ma il garante dell’infanzia pensa agli stranieri».
Lo speciale comprende due articoli.
Una larga parte dei politici italiani sta facendo finta che il caso Bibbiano non esista. Non ne parlano sui giornali, figuriamoci se hanno il coraggio di presentarsi sul territorio. Giorgia Meloni, però, a Bibbiano ci è voluta andare e ieri ha partecipato a una manifestazione davanti al Municipio, assieme a un nutrito gruppo di militanti ma anche di famiglie e cittadini.
È davvero sconvolgente il silenzio che si cerca di far calare su questa vicenda. Ed è piuttosto discutibile l’atteggiamento del Pd, visto che il caso Bibbiano coinvolge esponenti del partito e riguarda zone in cui i democratici sono forza di governo.
«Sì, in effetti tra le 29 persone indagate c’è anche il sindaco di Bibbiano, che è del Pd, oltre a due ex sindaci sempre del Pd. Il problema, però, non è tanto che questi indagati appartengano al Partito democratico».
In che senso?
«Può anche essere comprensibile che un partito grande possa non avere il pieno controllo di tutti gli amministratori. Il problema è un altro: ciò che trovo davvero sconvolgente è la reazione del Pd. Uno può pure scoprire di avere una mela marcia – anzi marcissima – in casa. Ma, nel dubbio, che fa?».
Già, che fa?
«Il minimo sindacale è che sospenda dal partito la mela marcia. Eppure il sindaco di Bibbiano, che è indagato ed è agli arresti domiciliari, non è stato sospeso. Anzi, il Pd locale gli ha espresso piena solidarietà. Anche l’Anpi locale ha dato solidarietà al sindaco e non alle vittime degli abusi raccontati in questa inchiesta. Siccome il sindaco faceva iniziative antifasciste, allora ai partigiani non interessa che sia coinvolto in questa storia».
Nicola Zingaretti, il segretario del Pd, direbbe che lei sta strumentalizzando politicamente la vicenda.
«A Bibbiano non si è visto alcun esponente nazionale del Pd. Mi aspettavo che, ancora prima di me, qui arrivasse Zingaretti, che invece appunto parla di strumentalizzazioni. Io in ogni caso non sono andata a parlare del Pd. Sono andata a Bibbiano perché non voglio si spengano i riflettori sun una vicenda scandalosa che mette a rischio la nostra stessa civiltà. Ed è altrettanto scandaloso che – forse proprio perché è coinvolto il Pd – non se ne voglia parlare».
Diciamo che il silenzio non riguarda soltanto il Partito democratico, ma tutto l’universo progressista, media compresi.
«Non so quanti di sinistra siano andati a bordo della Sea Watch. Passano i giorni a dire “restiamo umani”, ma non dicono mezza parola su una storia scandalosa dove ci sono bambini tolti alle famiglie. Per questo io chiedo conto a Zingaretti. Poteva dire: in attesa che sia fatta chiarezza, sospendiamo il sindaco di Bibbiano dal partito. Gli esponenti del Pd potevano andare lì in Emilia a far sentire la propria voce, e invece a quanto pare si vergognano, ed è il segno che qualcosa non funziona».
Nel caso della Val d’Enza non c’è di mezzo solo il Pd. Una parte rilevante la ricopre la cultura Lgbt, visto che sono coinvolte attiviste arcobaleno e si parla di figli tolti ai genitori e dati a coppie lesbiche.
«Sì, qui emerge una ideologia gender portata alle estreme conseguenze per cui pare ci siano esponenti dell’attivismo arcobaleno che toglievano figli alle famiglie con sistemi coercitivi per darli poi in affido a coppie omosessuali, alcune delle quali tra l’altro imponevano la loro ideologia su questi bimbi. A questo proposito c’è un’altra cosa che mi dispiace».
Quale?
«C’è un’altra realtà che non ha speso una parola su tutta questa storia. Sto parlando dell’associazionismo gay. L’Arcigay e le altre associazioni… Sono tutti muti. Secondo loro è tutto normale? È normale che un bimbo sia tolto alla sua famiglia con la comlicità di un’attivista arcobaleno per essere dato in affido una coppia Lgbt? Poi, però, anche loro ci vengono a ripetere che dobbiamo restare umani…».
Qualcuno che di questa storia si occupa, fortunatamente, c’è. La Lega sta accelerando sulla Commissione d’inchiesta sulle case famiglia.
«Sì, certo, è sicuramente una bellissima idea. Però mi permetta di segnalare una cosa».
Prego.
«C’è già una legge per l’istituzione di una commissione bicamerale d’inchiesta sul Forteto. Questa legge è stata approvata mesi fa dal Parlamento e prevede anche il monitoraggio e il controllo delle case famiglia e delle comunità alloggio in materia di affido di minori presenti sul territorio nazionale. Però il presidente della Camera Roberto Fico sta ancora perdendo tempo. Ecco, forse su questo tema ci si può svegliare…».
Voi chiedete di monitorare il sistema degli affidi?
«Intanto noi vogliamo che l’attenzione sulla vicenda di Bibbiano rimanga alta. Se la colpevolezza degli indagati fosse confermata, chiediamo pene esemplari. E chiediamo pure che siano cambiati i reati: qui non si tratta di maltrattamento di minore e violenza privata ma di sequestro di persona e tortura. Perché in alcuni casi i bambini sono stati rubati. E sono stati vittime di tortura assieme ai loro famigliari. Poi, certo, dobbiamo istituire un sistema di monitoraggio degli affidi».
Una materia bella complicata.
«In Italia ci sono circa 50.000 casi di affido, parliamo di un volume d’affari di circa un miliardo e mezzo di euro. È scandaloso togliere il figlio a una famiglia, magari perché povera, e poi spendere tutti questi soldi per le case famiglia. Tra l’altro, l’indigenza non può in nessun caso rappresentare un motivo per togliere un bimbo a una famiglia. Piuttosto di spendere soldi per i centri, diamo aiuti alle famiglie. Inoltre, bisogna vigilare anche sui tempi dell’affido: non può durare più di 24 mesi».
Oltre agli assistenti sociali e alle case famiglia, però, c’è anche il tema della giustizia minorile.
«Non funziona. Anche perché il tribunale dei minori non riesce ad avere il controllo di tutto il territorio. Per questo chiediamo la soppressione del tribunale dei minori e l’istituzione di sezioni speciali che si occupino di bimbi e famiglie in tutti i tribunali. Tutte queste proposte Fratelli d’Italia le ha già depositate e le porterà in aula nelle prossime settimane. Con buona pace di chi vorrebbe insabbiare questo schifo».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >