Regole nuove e più rigide ma sempre con gli stessi colori: giallo, arancione e rosso. Per il bianco si vedrà. Il governo Conte, sotto la minaccia della crisi agitata da Italia viva di Matteo Renzi, che vuole imporre la sua agenda di priorità, continua a combattere la battaglia contro il Covid-19 a suon di restrizioni. Già prima del Consiglio dei ministri di ieri sera per l’adozione delle nuove misure (che entreranno in vigore dopo l’Epifania) il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, era stato chiaro: «In questo momento la cosa più importante è l’inasprimento delle soglie, misura che è stata condivisa dalle Regioni». E così, su proposta del ministro della Salute Roberto Speranza – del fronte più rigorista – arriva il «provvedimento ponte» per arrivare al 15 gennaio, cioè alla data della scadenza dell’ultimo dpcm siglato da Palazzo Chigi, provvedimento che bypassa il decreto Natale e che dovrebbe contenere soprattutto il diverso criterio per l’assegnazione dei colori alle regioni: non più indice di contagio (Rt) all’1,25 per passare da gialla ad arancione, ma l’1. Non più Rt all’1,50 per passare da arancione a rossa: basterà l’1,25. Misura che, assieme alla zona rossa nazionale dei giorni festivi e prefestivi, sarebbe necessaria in vista del ritorno degli studenti di scuola secondaria fra i banchi (confermato per il 7 quello degli alunni di elementari e medie) ma anche ad evitare che nel periodo delle vaccinazioni, gli ospedali e le strutture sanitarie si ritrovino eccessivamente appesantite dall’afflusso di persone contagiate. E allora, dopo l’arancione di ieri, oggi e domani saranno rossi, con tutte le solite restrizioni (aperti solo alimentari, chiusi gli altri negozi, bar e ristoranti ma con possibilità soltanto di asporto dalle 5 alle 22) , mentre nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 7 e il 15 gennaio 2021, secondo la bozza del nuovo decreto, sull’intero territorio nazionale si applicano le misure della zona arancione «ma sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 km. dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Prorogato fino al 15 gennaio lo stop agli spostamenti tra Regioni o province autonome (salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute), resta in piedi il limite alle visite a parenti o amici per una sola volta al giorno, nel limite di due persone ed escludendo dal conteggio gli under 14. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma. Per venerdì 8 gennaio sono attesi i dati della cabina di regia per il monitoraggio, ma se cambierà il sistema di rilevamento, c’è la possibilità che un certo numero di regioni cambino fascia. La palette dei colori delle regioni si potrebbe «arricchire» visto che il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha proposto una «zona bianca» per le regioni con i dati migliori, che potrebbero riaprire musei, teatri, sale da concerto e cinema.
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