Questa sera da Fazio il papà di Giulia. E chi osa criticarlo diventa un ratto
Gino Cecchettin (Ansa)
«Che tempo che fa» ospita Gino Cecchettin e insulta quelli che non lo ritengono opportuno.

Il fratacchione ha un debole per il mondo animale. Percependosi un San Francesco 2.0 (da 2,5 milioni all’anno), Fabio Fazio è passato negli ultimi mesi dai pesci tropicali dell’acquario criticati dai vegani, ai gatti di ogni genere, al cane Chico star del Web. Tutto serve a tenere lo share attorno al 10%. Adesso tocca ai ratti, che in definitiva sarebbero coloro che hanno criticato la sua ultima mossa: l’invito in funzione audience di Gino Cecchettin. Il papà di Giulia, che giustamente piange la perdita della figlia massacrata, sarà ospite questa sera a Che tempo che fa sul Nove, per quella che si preannuncia una rappresentazione della tv del dolore in purezza.

Niente di male, Fazio è quella cosa lì. Al tempo stesso, ritenere opinabile l’operazione (con il dovuto rispetto lessicale) non dovrebbe creare alcun prurito. Come ripete spesso lui: «In democrazia chi la pensa diversamente ha sempre diritto di cittadinanza». E invece no. Ieri, in risposta ai critici e agli scettici, l’account ufficiale del programma recava su X la foto di uno spray repellente per ratti con la scritta «Noi oggi». Traduzione: siamo in modalità cacciatori di topi di fogna. Perché chi osa sollevare il sopracciglio sull’opportunità di un momento televisivo che sa di strumentalizzazione lontano un miglio, secondo il conduttore unico delle coscienze e dei suoi sacrestani non è altro che una pantegana da eliminare. Il confronto non esiste, la dialettica diventa un optional; semplicemente chi non la pensa come loro è un reprobo e «deve morire», secondo la più classica logica da curva ultrà.

Niente di nuovo per noi. Forse qualcosa di inedito per Gino Cecchettin che si avvia a essere usato politicamente e rischia di diventare una bandiera di parte, un testimonial dell’antistorica, generica battaglia contro il «patriarcato». Come se le cause dei femminicidi coincidessero con gli sproloqui di Non una di meno. E al tempo stesso rischia di trasformarsi in una vittima degli squallidi odiatori che abitano i social, contro i quali è stato costretto a far intervenire l’avvocato. «A seguito di numerose segnalazioni giunteci da cittadini e apprese direttamente, il signor Cecchettin comunica che ogni attività diffamatoria e denigratoria posta in essere nei confronti della famiglia troverà pronta reazione a termini di legge. È spaventoso dover vedere simili azioni in una tragedia di queste dimensioni». Il legale Stefano Tigani si riferisce alle violente reazioni a vecchi tweet (non si sa neppure se autentici) nei quali criticava Matteo Salvini, Matteo Renzi, il Movimento 5 stelle.

Pure lui nel frullatore. Abbiamo negli occhi il suo volto e nel cuore le parole con le quali ha dato l’ultimo saluto alla sua Giulia anche a nome di tutti gli italiani, in quell’emozionante esempio di raccoglimento collettivo che è stato il funerale in Santa Giustina a Padova. La dignità composta, la saldezza nonostante il macigno del dolore, l’invito a «non svalutare la vita delle donne da parte di coloro che dovrebbero amarle» sono esempi alti, d’insegnamento a tutti. E non hanno nulla a che vedere con la politica di parte, con il fazismo petulante, con le contorsioni pseudocomiche di Luciana Littizzetto. Nella società dell’immagine il contesto è importante.

Rispetto al post derattizzante di Che tempo che fa, è curioso notare infine il cambiamento di stile coinciso con il cambiamento di rete. In Rai difficilmente una simile provocazione sarebbe passata indenne, a conferma che il servizio pubblico ha ancora (e vivaddio) un perimetro di garanzia e di stile. C’è qualcosa di psicologico nel cambio di passo di Fazio. L’agnello si è tolto il costume con la zip e oggi si mostra nature, un lupo con i canini affilati.

Da non perdere

Povera Roccella, inondata di insulti
Pensiero unico

Povera Roccella, inondata di insulti

Sono ore di angoscia senza fine quelle che sta vivendo il ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella. Da sabato suo marito Luigi Cavallari, ingegnere di 84 anni, professore universitario stimato e figura da sempre lontana dai riflettori, è disperso nelle…

Fanno i froci col ministro degli altri
Pensiero unico

Fanno i froci col ministro degli altri

L’Istituto centrale per la grafica, emanazione del Mic, organizza un evento Lgbt all’insaputa del titolare del dicastero. Che alla «Verità» replica: «Sono stupefatto, procedure da verificare». Ira dei Pro vita.

L’ipocrisia rossa esalta Fidel e respinge l’Ugl
Pensiero unico

L’ipocrisia rossa esalta Fidel e respinge l’Ugl

Il sindacato non può partecipare alla commemorazione della tragedia di Marcinelle perché di «estrema destra». Mentre a Jesi apre la mostra su Fidel Castro. Serve «il passaporto politico» dopo il patentino antifascista chiesto a «Più libri più liberi»?