Polish President Karol Nawrocki chairs National Security Council Meeting in Warsaw
Il presidente della Repubblica polacco Karol Nawrocki (Ansa)

A Bruxelles, dove hanno innescato la miccia, non se ne rendono conto, ma la Polonia è una polveriera che può travolgere l’Ue con una drammatica eterogenesi dei fini: se Ursula von der Leyen vuole che Donald Tusk blindi il confine con la Russia e per legare a doppio filo Varsavia ai voleri della Commissione cerca d’imporre l’euro ai polacchi può avere come risposta la fuga della Polonia dall’Europa e un improvviso ritorno di simpatia per Vladimir Putin.

Sarà questa la ragione di quanto sta accadendo in Polonia dove Donald Tusk sta usando ogni cavillo di legge, azzerando l’opposizione e i maggiori media europei non se ne stanno occupando.

Eppure la situazione è tesissima, con scambi di accuse gravissime tra primo ministro e capo dello Stato. Il premier punta all’impeachment, attraverso giudici schierati con lui, del presidente della Repubblica Karol Nawrocki – vicino al partito sovranista Psi, perno dell’opposizione – che venerdì scorso è entrato nel palazzo del Tribunale costituzionale presidiato dalla polizia.

A sospingerlo migliaia di persone che protestavano contro il blitz della giudice più anziana nominata da Tusk, Anna Korwin-Piotrowska: ha deposto il presidente della Corte in carica Bogdan Świeczkowski che ha il torto di aver emesso una sentenza per affermare che il diritto polacco è prevalente su quello dell’Ue. Ieri la Prokuratura Krajowa (la Procura nazionale) ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di «aggressione attiva ai danni di magistrati» contro il presidente della Repubblica.

Tusk tenta la via giudiziaria contro il presidente della Repubblica

A istruire l’inchiesta Waldemar Zereck, ora ministro della Giustizia, ma che ha anche poteri inquirenti come procuratore generale. Lo scontro sta diventando durissimo: a sua volta Zbigniew Bogucki, capo della cancelleria del presidente della Repubblica, ha annunciato di voler denunciare tanto la polizia quanto il governo per aver attentato all’inviolabilità del capo dello Stato.

Dalla parte di Nawrocki sta la maggioranza dei polacchi: in un sondaggio dell’istituto IBRiS per il quotidiano Rzeczpospolita solo il 27,8% sta dalla parte di Tusk mentre il 32% appoggia direttamente Nawrocki e il 37% esprime solidarietà al presidente della Repubblica. Che ieri ha accusato apertamente Donald Tusk di «delitto costituzionale».

Il presidente in apertura del Consiglio di sicurezza nazionale convocato ieri pomeriggio per discutere di una nuova base militare americana da ospitare in Polonia, di fronte a Tusk e al suo stato maggiore, ha detto: «La piena responsabilità per tutta questa situazione spetta a un uomo, un uomo che è presente in questa stanza, a cui sorrido, anche se non capisco le sue azioni, non le accetto e mi oppongo, è il primo ministro Donald Tusk».

Nawrocki ha poi seguitato: «Non solo ciò che ha fatto è un crimine contro la Costituzione della Repubblica di Polonia, è qualcosa di più, è un errore che distrugge l’immagine della Polonia all’estero e mina le basi dei legami e della fiducia sociali».

Il capo dello Stato ha detto che spera di sanare questa situazione entro l’11 novembre, festa dell’indipendenza della Polonia. Nawrocki sapendo che la popolarità di Tusk sta scendendo – l’ultimo sondaggio dice che il 55% dei cittadini bocciano il governo e il gradimento del premier è sceso sotto il 32% – cerca un dialogo diretto con i polacchi. Ma Tusk che non ha risposto a Nawrocki – lui fa parlare i tribunali – continua imperterrito nell’azzeramento per via giudiziaria dell’opposizione e vuole portare a termine la «missione euro».

Il piano filoeuro di Tus

Ieri ha controfirmato la nomina di quattro nuovi membri del consiglio di amministrazione della Banca di Polonia che rischiava la paralisi: l’organismo era andato sotto la soglia minima di rappresentanza perché il vicepresidente Adam Lipinski oggi finisce il suo mandato e il presidente Adam Glapinski – non gradito a Tusk – è stato messo sotto inchiesta davanti al Tribunale di Stato per aver favorito manovre monetarie a sostegno del vecchio esecutivo.

Le accuse sono molto fumose, al punto che la Banca nazionale polacca ha ritenuto il procedimento infondato e nella coalizione che sostiene il governo Tusk ci sono molte voci contrarie a questa iniziativa. Ieri il premier ha detto che è indispensabile invertire la rotta di governo della banca per salvaguardare lo Zloty (la moneta polacca si è indebolita) ma è opinione diffusa che Tusk stia lavorando per entrare nell’euro e i nuovi membri del board sono stati accuratamente scelti per giungere a questo risultato.

Così come sta accadendo nel Tribunale costituzionale, che ieri sotto la direzione dell’autonominatasi presidente Anna Korwin-Piotrowska ha approvato all’unanimità il bilancio previsionale. Si tratta di una prova di forza attraverso cui Donald Tusk sta normalizzando la Polonia.

Il premier si è inoltre giocato la sempre valida carta dei «filo russi»: «Ho sempre più l’impressione che nel dibattito pubblico emergano dinamiche preoccupanti: c’è chi tradisce gli interessi fondamentali della Polonia proprio mentre la Russia sta preparando azioni di vario tipo contro di noi». Mentre Varsavia è sotto stretto controllo della polizia e continuano i sit in di protesta, la città si avvia però a diventare un avamposto della contestazione a Bruxelles, che Marine Le Pen accusa di «inerzia e ipocrisia di fronte a una manovra forzata del suo amico Tusk per prendere il controllo di un’istituzione costituzionale».

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