I pensieri e le considerazioni politiche del presidente francese Emmanuel Macron sono stati resi pubblici senza filtri. Giovedì 5 novembre, è uscito Siete tutti troppo duri con me di Françoise Degois, giornalista politica e commentatrice abituale dei talk show televisivi.
Secondo quanto riportato da Euronews, l’inquilino dell’Eliseo ha saputo solo pochi giorni fa che i suoi messaggi inviati via Telegram all’editorialista sarebbero presto stati accessibili al grande pubblico.
Anche il suo predecessore François Hollande era finito sotto la lente di ingrandimento, con il libro Un président ne devrait pas dire ça… di Gérard Davet e Fabrice Lhomme.
L’ammissione del presidente: «Rn nel 2024 ha vinto»
È stato proprio Macron ad iniziare la conversazione con Degois, nell’estate del 2024, per ringraziarla di aver sostenuto su X la moglie Brigitte, al tempo nel mirino di teorie che la accusavano di essere un uomo. «La ringrazio e la ringrazia anche mia moglie. Al di là delle differenze politiche, ciò che conta sono le sue parole», ha scritto.
Da lì, la conversazione è proseguita. In particolare, il libro conferma che il presidente non ha mai avuto intenzione di affidare alla coalizione del Nouveau Front populaire, vincitrice delle legislative del 2024, l’incarico di formare un governo.
«Solo lei e voi tutti potete credere che un giorno possa andare a Matignon», ha scritto Macron in riferimento alla candidata Lucie Castets. «È l’Rn (Rassemblement National, ndr) ad aver vinto», ha aggiunto, riferendosi alla sua decisione di sciogliere l’Assemblea nel tentativo di bloccare l’avanzata del partito di Marine Le Pen, finendo però per favorirlo e condannando l’ultima parte della sua presidenza.
Macron, nei suoi scambi di messaggi con la giornalista, ha però negato che quella sia stata una decisione politica avventata: «Questo scioglimento, che mi è costato così tanto sotto ogni profilo, ha comunque bloccato il Rn lì. Ne sono sicuro. Era pronto per l’autunno ma non per giugno».
Da Attal a Mélenchon: le opinioni di Macron sulla politica francese
Riguardo alla situazione politica francese in generale, il presidente ne ha per tutti. «Gli abbiamo dato fin troppo. Sempre. Troppo», ha scritto sull’ex primo ministro Gabriel Attal. Ha tessuto le lodi di Olivier Faure, primo segretario del Partito socialista, definendolo «un bravo tipo, davvero bravo» e parlando degli «altri» come degli incapaci, sottolineando che «ce li prendiamo uno per uno».
«Forza, bisogna andarci. Bisogna buttarsi, può prendersi Méluche (Jean-Luc Mélenchon, ndr). Io me lo sono preso, non è una passeggiata ma ci si riesce», ha detto Macron. E proprio riguardo a La France Insoumise, ha definito la sua strategia «folle».
Il presidente francese si è anche lamentato del trattamento riservatogli dalla stampa, e in particolare dei giornalisti che hanno scritto del suo operato senza incontrarlo di persona. «Spesso, voi e i vostri, siete tutti troppo duri con me», ha scritto.
Il futuro di Macron dopo la presidenza e il bilancio del suo governo
Macron, che non potrà più ricandidarsi per il vincolo dei due mandati, ha anche tracciato un bilancio della sua presidenza, affermando che «in otto anni ci siamo mossi. Abbiamo fatto molte cose contro il separatismo, per il potere d’acquisto».
Riguardo al suo futuro, non ha lasciato filtrare molti dettagli. Ha definito «sciocchezza» l’ipotesi che possa andare a lavorare per qualche miliardario, sostenendo di preferire «una piccola casa mia che una grande casa degli altri».
Ha anche affermato che, se farà del «business», sarà solo suo e probabilmente fuori dalla Francia. «Ma non sarò né il loro dipendente né il loro obbligato. Mai», ha assicurato. Vedremo se darà seguito a questa dichiarazione o se, privato del suo trono, il Piccolo Napoleone troverà un approdo sicuro al servizio di qualche potente.