Terremoto nel sistema finanziario del Paraguay. Uno scandalo bancario ha lasciato quasi metà della popolazione senza accesso ai propri risparmi e ha spinto il presidente Santiago Peña. Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare e chiedere la sua testa.
La Ueno Bank, legata proprio al gruppo Peña, vantava come clienti il 60% degli adulti del Paese e il suo sequestro è stato causato da un’insufficienza del suo indice di solvibilità. Questo ha portato al congelamento dei risparmi di circa 3 milioni di utenti.
In una sessione straordinaria del parlamento, ha dato il via alla procedura di messa in stato di accusa nei confronti del presidente, le cui dimissioni sono state momentaneamente sospese dal Congresso nell’attesa che la procedura di impeachment prosegue.
«Qualunque sia l’esito di questo processo, agirò con responsabilità e rispetto per la Costituzione», ha dichiarato Peña, sottolineando di essersi dimesso nell’interesse «della stabilità del nostro Paese, della pace sociale e della necessità di preservare le nostre istituzioni democratiche».
Le proteste contro il presidente: «Vogliamo la tua testa»
Migliaia di persone hanno protestato davanti al parlamento paraguaiano, ad Asunción, per chiedere la condanna del presidente. Secondo le stime della polizia, si sono radunati sul posto circa 5.000 manifestanti, in gran parte giovani. Alcuni si sono seduti a terra, mentre altri hanno brandito cartelli o urlato slogan come «Santi, feccia, vogliamo la tua testa!»
Iniziato il pagamento delle garanzie: ecco quanto riceveranno i risparmiatori
Intanto, la Banca centrale del Paraguay ha avviato il pagamento delle garanzie ai depositanti di Ueno Bank. La prima fase riguarda i correntisti che soddisfano tre requisiti: avere sul conto meno di 10 milioni di guaraní (circa 1.450 euro), non avere debiti con la banca e disporre di un’altra posizione presso un diverso istituto bancario o finanziario del Paese. Ogni ex cliente dovrebbe ricevere il denaro che gli spetta entro 24 ore dalla ricezione di una notifica via mail.
Questa categoria di persone riceverà l’intero importo depositato e l’intera procedura relativa a questa prima fase dovrebbe essere completata entro cinque giorni lavorativi.
Per coloro che non hanno altri rapporti bancari sarà aperto un contro di risparmio presso un istituto assegnato dalla Banca centrale. L’anticipo di garanzia potrà raggiungere 40 salari minimi, pari a circa 17.700 euro, per ogni depositante, al netto di eventuali debiti scaduti.
La copertura totale prevista dal Fondo di garanzia arriva invece a 75 salari minimi, equivalenti a 228.3 milioni di guaraní (circa 33.200 euro).