La fashion blogger fa da testimonial per Evian, colosso francese delle acque di lusso, firmando bottiglie di minerale dal costo di 8 euro ciascuna. E sul web è già partita la campagna di indignazione da parte dei moralisti: «Nel mondo c’è chi muore di sete! Vergogna!».

Mettiamo subito in chiaro (anzi in Chiara) una cosa: la Ferragni ci fa girare le bollicine. Non sopportiamo il suo modo di monetizzare ogni cosa, di trasformare tutto in business: abbiamo un altro stile di vita e ce lo teniamo stretto. Non ci sta simpatico neanche il signor Ferragni, Fedez, del quale ci vantiamo di non aver mai ascoltato mezza strofa. C’è una cosa, però, che ci sta più a cuore dei nostri gusti culturali e musicali: la libertà di fare ciò che si vuole, purché si rispettino le leggi e il prossimo. Dunque, siamo dalla parte di Chiara Ferragni e della sua bottiglia d’acqua da 8 euro. Sua per modo di dire: la bottiglietta che sta facendo indignare il popolo del web è infatti un prodotto di Evian, colosso francese delle “acque di lusso”, che nel 2017 ha ingaggiato, tra i vari testimonial pubblicitari, anche la nostra Chiara, che ha firmato una serie limitata di bottiglie personalizzate con il suo nome. Bottiglie che ora stanno invadendo i social network (campagna riuscitissima, chapeau) accompagnate spesso e volentieri da commenti all’insegna dell’indignazione: «Otto euro una bottiglia d’acqua mentre c’è chi muore di sete! Vergogna!».

Chi si dovrebbe vergognare, però, non è chiaro, anzi sicuramente non è Chiara, che può sponsorizzare quello che gli pare: acqua, vino, caffè, detersivi, cappotti, costumi, mariti. Al limite, ma proprio al limite se non oltre, i social-isti (intesi come attivisti social) e i presunti vip che stanno attaccando la Ferragni dovrebbero prendersela con la Evian, che produce quell’acqua, ne stabilisce il prezzo e incassa i profitti. Chiara Ferragni si limita a svolgere il suo ruolo di testimonial e a fatturare il relativo compenso, e abbiamo motivo di credere che tutte queste critiche nascondono una monumentale invidia nei suoi confronti.

L’acqua da 8 euro, inoltre, non viene tolta ai bambini assetati dell’Africa, ma è esattamente la stessa che Evian mette in commercio dal 1829, anno in cui la prestigiosa azienda francese è stata fondata. Dunque, rassegnatevi, moralizzatori del web: non è facendo la guerra all’acqua griffata Ferragni che sconfiggerete la sete nel mondo. Piuttosto, tutta questa indignazione è sintomo di una diffusa invidia nei confronti della fashion blogger, che trasforma in oro tutto quello che tocca, acqua compresa: è il suo lavoro e lo fa benissimo. Ci dissociamo dunque dall’ondata moralista che sta sommergendo i social, e ci apprestiamo a brindare alla salute di acqua azzurra acqua Chiara Ferragni sorseggiando minerale. Da 8 euro? Ma no: da queste parti siamo abituati a strafare, dunque preferiamo un bel bicchiere di SuperNariwa, acqua di lusso giapponese, la più costosa del mondo. Imbottigliata direttamente dalla sorgente dalla quale sgorga, sorgente creata milioni e milioni di anni fa nella roccia magnetica da una tempesta di meteoriti e dall’eruzione di un vulcano marino, costa circa 7.500 euro al litro. Dicono che allunghi la vita, ma per crederci bisogna avere Fedez. Cin cin.

Da non perdere