Per Repubblica sono «giovanissimi e sconosciuti», non hanno leader né programma, sono piombati sulle città all’improvviso nemmeno venissero da Marte. Altri invece hanno le idee più chiare:i violenti che hanno saccheggiato i negozi a Milano e portato devastazione in varie altre città non sono veri contestatori, ma infiltrati. Dietro le loro azioni – come ha suggerito Nicola Fratoianni – si agita l’ombra del complotto in stile strategia della tensione, ovviamente da ascrivere alle Forze oscure della reazione in agguato.
La tesi ha affascinato il Corriere della Sera e soprattutto Alessandro De Angelis della Stampa, che scrive: «Come in Francia e come in Spagna, la collera è il segno della nuova fase che si è aperta. Dentro contiene di tutto.
C’è l’euforica innocenza dei ragazzi e la mente criminale dei professionisti dell’eversione, italici e forse non solo visto che qualche mago del Cremlino come Aleksandr Dugin inneggia alla rivolta qui. Ci sono le mamme e le prof che fanno da scudo umano e i no vax che, dopo il Covid, hanno scoperto Vannacci. E, poi, le prime generazioni dei licei del centro e le seconde modello banlieue, chi contesta gli edifici fatiscenti delle scuole, chi il carovita, chi si unisce alla protesta degli agricoltori».
Ah, eccoli di ritorno i perfidi no vax! No vax venduti a Vannacci, per di più, una sorta di chimera dell’ur-fascismo. Fascisti non vaccinati che scendono in strada e assaltano Foot Locker assieme ai maranza o travestiti da maranza. A quale scopo? Ma ovvio! Seguire le direttive del mostro russo Aleksandr Dugin che dalle tenebre moscovite spinge all’eversione.
Dietro ai saccheggi dei maranza (per i progressisti) ci sarebbe Putin
Pensavate davvero che dietro a tutto questo non ci fosse l’immagine sulfurea di Vladimir Putin? Da giorni la voce circola negli ambienti che contano: dietro le sommosse ci sono i russi. Ed è curioso, perché ci risultava che i bot russi fossero stati tutti disattivati pochi giorni fa dopo un formidabile attacco. A quanto pare i bot sono ritornati al volo, o non se ne sono mai andati.
Lia Quartapelle del Pd dice a Giornaleradio: «Abbiamo già visto in diverse città europee manifestazioni convocate attraverso i social, eventualmente amplificate anche da potenze straniere, con effetti devastanti sui contesti urbani. Bisogna capire che cosa è successo e chi c’è dietro queste manifestazioni. È irresponsabile accusare la sinistra di soffiare sul fuoco. II Pd si è espresso più volte per dare solidarietà alle forze dell’ordine e chiedere massima chiarezza e massimo rigore contro chi scatena le violenze».
Potenze straniere, dunque. A noi in realtà sembrava che di straniero, nel sacco di Milano, ci fosse soltanto l’origine dell’orda che si è avventata sulle vetrine. Supportata dai soliti vecchi (e giovani) catenacci dei centri sociali, che ne approfittano per portare il caos e si sopravvalutano quando si danno arie di guidare le sommosse. In realtà, come tutta la sinistra, ne hanno perso il controllo da parecchio dopo averle fomentate.
La visione totalmente ideologica e univoca dei progressisti
Ovviamente non è finita. Ci sono anche quelli – a partire dal sindaco di Milano, Beppe Sala – che puntano il dito contro il Viminale. Sarebbe colpa di Matteo Piantedosi se i violenti non sono stati fermati e individuati per tempo, in un misto letale di sottovalutazione e lassismo interessato. La strategia della tensione, di nuovo. Non stupisce: la tirano fuori ogni volta, che si tratti di assalti No Tav o di maranza imbizzarriti fa poca differenza.
Va detto per onestà: qualcosa che non torna, in tutta questa storia, c’è davvero, se non altro a livello logico. E cioè: se in piazza c’erano branchi di vandali, no vax, vannacciani, putiniani, dughiniani e simili, per quale motivo numerosi e illustri politici e pensatori di sinistra continuano a ripetere che bisogna ascoltare e competere le ragioni della mobilitazione? Lo ammettiamo, siamo confusi: ora si devono ascoltare putiniani e no vax? Si deve dialogare con i vannacciani per capirne il malessere? Se le rivolte sono manipolate e strumentali, se sono figlie di un complotto di estrema destra, che cosa mai potrebbero insegnare o rivelarci?
Cosa c’è davvero dietro ai saccheggi dei giorni scorsi
Diciamola tutta. Qui non ci sono trame e complotti. C’è semplicemente il frutto marcio di politiche e orientamenti che la sinistra italiana porta avanti da anni. Da una parte il sostegno ai centri sociali. Di quel che avviene a Torino con i No Tav abbiamo ampiamente scritto.
E allora guardiamo a Bologna. In queste ore il centro sociale Labas tramite i social insiste a supportare la rivolta e a celebrarne le ragioni. Per chi non lo sapesse, quel centro sociale ha ottenuto dal Comune di sinistra la sede e oltre 300.000 euro di finanziamenti in questi anni per vari tipi di attività. Prima sostieni gli antagonisti e poi ti stupisci se fanno gli antagonisti?
Quanto ai maranza, il discorso è ancora più cristallino.
Sono i «nuovi italiani» che la sinistra esalta da tempo immemore quali salvatori della civiltà. Tra costoro il disagio e la rabbia esistono: derivano dalla integrazione impossibile, dal dramma dell’immigrazione di massa. Drammi che i progressisti hanno cavalcato per tornaconto elettorale, salvo poi esserne travolti. E se fosse solo questo, non ci sarebbe da disperarsi. Il problema è che per colpa di una ideologia folle veniamo travolti anche noi.
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