Che le virostar cadenti approfittassero biecamente di un drammatico fatto di cronaca, come quello della bimba morta di difterite a Palermo, diciamoci la verità: era piuttosto scontato. Nei lunghi anni della pandemia, abbiamo avuto modo di capire quanto alto fosse il loro grado di vanità (e speriamo che solo di quella si tratti…) e quanto poca fosse invece la voglia di capire, di distinguere, di valutare fatti e dati in modo obiettivo.
In una parola, di applicare il metodo scientifico di cui tanto si riempiono la bocca a vanvera. Ci si poteva tuttavia augurare che, negli anni, qualche giornalista – dopo aver dato in pratica dei terroristi ai colleghi che, a differenza sua, facevano il loro mestiere di sollevare dubbi, scoprire documenti, consultare esperti non prezzolati e studiare riscontri che arrivavano da tutto il mondo – avesse mutato indirizzo. Qualche indizio c’era: in scia alla commissione Covid, pareva che i toni fossero cambiati, che l’idea di mettere in discussione i dogmi della gestione della pandemia si fosse aperta qualche sentiero nella melassa del conformismo. E invece no: era solo opportunismo. Alla prima occasione, vai con lo scontato anatema contro i No vax e i loro cattivi maestri. Vagli a spiegare che nessuno degli anonimi bersagli accomunati sotto la comoda (e stupida) etichetta No vax ha probabilmente mai messo in dubbio l’efficacia del vaccino contro la difterite, peraltro non obbligatorio in gran parte dei Paesi europei. Vagli a spiegare che però è lecito discutere dell’esavalente, cioè dell’opportunità di stimolare il sistema immunitario di un bambino contro sei tipi di patogeni diversi contemporaneamente: anche questa una pratica non applicata universalmente e che magari induce i genitori a diffidare. Vagli a spiegare che c’è una differenza abissale tra i vaccini testati negli anni e quei sieri sperimentali per il Covid la cui efficacia e sicurezza le case produttrici per prime ammettevano di non sapere. E infatti abbiamo visto: quadridosati che contraevano il virus e persone sanissime che finivano in sedia a rotelle. E questo mentre politici (quasi tutti) tv e giornali (quasi tutti) garantivano che ogni cosa andava a meraviglia e sputavano veleno su chi si permetteva qualche obiezione e persino su chi si ritrovava con la vita rovinata da un’iniezione.
Vagli a spiegare che forse sono state queste balle a suscitare diffidenza verso le autorità sanitarie e i vaccini, Tutti. Anche quelli che tale diffidenza non meritavano. Ma la gente la devi convincere, soprattutto se è chiamata a iniettare un farmaco in un corpo sano. Non basta sbraitare e ordinare: bisogna essere credibili.
Ecco, vaglielo a spiegare. Se hai tempo da perdere…
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