- Contagi oltre 30.000, con 2.503 decessi. Paziente guarito a Torino rimane positivo. Aumentano le violazioni del decreto.
- Il genetista Matteo Bertelli: «Abbiamo trovato molecole naturali che bloccano il virus. Potremo stabilizzare i malati prima che peggiorino».
Lo speciale contiene due articoli.
Ha superato i 30.000 contagiati, guariti e morti compresi, l’avanzata del coronavirus in Italia. Il dato preciso è stato reso noto ieri dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, durante il consueto bollettino delle 18. Ben 31.506 italiani hanno contratto il Covid-19 da quando è cominciata l’emergenza. Per stemperare, Borrelli parte dai pazienti guariti: 2.941, 192 in più di lunedì. Mentre il paziente 1 di Torino, che era stato dichiarato guarito ed era in via di dimissione, è sempre positivo ed è tornato in isolamento. I morti positivi al coronavirus alla conta di ieri, invece, erano 345: 2.503 i decessi totali. I nuovi contagiati, invece, sono 2.989 su un totale di 26.062. «È nel trend del periodo», spiega Borrelli, «la prossima settimana avremo dati più adeguati in relazione alle misure adottate». Ma gli italiani sembra che le disposizioni del governo per arginare la diffusione del virus le abbiano sopportate solo pochi giorni. Lunedì, stando ai dati diffusi dal Viminale, 7.890 soggetti (su 172.720 cittadini controllati) sono stati denunciati, poiché beccati in giro senza una giusta causa o perché hanno fornito false dichiarazioni ai pubblici ufficiali. Per avere un’idea della crescita di controlli e denunce basta considerare che il 12 marzo, il giorno dopo l’entrata in vigore del decreto, erano state denunciate 2.162 persone, e i controlli erano stati 106.659. Ieri a Roma, per esempio, i carabinieri hanno denunciato una coppia che cercava un po’ di relax nel parco delle Sabine con tanto di chitarra. In Toscana invece c’è chi, come due fratelli albanesi poco più che ventenni, è partito da da Montelupo per andare al centro di Firenze solo per comprare un pacchetto di sigarette. Oppure chi è stato beccato ad amoreggiare in auto in sosta. È accaduto a Milano, in zona Mecenate. I protagonisti dell’incontro: una donna tunisina di 40 anni e un egiziano di 23. E proprio in Lombardia continuano a crescere i positivi: con i 1.971 di ieri si è arrivati a quota 16.620. I morti sono 1.640 (220 in più rispetto a lunedì). Le province più colpite: Bergamo e Brescia. Il numero di contagiati è comunque cresciuto in tutta Italia: in Emilia Romagna è arrivato a 3.404; a 1.764 in Piemonte; 1.302 nelle Marche; 1.024 in Toscana; 661 in Liguria; 347 in Friuli Venezia Giulia; 368 nella provincia autonoma di Trento e 282 nella provincia autonoma di Bolzano.
«È ancora prematuro fare delle previsioni sulle diffusioni del virus al Sud e per poter esprimere dei giudizi», spiega Borrelli. Attualmente la situazione è questa: i pazienti contagiati sono 550 nel Lazio; 423 in Campania; 320 in Puglia; 226 in Sicilia; 216 in Abruzzo e 192 in Umbria. Hanno da poco superato i 100 positivi la Calabria (112) e la Sardegna (115). Borrelli non perde occasione per ricordare che «quello che è importante è limitare la mobilità e stare più possibile a casa». Per questo crescono i paesi in quarantena. La «Codogno calabrese» è Montebello Jonico, 6.000 abitanti in provincia di Reggio Calabria. Lì qualche giorno fa è morto un dipendente comunale. La causa: complicazioni da coronavirus. Si aggiunge ai cinque comuni della Campania (Polla, Sala Consilina, Atena Lucana e Caggiano in provincia di Salerno e Ariano Irpino in provincia di Benevento) chiusi, per l’elevata presenza di contagiati dal governatore Vincenzo De Luca. E al comune della Basilicata, Moliterno, provincia di Potenza, che è in isolamento perché il 25% dei tamponi positivi lucani proviene da lì. Un intero ospedale, quello di Villa d’Agri, è stato chiuso ieri per permettere la sanificazione dopo che un medico è stato trovato positivo. Accadde già a Schiavonia, in provincia di Padova, quello che registrò la prima vittima italiana di coronavirus e che per questo venne chiuso due settimane. Ora, annuncia Regione Veneto, diventerà un Covid hospital. In Veneto i ricoverati in ospedale sono 770, di cui 177 in terapia intensiva. Ma la Regione ha reso Covid hospital ben sei nuove strutture e il governatore Luca Zaia ha annunciato: «Siamo pronti all’onda d’urto». E mentre le regioni stanno cercando di recuperare posti letto per i malati di coronavirus, in Molise il sindaco di Vasto, Francesco Menna, alza le barricate ed è pronto a ogni azione legale per impedire che l’ospedale San Pio diventi un Covid hospital. Complessivamente i casi positivi in Molise sono 19, oltre ai due trasferiti da Bergamo. In totale i pazienti trasferiti ieri da Bergamo, Brescia, Melzo, e Crema sono 48 (tendenzialmente sono finiti tutti in strutture lombarde del settore privato accreditato). La situazione resta comunque «drammatica» dall’azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che nella sola giornata di ieri ha registrato 39 ricoveri e finito i posti in terapia intensiva.
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