Il senatore della Lega Claudio Borghi ha presentato una mozione congressuale, firmata insieme al capogruppo all’Europarlamento, Paolo Borchia, e al responsabile economia, Alberto Gusmeroli, nella quale è centrale il rapporto con l’Ue.
«Basta cessioni di sovranità»: la mozione della Lega
Senatore, ci può illustrare i contenuti del documento?
«Si parla di Europa, di economia e valori e in fondo anche di Matteo Salvini, perché ricordiamo che in un partito vero come è la Lega il congresso è il luogo dove si discute e si dà un indirizzo di politica. La questione europea è stata una grande intuizione di Salvini. Al congresso del Lingotto del 2013, quando ha assunto il ruolo di segretario, la novità era quella: l’allarme sul doppio centralismo. La Lega aveva sempre parlato del centralismo di Roma, ma ce n’era uno molto più pericoloso, quello di Bruxelles. Ed è ancora più pericoloso del centralismo romano, perché mentre in quel caso c’erano rivendicazioni di alcune Regioni, ma eravamo tutti della stessa nazione, il centralismo di Bruxelles ha degli interessi che sono al di fuori della nostra nazione».
Andiamo nel concreto perché questa dell’Europa è una battaglia importantissima. Le manovre sinora sono state striminzite, è inutile che ce lo nascondiamo, ma le regole europee ci legano le mani.
«Con questa mozione impegniamo il segretario a perseguire degli obiettivi che servono a rispondere a una domanda precisa che ogni elettore si deve porre quando sceglie un partito, anche all’interno di una coalizione: se io lo voto, in che direzione andiamo? E a tal proposito sono convinto che ci saranno anche autocritiche per errori fatti nel passato. In questo caso invece scriveremo bene dove vogliamo andare.
«Prima cosa: basta cessioni di sovranità. Quindi niente esercito europeo, no all’abolizione del diritto di veto. Basta cedere iniziative legislative o pseudolegislative a organi sovranazionali: l’Oms, la Corte penale internazionale, la Procura europea. Il mandato sarà quello di recuperare sovranità invece che cederla. Altrimenti è inutile che facciamo una battaglia per il federalismo e per l’autonomia se poi allontaniamo il potere decisionale invece di avvicinarlo. L’impostazione e la natura stessa della Lega, un partito federalista, autonomista, punta a portare la decisione vicino al cittadino».
Borghi: «La legislatura è stata di difesa»
Gli elettori si aspettavano un polso un po’ più fermo sull’argomento anche in questa legislatura. Cosa non è andato per il verso giusto?
«Devo essere sincero: prima ancora di sapere il risultato delle politiche del 2022, dissi che sarebbe stata una legislatura in difesa. Non avevo enormi aspettative per un motivo semplice: il partito che si apprestava a diventare di maggioranza relativa, vale a dire Fratelli d’Italia, non aveva esperienza di governo. Poi, è inutile che ce lo nascondiamo, era chiaro che il presidente della Repubblica sarebbe stato non esattamente conforme alla maggioranza che si veniva a formare in Parlamento.
«Quindi, se vuoi andare “contro” l’assetto attuale, devi sapere bene come ti muovi e tutto lo Stato deve parlare con una singola voce. Non abbiamo fatto rivoluzioni ma ci siamo consolidati e per la prima volta abbiamo detto qualche “no”, come è successo con il Mes. È già qualcosa e poi la stabilità è un valore in sé».
«Le spese fuori dal Patto di stabilità non possono essere solo per le armi»
Andiamo su questa storia delle armi all’Ucraina: ancora miliardi e miliardi investiti…
«Al netto delle poche apparecchiature mandate direttamente dall’Italia e drasticamente ridotte grazie al cambio del decreto voluto dalla Lega, la mozione affronta scelte assurde, anche qui imposte dalla Ue. Almeno due cose gridano vendetta.
«La prima: che le spese fuori dal Patto di stabilità possano essere solo per le armi. Ma vi pare sensato che la priorità massima siano le armi, quando quegli stessi che dicono che dobbiamo armarci fino ai denti per difenderci da Mosca, dicono che la Russia è in ginocchio e che bisogna fare l’ultimo sforzo e così facendo Volodymyr Zelensky vince? La narrazione non torna. È evidente che i cittadini non hanno quella priorità.
«Noi abbiamo fatto lo scostamento di bilancio a due condizioni: uno, che ci fosse anche la parte per l’energia, e anche questa è una cosa che ha chiesto la Lega; e due: che non ci fossero più soldi per le armi che per l’energia, perché era una cosa che non si poteva spiegare».
«L’Ue scavalca i Parlamenti nazionali»
La seconda?
«L’altro aspetto intollerabile sempre relativo al conflitto russo-ucraino è la mancanza di democrazia. L’Ue che decide prestiti per 90 miliardi, adesso Zelensky ne ha chiesti altri 70, e la decisione non passa dai Parlamenti nazionali. Con la nostra mozione si dà mandato al segretario di cercare di opporsi in ogni modo allo scavalcamento del Parlamento nazionale per delle decisioni così importanti».
Intanto abbiamo gli autotrasportatori e gli agricoltori senza gasolio, però visto che abbiamo il rapporto deficit/Pil al 3,1% non possiamo aiutarli quanto vorremmo…
«Parlo di questi limiti insensati da 15 anni, ma va ribadito che l’impostazione della Lega di Salvini vedrà prima l’interesse nazionale e poi quello dell’Ue. Le due cose spesso sono in contrapposizione, deve essere chiaro a tutti gli elettori. E anche a qualcuno del nostro partito che, evidentemente, pensava che Draghi invece fosse la salvezza…».
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