Incognita Expo, Di Maio dagli emiri
Volo di Stato (e hotel di lusso) per il ministro, che inaugura il padiglione dell’evento funestato dal virus. Sul tavolo anche la situazione libica dopo gli strappi su Haftar

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, torna a Dubai e Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. A distanza di quasi 6 mesi dall’ultima volta (era il novembre 2020, durante il rapimento dei nostri pescatori in Libia), il nostro governo incontra di nuovo gli emiri in un quadro geopolitico decisamente diverso.

L’anno scorso, lo sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan si trovava in una posizione strategica a livello diplomatico, soprattutto per la vicinanza all’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (gli accordi di Abramo con Israele lo dimostrano). Ora invece nella zona è il Qatar, tra le monarchie del Golfo, a tirare le fila con il nuovo numero uno della Casa Bianca, Joe Biden. Di Maio incontrerà domenica sera Abdallah Bin Zayed Al Nahyan, poi visiterà la Dubai future foundation. Di certo nei colloqui si parlerà della situazione libica, anche questa profondamente cambiata dopo la nascita del nuovo governo di Abdul Hamid Dbeibah. Gli emiri hanno avuto sempre un rapporto privilegiato con Khalifa Haftar e la Russia. In questi anni hanno fornito droni e forze speciali al generale della Cirenaica durante la guerra civile.

L’Italia si trova in una posizione centrale al momento, in particolare dopo la visita del premier Mario Draghi a Tripoli e gli attacchi verbali contro il premier turco Recep Tayyip Erdogan. Tra le fila della nostra diplomazia ci si domanda quindi se sia ancora il caso avere rapporti così stretti con Abu Dhabi. La visita di Di Maio ruota soprattutto intorno al taglio del nastro del padiglione italiano di Expo Dubai 2020, rinviato di un anno. Martedì, infatti, nello stile più classico delle celebrazioni all’italiana, sarà presentato il gemello del David di piazza della Signoria a Firenze. L’evento sarà in diretta su Rai 1 in uno speciale di Uno mattina, a partire dalle 8 e mezza del mattino. Durante la diretta verrà «svelata la più accurata riproduzione mai fatta del David di Michelangelo». All’evento, oltre a Di Maio, ci saranno il sindaco di Firenze, Dario Nardella, il commissario per la partecipazione dell’Italia a Expo Dubai, Paolo Glisenti, i progettisti del padiglione, Carlo Ratti e Italo Rota e il direttore artistico, Davide Rampello. E poi ancora Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze. La delegazione è ampia. Ci sarà l’ambasciatore d’Italia ad Abu Dhabi, Nicola Lener, Carlo Ferro dell’Ice, Mauro Alfonso di Simest e Pierfrancesco Latini di Sace. Sarà usato l’aereo di Stato, segno che i tempi in cui Di Maio mostrava un biglietto Alitalia in economy sono ormai molto lontani. A coronare la tre giorni tra Dubai e Abu Dhabi è il pernottamento al Waldorf Astoria Difc, un 5 stelle con piscina e Spa dove le stanze costano in media 500 euro a notte. Anche se c’è chi fa notare che non sono i più cari della città delle mille e una notte.

Resta da capire l’utilità di questa trasferta, per un’esposizione universale che di sicuro in tempi di pandemia non avrà un riscontro di pubblico internazionale come negli anni di normalità sanitaria. Prima che l’emergenza costringesse a rinviare l’evento, gli organizzatori si aspettavano 25 milioni di visite nel corso dei 6 mesi di fiera internazionale. Si sono iscritti 192 Paesi, tra cui l’Italia, che parteciperà con un padiglione dal tema «La bellezza unisce le persone». Ora si prova a recuperare dal primo ottobre al 31 marzo 2022, con la speranza che l’accelerazione delle vaccinazioni in Europa possano dare una mano a incrementare il turismo. L’evento di Dubai doveva essere uno dei più importanti per le monarchie del Golfo, tanto che l’investimento su questa edizione di Expo è stato di 8,2 miliardi di dollari.

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