Uno straniero sgozza
 un vigilante a Roma. Ma il Pd non si tiene: «Vogliamo lo ius soli»
Ansa
  • A Roma un uomo di colore assale una guardia poi si toglie la vita. È l’ennesimo esempio di disagio sociale e violenza dovuto all’immigrazione. Intanto Matteo Orfini ritorna alla carica: «Legge sulla cittadinanza».
  • Il presidente francese gela gli entusiasmi sgangherati dei dem e del nostro premier: «Noi non possiamo accogliere tutti».
  • Dalla Sea Watch di Carola Rackete sono scesi carcerieri libici accusati di stupri e violenze. Ira di Matteo Salvini.
  • In Calabria continuano ad arrivare irregolari provenienti dalla Tunisia. La maggior parte degli stranieri scesi dalla Ocean Viking rimarrà qui. Ma Gad Lerner ancora insiste.

Lo speciale contiene quattro articoli

Mentre un giovane immigrato di colore si toglieva la vita nel tunnel della stazione Metro B Tiburtina a Roma sparandosi alla testa con la pistola di una guardia giurata che aveva appena accoltellato, il Partito democratico, dopo aver riaperto i porti, vuole completare l’opera riproponendo lo ius soli, la riforma del riconoscimento della cittadinanza dei bambini nati in Italia.

L’aggressione si è consumata all’ora di punta davanti agli occhi atterriti di passeggeri che, abitualmente, viaggiano in metro o prendono il treno. L’allarme è arrivato al 112 in questi termini: «Un ragazzo si è tolto la vita sotto al tunnel della metropolitana. Ha ancora la pistola in mano». Sul posto sono intervenuti la polizia e il 118. L’immigrato è finito in obitorio, il vigilante, 55 anni, in servizio per un istituto di vigilanza privato, invece, in ospedale. Ha riportato ferite al collo ed è in condizioni definite gravi. Le ferite però non hanno compromesso le funzioni vitali e la vittima non è in pericolo di vita. L’aggressore, extracomunitario senza documenti addosso, non è stato ancora identificato. La polizia, che indaga sulla vicenda, è al lavoro per accertare i motivi che l’hanno spinto ad accoltellare il vigilante e poi a farla finita con un colpo di pistola alla testa, dopo aver sottratto l’arma alla vittima, sfilandola dalla fondina che era legata al cinturone.

Si cerca quindi di capire il contesto nel quale è maturata l’azione e di accertare se i due si conoscessero. Il procuratore facente funzioni Michele Prestipino, in attesa di una informativa della Digos, non ha ancora affidato il fascicolo. L’area è stata transennata e la polizia scientifica ha effettuato i rilievi. Gli investigatori acquisiranno anche i filmati delle telecamere di sorveglianza per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e stabilire se l’aggressore fosse un frequentatore abituale della stazione.

«La città è completamente fuori controllo e la sindaca Virginia Raggi è incapace di garantire la sicurezza ai propri cittadini. Serve qualcuno che metta la tutela dei romani al primo posto dell’azione politica, senza perdere tempo a nominare nel proprio staff e nella squadra di governo solo gli amici degli amici o yes men. Siamo vicini alla vittima di questo sconsiderato atto criminale che speriamo possa guarire presto dalle ferite riportate», ha tuonato Laura Corrotti, consigliera della Lega alla Regione Lazio.

Il fatto di cronaca, però, non ha fermato il dibattito politico sullo ius soli.

E a buttarla lì, su Twitter, non è stato un esponente qualunque del Pd, ma il suo presidente Matteo Orfini. Ecco le sue parole: «Ma se dicessimo va bene, la prossima settimana si fa il taglio dei parlamentari (definendo con quale nuova legge elettorale). Ma quella dopo, cari alleati, con la stessa urgenza e la stessa enfasi, facciamo lo ius soli?». Orfini probabilmente, per schiacciare, ha preso la palla alzata dalla renziana Elena Bonetti, il neo ministro della Famiglia e delle Pari opportunità passato a Italia viva. «Penso che sia stato un errore nella scorsa legislatura non approvare la legge sullo ius culturae». Parole sulle quali si è fiondato ovviamente Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale che da sempre è sulla linea del pro ius soli.

In molti ne stanno approfittando. Soprattutto dalle file del nuovo movimento renziano. Per esempio c’è il deputato Michele Anzaldi che ha proposto: «In attesa di un passaggio parlamentare complesso come lo ius soli, il Pd potrebbe intanto chiedere a Conte e al ministro Spadafora di varare la deroga per garantire il diritto allo sport ai ragazzi della Tam Tam Basket di Castel Volturno, bloccati dalla burocrazia di Feder basket».

Fabio Amendolara

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