- In Aula 135 avvocati e la legge che vieta il doppio incarico non passerà mai. I magistrati sono quattro e a differenza degli altri togati hanno l’obbligo di sospensione. Restrizioni solo per chi sta al governo.
- Ben 32 docenti tra senatori e deputati, gran parte in aspettativa. Deserto ai piani alti della Bocconi tra Tommaso Nannicini, Mario Monti (ex docente e ora presidente) e Tito Boeri (all’Inps).
- Ecco l’elenco completo di magistrati, avvocati, professori e medici in Parlamento.
Lo speciale contiene tre articoli.
La pattuglia di docenti e professori passati alla politica consta di 32 unità. Una piccola compagnia, ma che trova ampio spazio sui giornali e nei dibattiti tivù.
Alcuni scelgono di mettersi in aspettativa, una possibilità prevista dalla legge, come Ugo Grassi, senatore dei 5 stelle e professore ordinario di diritto civile all’università Parthenope di Napoli, Marco Bella, deputato sempre dei 5 stelle e associato di chimica organica alla sapienza di Roma, e Anna Maria Bernini di Forza Italia, che potrebbe insegnare diritto pubblico a Bologna. Stessa scelta anche per il senatore del Pd Francesco Verducci, docente del dipartimento di scienze politiche all’università della Basilicata.
Ma in molti non rinunciano alla cattedra e non risultano in aspettativa. Fra loro anche nomi noti come Paola Binetti, che insegna storia della medicina ed etica al Campus biomedico di Roma, Gaetano Quagliariello, docente della Luiss, Andrea Romano, deputato dem e professore di storia delle istituzioni politiche a Messina. Si è messo invece in aspettativa Alberto Bagnai, leghista presidente della commissione permanente finanze del Senato e associato di politica economica all’università degli studi Gabriele d’Annunzio di Chieti e Pescara. Spulciando la lista, si scopre che fra le file dei 5 stelle la maggior parte dei parlamentari insegna in università del Sud: su tutte spicca la Federico II di Napoli. Il deputato grillino Lorenzo Fioramonti, romano di Tor Bella Monaca, invece lavora all’università di Pretoria, in Sudafrica, dove dirige il Centre for the study of governance innovation.
Fra i forzisti sono in maggioranza i giuristi, come nel Pd, dove si contano anche diversi economisti. Fra gli atenei, i preferiti sono quelli della Capitale: La Sapienza, la Luiss e Tor Vergata.
Un caso a sé lo merita la Bocconi. Università per eccellenza sponsor del liberismo e delle regole di mercato, vede in questo momento più di un ufficio vuoto. In primis quello di Tommaso Nannicini che, dopo essere stato consigliere economico dell’esecutivo Renzi, ha anche ricoperto un ruolo di governo per poi essere eletto tra le fila del Pd. Classe 1973, la sua carriera accademica è stata congelata. Nannicini è ordinario e nonostante questo è in aspettativa. Un po’ come dire: se l’esperienza politica un giorno dovesse finire, posso sempre tornare a Milano e rioccupare la stanza chiusa chiave. Così fanno tutti, ma la scuola bocconiana che da anni preme per la meritocrazia e per le spinte del mercato ha in realtà prodotto più politici che tecnici in grado di fare spending review. Cattedre vuote, poi, non consentono ai più giovani di crescere di occupare gli spazi meritati.
D’altronde il più grande rappresentante della Bocconi ha portato questo concetto al livello estremo. Mario Monti per prendere l’incarico di premier tecnico ha accettato molto volentieri l’incarico di senatore a vita. Al di là dei danni prodotti all’economia reale (basti pensare che la Tobin tax è sua e pure le assurde imposte sulle auto di lusso e sui natanti), non contento dello schianto prodotto dal suo partito, ha ritenuto evidentemente che il seggio non è sufficiente. Il suo ufficio di presidente della Bocconi è parzialmente vuoto. Il senatore lo utilizza saltuariamente, ma sembra non aver alcuna intenzione di mollarlo. Lo stesso discorso vale per Tito Boeri. Terminata la sua esperienza ai vertici dell’Inps che farà? Potrebbero aprirsi due strade. La politica o perché no il ritorno in Bocconi.
é proprio opportuno tenere aperte due carriere? Cosa ne penserà Francesco Giavazzi, che del liberismo senza rete è uno dei maggiori cantori in Italia? Perché il tema di fondo è proprio questo. Gli economisti riusciranno sempre a restare indipendenti se le porte girevoli restano aperte. Passare dall’università alla politica è un dovere civico. Tornare dalla politica all’università può invece essere un rischio. Ultimo dettaglio: l’ex ministro Pier Carlo Padoan e ora deputato eletto al collegio di Siena (quello del salvataggio di Mps) è anche professore alla Sapienza dove è – inutile dirlo – in aspettativa.
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