• Un giovane avrebbe usato spray urticante nel tentativo di derubare altri teenager. Avviso di garanzia a gestori del locale e titolari delle mura. Oggi le autopsie.
  • Da Laura Boldrini al Pd, l’opposizione usa il disastro della Lanterna Azzurra per attaccare Matteo Salvini. Sono loro però che volevano i trapper al 1° maggio, con i testi pieni di sessismo per acchiappare gli adolescenti.
  • Il trapper la stessa sera si esibiva anche a Rimini: perché chi ha i diritti sui ticket non vieta la pratica?

Lo speciale contiene tre articoli.

L’inchiesta sulla strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo è un macabro vaso di Pandora. Si comincia a capire che nelle discoteche gli adolescenti sono in balia di spacciatori, di bande violente, che succede di tutto: l’alcol scorre senza freni e i pifferai magici sfruttano questi quasi bambini fino all’ultimo centesimo. Ieri pomeriggio il Procuratore capo di Ancona, Monica Garulli; il Procuratore dei minori, Giovanna Lebboroni; il sostituto Paolo Gubinelli e Cristian Carrozza, comandante dei Carabinieri, hanno fatto il punto sulle indagini – che sono all’inizio – invitando chiunque sappia qualcosa a farsi avanti. Al momento ci sono otto indagati: i quattro proprietari dell’immobile e i tre gestori della Lanterna Azzurra (Carlo Capone, Quinto Cecchini e Francesco Bertozzi, soci e amministratore della Magic Srl) accusati di concorso in omicidio plurimo colposo aggravato. Un diciassettenne di Corinaldo – di cui nessuno riveal nome né nazionalità – è accusato invece di omicidio preterintenzionale, lesioni colpose e dolose. Secondo l’accusa è lui, noto come pusher, che ha sparso lo spray urticante per coprirsi la fuga dopo aver tentato di strappare la catenina a un ragazzo. Ma non sarebbe stato (solo) il suo spray a generare il panico. La quantità di liquido vaporizzata sarebbe poca. I carabinieri hanno ritrovato la bomboletta: un flacone da 15 millilitri. Gli indagati non sarebbero i soli responsabili della morte di Asia Nasoni, Emma Fabini, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Daniele Pongetti tutti tra 14 e 16 anni e mamma Eleonora Girolomini (39 anni) che lascia quattro bimbi. L’inchiesta è destinata ad allargarsi ad almeno altre due persone: un uomo di 27 anni di Fano e la sua fidanzata, una cameriera. Sono stati fermati con l’accusa di detenzione di droga. Avvisi di reato sarebbero pronti anche per i buttafuori della Lanterna Azzurra. I filoni d’inchiesta sono due: il primo riguarda le misure di sicurezza, l’organizzazione della serata, il numero di biglietti venduti, la somministrazione di alcol a minori, lo spaccio di droga; il secondo (in capo alla Procura dei minori) riguarda lo spaccio e la rapina che alcuni ragazzi avrebbero subito oltre alla causa che ha scatenato il panico. «La situazione», ha precisato Giovanna Lebboroni, «è molto fluida, siamo in presenza di più cause. Anche nei confronti del ragazzo non abbiamo assunto per ora alcuna misura cautelare: lo accusano in tre, ma molti aspetti vanno verificati». A cominciare dall’analisi di centinaia di filmati registrati dai telefonini degli adolescenti che per ore hanno atteso invano Sfera Ebbasta. La Procura – che ha disposto per oggi le autopsie sulle povere vittime – vuole sapere come mai la balaustra all’esterno del locale abbia ceduto, se vi siano state fughe di gas o di altro, se le uscite di sicurezza hanno funzionato e se vi era sovraffollamento. Si sta indagando per capire se a Corinaldo abbia agito la «banda delle discoteche». C’è la testimonianza di uno studente dell’alberghiero di Osimo che ai carabinieri ha raccontato di aver visto entrare nel locale tre giovani incappucciati e con il viso coperto da mascherine antismog. Potrebbero essere i componenti della banda delle rapine in discoteca col peperoncino? Si cerca anche di capire se la banda, qualora abbia effettivamente agito alla Lanterna Azzurra, avesse altri complici.

La dottoressa Lebboroni è convinta che qualcosa del genere sia accaduto. Potrebbe essere successo che la banda sia entrata in azione nella discoteca – favorita anche da qualche palo – e abbia sparso in più punti lo spray urticante. Anche se è stata ritrovata una sola bomboletta. Si sa che in tutto il Nord Italia ci sono stati almeno una trentina di colpi messi a segno con queste modalità e il dj della Lanterna Azzurra, Marco Cecchini, figlio di uno dei gestori, ha raccontato che a un ragazzo è stata scippata la catenina d’oro e in diversi hanno detto che un giovane con un cappellino in testa è salito su di un cubo e ha sparso il gas urticante: esistono filmati che lo ritraggono ma non c’è la prova che sia il ragazzino, poco più grande delle vittime, finito indagato. I carabinieri lo hanno trovato da solo in un appartamento di un residence di Senigallia: aveva due etti di cocaina. Secondo i militari, il ragazzo sarebbe uso adescare adolescenti in discoteca, spacciare e poi rapinarli. Lo fa da solo? Lo fa con la complicità o peggio per conto di qualcuno? Questo è ancora da chiarire, ma nello stesso residence hanno affittato un appartamento per un mese il fanese e la ragazza fermati ieri. Coincidenza?

Resta però il dubbio su cosa abbia reso irrespirabile l’aria nella discoteca. Più di un ragazzo ha parlato di un forte odore di ammoniaca, qualcuno ha anche detto che si è sentita come un’esplosione e che il locale era immerso nei fumogeni. Si sta cercando di capire se la discoteca avesse o meno dei diffusori di vapori di scena. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato sul caso affermando: «Lo spray al peperoncino ha salvato tante donne da violenze e stupri. Chi ne abusa, per quel che mi riguarda, va arrestato anche se minorenne». E qui si inserisce il secondo filone d’indagine. Come ha detto il Procuratore Monica Garulli, si deve chiarire se l’emergenza è stata gestita con le dovute cautele, se tutto nella discoteca funzionava. E poi c’è il giallo dei biglietti venduti e della reale partecipazione di Sfera Ebbasta. Alla Siae erano stati chiesti 1.600 tagliandi, ne hanno venduti solo 466 a fronte di una capienza del locale per 871 persone. Ma c’è un altro enigma. Quel maledetto venerdì notte forse non ci doveva neppure essere un concerto, ma un dj set: si può organizzare senza chiedere nessun permesso, senza attivare nessun servizio di sicurezza. E senza neppure dare troppo conto dei biglietti davvero venduti a 30 euro l’uno. Non è escluso che gli inquirenti vogliano sapere da Sfera Ebbasta (che venerdì sera 40 minuti dopo mezzanotte era ancora all’Altromondo di Rimini) se sarebbe mai arrivato a Corinaldo e come mai sul biglietto compare solo la descrizione di «ballo con musica dal vivo». Il trapper per adesso si è limitato a farsi tatuare sulla testa sei stelle per ricordare le vittime. Altro non dice. Qualche buona notizia arriva invece dall’ospedale di Torrette, dove sono ricoverati i feriti più gravi. Quattro dei sette ragazzi tenuti in coma farmacologico hanno ripreso a respirare da soli, per tre le condizioni sono invece ancora molto critiche.

Carlo Cambi


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