La chiamata arriva via Whatsapp, connessione instabile, poco spazio ai convenevoli. «Sono Mattia Sorbi, giornalista, da oltre 40 giorni sono ostaggio in Kenya, mi hanno ritirato il passaporto. Il 22 settembre dovevo prendere un volo per Tel Aviv, lì avrei seguito la campagna elettorale israeliana, ma il giorno prima è accaduta una tragedia».
L’episodio è finito anche sui media locali: «Indagine sulla morte per annegamento di una donna ugandese nella piscina di un cottage a Diani». Diani è una rinomata località balneare dove Sorbi, in Kenya dallo scorso giugno, si è concesso gli ultimi scampoli di vacanza diventati odissea, come anticipato da Mowmag.
Sei indagato? «No. Nemmeno ero in villa quando la ventitreenne Caroline Abbo è morta. Ma le autorità non hanno ancora disposto l’autopsia, forse in attesa del riconoscimento del cadavere da parte di un parente. A oggi, pare, nessun familiare l’ha cercata», spiega il giornalista, che imputa il ritardo dell’esame forense anche ai diplomatici ugandesi: «Avrebbero dovuto trasmettere un nulla osta per l’autopsia, secondo gli inquirenti kenyani, ma ho saputo dai miei avvocati che possono procedere in modo autonomo. In ogni caso, ho sollecitato con una lettera anche la rappresentante dell’Uganda presso le Nazioni unite a Nairobi, Eunice Kigenyi. Ancora nessuna risposta. Inoltre, sfortuna vuole che il loro console a Mombasa, Herbert Kiguli, che ha competenza su Diani, sia stato arrestato lo scorso ottobre per corruzione nella gestione di fondi pubblici durante la pandemia. Ciò che davvero mi fa rabbia, però, è l’indifferenza dell’ambasciatore italiano qui in Kenya, Vincenzo Del Monaco, che non contatta l’omologa Kigenyi né intende rilasciarmi un documento di viaggio provvisorio per permettermi di tornare a Milano, la mia città, dove il 6 novembre devo sottopormi a un intervento neurologico all’ospedale Besta».
L’annegamento di Caroline Abbo in Kenya
Sorbi, 47 anni, reporter impavido protagonista pure a Kabul fra i talebani, dovrà essere operato per i traumi conseguenti al grave incidente di cui è stato vittima in Ucraina, vicino a Kherson, nel 2022, quando l’auto su cui viaggiava è stata colpita durante un conflitto a fuoco: morì l’autista, lui fu salvato e curato dall’esercito russo prima di far rientro in patria con un volo di Stato. «Non mi sento più sicuro in Kenya, potrei essere vittima di abusi del sistema giudiziario, ho chiesto protezione consolare, di dormire in ambasciata…». Tutto negato. Nel suo sfogo, Sorbi non dimentica Caroline Abbo, la giovane ospitata e deceduta all’interno della casa vacanza: «La porterò sempre nel cuore, io stesso ho chiamato la polizia». Come l’hai conosciuta? «L’ho incontrata sabato 19 settembre in spiaggia, durante una colazione al Pallet Cafè, era in compagnia di un altro italiano. Iniziamo a parlare: dice che è originaria di Entebbe e che vive a Mombasa, dove fa l’estetista, pedicure. Le racconto del film Operazione Entebbe, quello in cui i soldati israeliani liberano gli ostaggi in mano ai terroristi palestinesi. Nel pomeriggio organizzo una grigliata in villa, dov’ero in affitto, Caroline è tra gli invitati. Mi domanda se può restare per il weekend, non ha voglia di passare un’ora e mezza sui mezzi pubblici per tornare a Mombasa. Acconsento».
Le peripezie del giornalista italiano Mattia Sorbi
Chi altro alloggia nella struttura? «Il cuoco, Kevin». Dov’eri quando è annegata? «Lunedì 21 settembre, quello che doveva essere il mio ultimo giorno in Kenya, comunico a Caroline che vorrei trascorrere il pomeriggio in spiaggia, fino a godermi il tramonto, lei però preferisce rimanere nel cottage, fare un bagno in piscina, non l’avevo mai vista nuotare. Sono circa le 16 quando si dirige verso la vasca. Ricordo, però, che non indossava un tipico costume ma dei leggings da ciclista e un vestito lungo. Io mi reco in spiaggia. Intorno alle 18 le mando un messaggio: “Vieni qui, porta due cuscini, ci sediamo a vedere il tramonto”. Poco dopo mi raggiunge Kevin, il cuoco. È stravolto: “Mattia, torna subito a casa”. Mi avvicino alla piscina, sul fondale c’è una macchia nera. È Caroline. Chiamo la polizia, gli agenti non rilevano segni di percosse sul corpo, poi mi informano che il tasso di mortalità per annegamento è molto alto». Tuttavia, a oggi Sorbi non sa ancora quando sarà disposta l’autopsia. «Resto ostaggio da uomo libero, la Farnesina mi riporti a casa».
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