Il Pd si imbarca con i clandestini e riesce a peggiorarne la situazione
Ansa
  • I dem vanno sulla nave a far propaganda e lanciano raccolte fondi per i pirati, ricevendo insulti dagli elettori Rallenta la trattativa per l’approdo a Lampedusa. Conte durissimo: «Condotta inaudita da parte dell’Ong».
  • Veliero con 75 extracomunitari bloccato in acque greche, due natanti segnalati vicino a Malta. Solo nell’ultimo mese 641 arrivi.
  • Enzo Moavero ha chiamato in causa l’Aja, che risponde picche: «Non li accoglieremo qua».

Lo speciale contiene tre articoli

La giornata di ieri, a Lampedusa, è stata caratterizzata non solo dal braccio di ferro tra il comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, e il governo italiano, ma anche dalla sceneggiata messa in piedi dai parlamentari di sinistra, che hanno approfittato della situazione per lucrare un po’ di visibilità sui mass media. Una passerella propagandistica che ha finito per interferire anche con le delicate trattative per lo sbarco dei 42 extracomunitari presenti a bordo. Ieri sera la situazione era ancora in stallo totale.

Una giornata lunga, lunghissima, quella di ieri, con la nave della Ong ferma a un miglio dall’ingresso del porto di Lampedusa, con il suo carico di 42 extracomunitari. La capitana nel primo pomeriggio tenta il blitz, dirigendosi verso il porto, ma la sortita va a vuoto: le motovedette della Guardia di Finanza bloccano la nave, i militari salgono a bordo insieme agli uomini della Capitaneria di porto. «Questa mattina intorno alle 10», racconta Giorgia Linardi, portavoce della Ong, «la nave aveva inviato una comunicazione alle autorità informandole che erano trascorse ormai 24 ore della dichiarazione dello stato di necessità che aveva costretto all’ingresso nelle acque territoriali. Alle 14.16, non ricevendo alcuna indicazione di assistenza, ha dichiarato di procedere verso il porto. A distanza di circa un miglio dall’ingresso del porto le è stato intimato di spegnere i motori».

Il governo dimostra compattezza: «C’è un comandante», dichiara il premier Giuseppe Conte, «che si è assunto una grande responsabilità. C’è un provvedimento che vieta la sosta nelle acque territoriali. Questo comandante ha continuato a insistere, ritenendo che solo l’Italia sia un approdo. Ha avuto una condotta che io reputo inaudita. Abbiamo mandato il nostro ambasciatore nei Paesi Bassi a parlare di questa situazione. Non si tratta più di un caso politico, è competenza della magistratura. Immagino che di fronte ad una palese violazione delle regole internazionali», aggiunge Conte, «disporrà le proprie iniziative. In Italia si arriva solo in maniera regolare. Bisogna rispettare l’Italia, il dialogo con l’Ue è costante. C’è molta irritazione per chi si è mosso in questo modo».

Parole cristalline, quelle di Conte, che condivide in pieno la linea della fermezza del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «In Italia», dice a Radio Anch’io il leader della Lega, «chi scappa dalla guerra arriva in aereo essendo riconosciuto come profugo. Questi sono viaggi organizzati a pagamento da una mafia di trafficanti di esseri umani che poi usa quei soldi per comprare armi e droga, quindi stroncare questo traffico significa salvare vite. Alcune di queste Ong aiutano nella sostanza il traffico di esseri umani. La legge prevede che bisogna essere autorizzati per poter attraccare», aggiunge Salvini, «non possiamo far arrivare in Italia chiunque, le regole di un paese sono una cosa seria. Spero che ci sia un giudice che affermi che all’interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la capitana. Se la nave viene sequestrata e l’equipaggio arrestato io sono contento». «Vedo molta ipocrisia. Nessuno», argomenta il vicepremier del M5s, Luigi Di Maio, a Porta a Porta, «parla dei 300 sbarcati a Lampedusa attraverso i barchini. Dobbiamo prendere atto del fatto che l’Europa ha fallito e noi reagiamo di conseguenza».

A complicare le cose arriva la sceneggiata della sinistra. I protagonisti sono cinque parlamentari in cerca di pubblicità: Graziano Delrio, Davide Faraone e Matteo Orfini del Pd, Nicola Fratoianni di Sinistra italiana e Riccardo Magi di +Europa. Salgono su un gommone insieme a giornalisti e telecamere e intorno alle 14 sono a bordo della Sea Watch3. Da quel momento in poi, i cinque produrranno in poche ore una quantità industriale di tweet, post su Facebook, comunicati stampa, video e foto. Il motivo ufficiale della visita sulla nave è di «esercitare le prerogative ispettive» dei parlamentari; quello vero, lampante, è speculare sulla vicenda e di conseguenza anche sulla pelle dei 42 extracomunitari. L’Olanda (la Sea Watch 3 batte bandiera olandese), chiamata in causa così come la Germania da Salvini e Conte, se ne lava le mani: «Come il governo olandese ha affermato da tempo», dichiara il ministro olandese delle Migrazioni, Ankie Broekers-Knol, «comprendiamo le preoccupazioni dell’Italia riguardo alle azioni della Sea Watch3, ma ciò non significa che prenderemo i migranti».

Poco dopo le 17 Sea Watch pubblica su Twitter un video che ritrae gli uomini della Guardia di Finanza mentre parlano con la capitana Carola Rackete: «Forse la situazione si sta sbloccando», scrive la Ong, commentando il breve filmato che riprende tre militari che entrano nella cabina di comando della nave; uno di loro si rivolge alla Rackete dicendo: «I nostri superiori ci hanno detto di pazientare da parte vostra perché probabilmente si sta sbloccando la situazione». «Ok», risponde la capitana. «Dal porto», spiega Carola Rackete, «ci hanno detto che non c’era posto e quindi ci siamo fermati e abbiamo detto che avremmo usato i nostri gommoni. Subito dopo, però, la Guardia di Finanza è tornata a bordo e ci hanno detto di pazientare un po’ perché la soluzione è vicina ed io spero che abbiano ragione». Il Pd del Lazio ha la brillante idea di organizzare una raccolta fondi per pagare le spese legali alla capitana di Sea Watch 3, e viene ricoperto di insulti sui social network. «Con 5 milioni di Italiani poveri», azzanna Salvini, «la priorità della sinistra è finanziare una nave fuorilegge che trasporta clandestini. Che vergogna». Alle 20 la situazione è ancora bloccata. I cinque parlamentari fanno sapere che resteranno a bordo finché gli extracomunitari non saranno sbarcati.

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