Le uova rotte dei Ferragnez
Chiara Ferragni e Fedez (Ansa)

Dopo i pandori, Chiara Ferragni fa il bis con i dolci di Pasqua: «Ricavi da 1,2 milioni, appena 36.000 euro andati in beneficenza». Sbugiardato anche il marito Fedez. Si era vantato di aver donato 150 terapie intensive: sono 14. E il ministero lo bacchetta sugli aiuti agli artisti in epoca Covid. Ecco i numeri della sua fondazione.

Lo speciale contiene due articoli.

«Abbiate Fedez». Con interventi social più messianici che documentati, il rapper di successo da un paio di giorni è impegnato in una guerra di Natale contro chiunque metta in dubbio le sue sparate a salve. Forte dei 14,7 milioni di follower su Instagram, lui si mette davanti a uno smartphone e parla, percependosi un Gesù che cammina sulle uova invece che sulle acque. Dopo aver tentato di difendere la moglie Chiara Ferragni sullo scandalo del pandoro Balocco, Federico Lucia è riuscito ad aprire fronti di polemica con Regione Lombardia e con il ministero della Cultura di tre governi.

Punto sul vivo in quanto titolare a metà dell’azienda Ferragnez, è apparso ai discepoli per ricordare al volgo quanto la coppia sia stata sensibile nel donare durante la pandemia. Fedez ha sottolineato che «abbiamo fatto una raccolta fondi di 4 milioni e abbiamo costruito una terapia intensiva da 150 posti letto in dieci giorni che ha permesso di salvare centinaia di vite. Al governo e alla Regione Lombardia sono serviti dieci milioni per costruirne una dopo mesi». Poiché nella società talk-talk non contano i fatti ma la narrazione, il rapper pensava di chiuderla lì e di passare oltre, a polemizzare con Morgan, a tirare ortaggi alla moglie, a sproloquiare contro la Rai.

Regione Lombardia ha invece tenuto a precisare che «i posti letto di terapia intensiva ricavati nella struttura realizzata grazie alle donazioni raccolte da Fedez e Ferragni erano 14 e non 150. All’ospedale in Fiera, grazie alle donazioni di oltre 6.000 privati, anche semplici cittadini, si è potuto realizzare un vero reparto di terapia intensiva con 157 posti letto che ha potuto ricoverare e curare 538 pazienti. Questo episodio di generosità non deve rischiare di essere svalutato da dichiarazioni imprecise e fuorvianti».

La Regione è stata anche costretta a puntualizzare sui tempi: «Dal primo paziente ricoverato nella tensostruttura del San Raffaele, il 23 marzo 2020, a quello ricoverato in Fiera, il 6 aprile 2020, sono trascorsi solo 14 giorni. Meritevoli e utili sono state tutte le raccolte di donazioni, come quella da loro realizzata». Messo alle strette, Fedez ha dovuto ammettere con stridore di unghie laccate sui vetri: «Preso dalla frenesia, ho sbagliato più dati. Intendevo dire che abbiamo curato più di 150 persone. Sono contento che la regione abbia salvato più vite perché non è una gara». Quella che lui in modo infantile aveva tentato di allestire.

Seconda passeggiata nel fango contro il ministero della Cultura. Della serie: abbiamo salvato il cinema e il teatro. «Durante la pandemia i lavoratori dello spettacolo erano stati abbandonati dallo Stato», ha tuonato il cantante. «Il Mibact aveva raccolto in un anno mezzo milione di euro; io da solo, chiuso dieci giorni in casa, ne ho raccolti tre milioni, in un anno sette». Anche qui, immediata smentita dal ministero: «Nel triennio pandemico sono stati erogati a favore del settore 95 milioni direttamente ai lavoratori e più di 260 alle imprese, per un totale di 355 milioni».

Poiché Fedez non sembra ferrato sui numeri degli altri, diventa interessante guardare i suoi. Anche perché sulla beneficenza sembra avere la pelle sottile. Lo ha fatto in modo approfondito Stefano Feltri nel suo blog Appunti. L’ex direttore di Domani ha messo il dito nella piaga, scoprendo che «l’attività della sua fondazione non è così strepitosa come la racconta lui». Per cominciare, i 3 e 7 milioni raccolti durante la pandemia sono somme arrivate con Go Fund Me che pochi mesi dopo è stata messa sotto accusa dall’Antitrust per aver imposto ai donatori «mance surrettizie» alla piattaforma. Nessuna colpa per i Ferragnez, solo sfortuna.

La Fondazione Fedez Ets (che sta per ente del terzo settore) ha cifre infinitamente più basse: l’anno scorso ha raccolto 342.000 euro, ma 180.000 li ha versati lo stesso Fedez. Da bilancio, la raccolta esterna è di 150.000 euro da privati e quasi 13.000 da aziende. Questo denaro è stato dedicato a tre progetti: quello della fondazione Tog di Carlo De Benedetti che aiuta bambini con patologie neurologiche, quello della Croce Rossa per trasportare medicinali in Ucraina e la realizzazione di uno skate-park a Rozzano, periferia milanese. Il principale collettore di foundraising sarebbe il concerto LoveMi, organizzato dalla società Fedez Doom Entertainment, che nel 2022 avrebbe raccolto 152.000 euro. Commenta Feltri: «Nel complesso, l’attività benefica della Fondazione Fedez è di 500.000 euro in due anni. Sono tanti? Sono pochi? Ognuno può farsi la sua idea. Di certo non sono cifre enormi per Fedez: la sua società Zedef nel 2022 ha registrato un utile di 3,9 milioni e nel 2021 di 2,3 milioni».

Perché Fedez ha creato una fondazione che raccoglie solo 160.000 euro e rotti in più rispetto a quelli che lui dona personalmente? Un particolare colpisce: la donazione di 180.000 euro alla Fondazione Fedez è stata fatta proprio da lui e non dalla sua company. Si sa che donare come individuo offre dei vantaggi fiscali. Secondo l’art. 38 del Codice del Terzo Settore chi lo fa «può effettuare una detrazione di importo pari al 30% degli oneri sostenuti per le erogazioni liberali a favore degli Ets». L’importo complessivo della detrazione non può essere superiore a 30.000 euro, ma è pur sempre un risparmio non banale. Poi c’è il vantaggio indiscusso del ritorno d’immagine. Come chiosa perfidamente l’Antitrust: «Per un influencer associare il proprio brand a iniziative caritatevoli può essere un ottimo affare».

Da non perdere

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte
Inchieste

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte

Quasi amici. Anzi, no: proprio amici amici. Lo dice Domenico Arcuri, ex commissario straordinario durante l’emergenza Covid, a proposito di Giuseppe Conte, commissario che indaga sulla gestione dell’emergenza Covid. Vi pare un’anomalia o quanto meno una frequentazione poco opportuna? Può…