Green Pass e mascherine
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Caro presidente Lisei, la ringrazio per l’attenzione con cui segue la mia rubrica delle lettere e gli articoli della Verità sulla commissione Covid. Ma mi consenta di aggiungere, al suo «bel po’ di stupore», un bel po’ del mio quando leggo le sue accuse nei miei confronti, in particolare quella di non «scrivere e parlare personalmente» di questo tema.

Capisco che, data la rilevanza del suo impegno istituzionale, lei non possa controllare tutto né pretendo tanto, ma diversi di quegli articoli della Verità sulla commissione Covid che lei cita sono stati scritti, modestamente, dal sottoscritto, a cominciare da quello dell’audizione di Nicola Magrini, già presidente dell’Aifa, con cui giovedì 7 maggio abbiamo aperto il nostro quotidiano. E allo stesso modo quegli argomenti sono stati costantemente ripresi nella mia trasmissione Fuori dal Coro, dove ho affrontato, quando nessuno ancora ne parlava, anche il tema delle mascherine, spingendo l’ex premier Conte a uscire per la prima volta allo scoperto con una telefonata in diretta. Dunque la sua critica è quanto mai ingiusta.

In ogni caso lei ne può stare certo, caro presidente: su questo tema ho rischiato in prima persona, quando buona parte di coloro che oggi parlano nascondevano la testa sotto la sabbia, e dunque non smetterò di seguirlo con attenzione. Lo devo a me stesso, alla Verità (con e senza maiuscola) e soprattutto alle tantissime vittime della pandemia e degli effetti avversi che ho continuato a portare in studio (unica trasmissione tv a farlo) e che si aspettano di far luce fino in fondo su quella pagina nera della nostra storia. Ma per far luce fino in fondo, caro presidente, non basta fare l’elenco delle audizioni (meritevoli) che avete fatto, anche perché alcune (per esempio la penultima, con il virologo Matteo Bassetti) sono state assai deludenti. Bisogna capire quali risultati si ottengono, quali anfratti si illuminano, quali pentoloni si scoperchiano. Per il momento si è andati a fondo con decisione soltanto sulle mascherine e sull’ex premier Giuseppe Conte. Benissimo. Ma tutto il resto? Dagli effetti avversi al green pass, dalle monoclonali alle bugie dell’Aifa, dal plasma di De Donno ai contratti dei vaccini: c’è stato qualche accenno qua e là, ma mai la stessa determinazione che s’è vista sulle mascherine. Per esempio, Mario Draghi e l’ex ministro Speranza sembrano scomparsi dai vostri radar. Come mai?

Non è un problema di comunicazione: è un problema di sostanza. Le assicuro che se dai lavori della commissione emergeranno elementi importanti ne daremo notizia, allo stesso modo con cui abbiamo dato notizia di tutto il resto. Ma non ci sembra di aver trovato finora nel materiale della Commissione qualcosa che possa inchiodare Draghi e Speranza alle loro responsabilità politiche e morali, come stiamo invece inchiodando Conte sulle mascherine. Non sarà perché mentre noi mettevamo in luce gli errori di quei due, alcuni dei suoi alleati erano alleati loro? Mi creda, presidente, proprio perché in Commissione state facendo un ampio lavoro sarebbe un peccato ridurlo poi a un mero argomento elettorale contro Conte. Quello che abbiamo vissuto, e che molte persone hanno sofferto sulla loro pelle durante il Covid, è immensamente più grande e più rilevante persino di un tornaconto alle urne. E i tanti che hanno guardato con fiducia alla Commissione meritano di avere qualche risposta che vada oltre alle (pur importantissime) mascherine. Sono sicuro che lei sarà il primo a non volerli deludere.

Dario Bianchi, fondatore di JC Electronics, e il presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’emergenza Covid, Marco Lisei, durante l’audizione alla Camera del 16 gennaio 2025 (Ansa)

Lisei: «Non solo mascherine, i lavori procedono anche sul green pass»

Gentile direttore, leggo con consueta attenzione, ma con un bel po’ di stupore, le affermazioni di Mario Giordano, in risposta a un lettore che lamentava l’atteggiamento indulgente di Giuseppe Conte con La Verità.


Mario Giordano si domanda del motivo per il quale nella commissione d’inchiesta Covid, che mi onoro di presiedere, si parli «solo» di mascherine e non di «tutto il resto», in particolare dei vaccini e del green pass, dei contratti con Big pharma e degli effetti avversi, chiedendosi «se qualcuno ha la coda di paglia».

Spero tutti siano d’accordo che è molto positivo che grazie al lavoro della commissione Covid siano emersi elementi che consentano di parlare diffusamente dei miliardi di euro spesi durante la pandemia per mascherine inidonee, delle provvigioni milionarie a intermediari legati alla sinistra e delle parcelle stellari di avvocati dello studio Alpa nel quale lavorava in passato Conte, temi su cui il vostro giornale si è sempre impegnato e di cui tutti gli italiani dovrebbero ringraziarvi.

Marco Lisei (Imagoeconomica)

Tuttavia la domanda che si pone Mario Giordano del perché non si parli anche di altro, è la stessa che mi pongo io, visto che la commissione d’inchiesta ha svolto e sta svolgendo molte attività, proprio sui temi citati dal medesimo e sui quali stiamo facendo un immane lavoro d’indagine che meriterebbe maggiore attenzione mediatica. Il vostro giornale, ad onore del vero, rappresenta una delle poche eccezioni deontologicamente virtuose in questo senso. Mi sorprende, tuttavia, che non sia stato lo stesso Mario Giordano a scriverne e a parlarne personalmente, data la sensibilità che ha sempre mostrato sul tema.

Credo allora sia giusto informare i vostri lettori e lo stesso Giordano su cosa si è fatto e cosa si sta facendo in particolare sul tema vaccini ed effetti avversi, temi strettamente legati all’introduzione del green pass.

Abbiamo ad esempio iniziato le indagini sul tema vaccini da mesi ed abbiamo già fatto decine di audizioni, il filone d’indagine è tutt’ora in corso. Abbiamo dato voce, con le audizioni, a diverse associazioni sugli effetti avversi (Contiamoci, Ascoltami, Condav, Danni collaterali, Children’s Health Defense, Umanità e Ragione ed avv. Messina del team che segue molti processi penali e civili), abbiamo raccolto tutte le loro denunce, i documenti ed abbiamo acquisito i fascicoli processuali che stiamo analizzando. Mi domando anche io perché tanti media e giornalisti non abbiano riportato le loro audizioni: un ulteriore torto che non meritavano.

Abbiamo audito alcuni soggetti istituzionali: Aifa, Inps, Inail e ne audiremo altri. Grazie all’audizione della dott.ssa Sottosanti di Aifa è emersa una grave lacuna, ovvero che non c’è stata alcuna farmacovigilanza attiva e questo ha sicuramente impedito un controllo approfondito sugli effetti avversi. Grazie all’audizione di Inail abbiamo appreso che il canale dei risarcimenti era inadeguato e che la chiusura di Inail a riconoscere l’effetto avverso come infortunio sul lavoro ha compresso il diritto all’indennizzo dei danneggiati.

Abbiamo, sempre a titolo di esempio, audito diversi scienziati e protagonisti delle scelte i quali hanno tutti ammesso ciò che si sosteneva da tempo, cioè che i vaccini non impedivano la diffusione del virus. Oggi questa verità è patrimonio della commissione.

Segnalo, inoltre, la recente audizione del dott. Maurizio Federico, dirigente e ricercatore dell’Iss, che ha denunciato non solo che si è indagato poco sugli effetti avversi di medio e lungo periodo e che gli studi sono del tutto insufficienti per poterli escludere, ma anche un fatto gravissimo, sul quale ha scritto la vostra Patrizia Floder Reitter, e che forse è sfuggito a molti: una collega del dott. Federico voleva fare ricerca sugli effetti avversi ed è stata fermata e vittima di una ispezione dello stesso Iss (circostanza sulla quale stiamo indagando).

Abbiamo audito, per chi se lo fosse perso, Jay Bhattacharaya, direttore dei National Institutes of Health degli Stati Uniti, che ha pesantemente criticato gli obblighi vaccinali e le vaccinazioni indiscriminate e l’oscurantismo scientifico.

E soprattutto abbiamo dato voce a chi durante la pandemia era marchiato e imbavagliato perché avanzava dubbi e domande verso un sistema che pareva intoccabile e inattaccabile. E abbiamo portato quel sistema a spiegare e rendere conto delle proprie scelte, ammantate da una scienza che spesso non c’era.

Mi rendo conto che la mole di lavoro della commissione Covid, che non ha precedenti nella storia della Repubblica per numero di sedute e audizioni, spesso sia difficile da seguire integralmente. Mi rendo conto che la gran parte dei media volutamente non riportano quanto emerge, ma sono certo, perché riceviamo migliaia di messaggi, che molti cittadini la seguono con attenzione e ci sostengono con forza.

Per questo proseguiremo l’indagine senza arretrare di un passo. Speriamo di avere anche Mario Giordano al nostro fianco per dare massima diffusione della nostra attività, come, e ve ne sono grato, gli italiani hanno avuto dalla loro parte La Verità.

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