Commissione Covid, Buonguerrieri: «Conte complice oppure incapace»
Alice Buonguerrieri (Imagoeconomica)

Alla fine Giuseppe Conte ha dovuto cedere. Verrà audito dalla commissione Covid come gli viene chiesto da mesi. Così come da mesi viene invitato da più programmi televisivi in cerca di risposte sulle opacità che continuano a trapelare in merito alla gestione della pandemia all’epoca in cui sedeva sulla poltrona di presidente del Consiglio.

Alla fine ha deciso di parlare su Rete 4, a Quarta Repubblica, intervistato da Nicola Porro. E adesso non si torna più indietro.

«Avevo chiesto al presidente Fontana garanzie come deputato di non essere leso nelle mie prerogative e di poter quindi essere reinsediato nella commissione Covid non appena completata la mia libera audizione. Ringrazio il presidente Fontana, che ha raccolto questa mia sollecitazione; quindi, mi offre garanzie che non verranno frapposti ostacoli dopo la mia liberazione al ritorno in commissione», ha detto ieri Conte commentando con i giornalisti la lettera di risposta di Lorenzo Fontana sulla commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Il presidente della Camera, infatti, ha assicurato (d’intesa con il presidente del Senato Ignazio La Russa) una nuova nomina a componente della Commissione una volta esaurita la fase di audizione.

«A questo punto insisto perché il presidente Lisei mi convochi senza più ulteriori scuse», ha continuato Conte, accusando implicitamente il presidente della commissione parlamentare di non averlo voluto audire, quando in realtà sono due anni che Lisei preme per ascoltarlo. «Concordiamo subito una data, appena concordata la data, un attimo prima della libera audizione, mi dimetterò». Un giochino delle parti che non regge quello dell’ex presidente del Consiglio, che quando si è fatto nominare membro della commissione sapeva benissimo che la nomina non fosse compatibile con la sua audizione. Non regge neanche la versione che lo vedeva intenzionato a voler partecipare ai lavori d’inchiesta, dal momento che su 167 sedute la sua presenza è stata segnata solo 10 volte. La maschera cade e gli specchi sono scivolosi. La commissione ha un calendario che vede in programma già altre audizioni, a tempo debito toccherà a lui. Prima di lui sarà audito Domenico Arcuri che, beccato dalla Verità, il 18 giugno scorso, ha cenato proprio con il leader del Movimento 5 stelle. E non era la prima volta. «Ho già detto che con Domenico Arcuri abbiamo lavorato per difendere il Paese», si è difeso ieri Conte. «Lui è stato denunciato a destra e a manca, con tutti i proscioglimenti, ha la mia amicizia, cosa che non aveva quando ho fatto il presidente del Consiglio e quindi nessuno si può permettere di sindacare sulle mie amicizie». Il nervosismo si tocca con mano e si rende plastico quando arrivano i furiosi, ideologici e ingiustificati attacchi dei 5 stelle ad Antonino Monteleone, conduttore di Filorosso, su Rai 3. «È evidente che dà fastidio. Forse perché ha osato parlare del vergognoso scandalo delle mascherine farlocche e lo strano giro di consulenze che sta emergendo in commissione Covid?», si chiedono i membri di Fratelli d’Italia della commissione parlamentare di Vigilanza Rai. «Monteleone vada avanti e non si faccia intimorire».

«Il palese nervosismo di Conte dimostra come sia in totale difficoltà e non voglia che si faccia verità sulla gestione della pandemia», ha commentato il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, dopo essersi dimesso dalla commissione proprio per essere audito. «Di fronte alle precise e incalzanti domande di Porro sulle opacità dell’inchiesta mascherine, l’ex premier ha preferito perdere le staffe e abbandonare il piano del confronto di merito, reagendo con stizza pur di eludere le proprie responsabilità politiche». L’onorevole Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, non ha dubbi: «La maschera, anzi la mascherina di Giuseppe Conte è caduta. Le ipotesi sono due: o è complice di fatti gravissimi, oppure è stato un presidente del Consiglio indegno perché incapace di verificare ciò che accadeva durante il suo mandato».

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