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In questo sabato milanese, a meno di due ore dall’apertura del negozio di Iginio Massari, tutti i panettoni erano già sold out. Il dolce simbolo del Natale continua a conquistare gli italiani che, anche in un anno così difficile, non rinunciano a un po’ di dolcezza.
Uno studio condotto da Nielsen per Csm Bakery Solutions – leader internazionale nel settore della pasticceria e della panificazione – racconta come il mercato dei panettoni in Italia si stia rivelando stabile con oltre 26.000 tonnellate di pezzi venduti, per un valore complessivo di 209 milioni di euro. Una crescita che interessa particolarmente il settore artigianale che arriva a coprire il 52% del comparto, con un più 1,6% rispetto al 2019.
«I prodotti da ricorrenza sembrano continuare a tenere la propria fetta di mercato» si racconta nella ricerca. «Sinonimo dell’importanza che questo momento dell’anno rappresenta per gli italiani e del valore altamente simbolico di un’icona della pasticceria come il panettone». Sono 9,5 milioni le famiglie che scelgono il dolce meneghino, con 2,4 milioni di acquirenti dell’artigianale (di cui 120.000 per la prima volta). L’analisi Nielsen sottolinea come «per il mercato industriale risulterà rilevante la leva prezzo combinata a un maggior assortimento a scaffale, senza tralasciare la possibilità di incrementare le referenze premium, unico segmento in crescita».
La ricerca, pubblicata lo scorso novembre, analizza anche i diversi approcci all’acquisto che risultano diametralmente opposti tra i comparti industriali e artigianali. Chi sceglie il primo è guidato dal prezzo e dall’assortimento sugli scaffali, mentre chi preferisce il secondo si basa su una molteplicità di fattori: scelta di gusti e ricette territoriali, cura del packaging, recensioni sul web e consigli da amici e parenti. Il 60% dei consumatori dichiara infatti di acquistare solo nel suo negozio di fiducia o da nomi molto noti, come il già menzionato Iginio Massari o Carlo Cracco, la cui produzione è passata in un anno da 2.000 a 5.350 pezzi.
Oltre all’acquisto in negozio, si fa sempre più spazio l’e-commerce, che quest’anno viene scelto dal 20% degli italiani. «In un momento come quello attuale, il food delivery rappresenta un’opportunità e al contempo una necessità per moltissimi ristoranti e non per continuare nella loro attività. Soprattutto in vista del Natale, uno dei periodi più importanti dell’anno, anche dal punto di vista food» ha dichiarato Matteo Sarzana, general manager di Deliveroo Italia. Un esempio è il «Deliveroo Christmas shop by Roberto Rinaldi», un negozio virtuale dove scegliere tra tante declinazioni di questo dolce tradizionale (c’è persino una versione speciale con la glassa color azzurro Deliveroo).
Anche la storica pasticceria milanese Gattullo ha fatto il suo debutto sul web questo dicembre, mentre la pasticceria Cova ha deciso di riproporre il servizio «Cova at home» già attivo a Pasqua. Lo chef stellato Claudio Sadler ha invece fondato una piattaforma dove unisce alcune eccellenze made in Italy chiamata «Cosa porto». Il maestro però avvisa: «La chiusura dei ristoranti pesa per il 90% sulle vendite dei dolci da ricorrenza perché quello che vendiamo in internet e sulla rete è minimale, mentre prima i clienti stessi compravano da noi anche il dolce delle feste».
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