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2020-08-16
Il segreto di Netflix è il più vecchio al mondo: il sesso vende
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365 (Netflix)
Il successo di Netflix è forse unico nel suo genere. È infatti innegabile che dalla sua nascita nel 1997 a oggi, l'azienda abbia completamente cambiato l'industria dell'intrattenimento e il nostro modo di consumare film e telefilm. Con 47.4 milioni di abbonati tra Europa e Africa, 29.4 milioni in America Latina, 14.5 in Asia e nel Pacifico e 67.1 negli Stati Uniti d'America e nel Canada, la piattaforma di streaming è senza dubbio la numero uno del suo settore, e i suoi competitor faticano a emularne il successo (basti vedere il flop della piattaforma targata Hbo). Secondo uno studio del magazine Variety, nel 2019 i caricamenti di materiale originale (ovvero prodotti dal gruppo) sono stati 371, fornendo così ai suoi utenti più di un contenuto nuovo al giorno. Per il 2020, Netflix ha pianificato un investimento di oltre 17 miliardi di dollari per serie e film originali.
Basta scorrere il catalogo e la classifica dei programmi più guardati al momento per accorgersi di un tema ricorrente. Anche se Netflix vanta vasto un catalogo, capace di accontentare qualunque tipo di abbonato, le produzioni ad alto tasso erotico sembrano essere la vera chiave del successo della piattaforma.
Prendiamo ad esempio la serie Sex Education. Il telefilm - di cui si attende la terza stagione - racconta la storia di Otis, tipico adolescente britannico, figlio di una scrittrice e terapista sessuale di fama nazionale. La sua vita è stata sempre invasa dal lavoro della madre, tanto da renderlo un ragazzo particolarmente sensibile ai problemi altrui, specialmente se di natura sessuale. Il sedicenne frequenta l'Istituto Moordale insieme al suo migliore amico Eric. Un giorno si ritrova a parlare con Adam, un compagno di scuola nonché figlio del preside con problemi eiaculatori il quale, grazie ai consigli di Otis, riesce ad avere un rapporto completo con la sua ragazza, Aimee. In seguito a ciò Maeve, un'amica di Aimee, comprende le abilità terapeutiche di Otis e gli propone di diventare il «terapista sessuale» degli studenti della Moordale, previo pagamento. Così comincia l'avventura da sessuologo di Otis che, insieme con Maeve ed Eric, costituisce il fulcro delle relazioni del Moordale.
Anche la miniserie Dracula, basata sull'omonimo romanzo di Bram Stoker, pubblicata nel gennaio scorso, rappresenta una reinterpretazione dell'iconico personaggio in chiave ipersessuale. Per quanto riguarda i film, impossibile non menzionare il successo di 365, da molti definito «la versione polacca di 50 sfumature». Di pochi giorni fa, la notizia che Netflix ha acquisito i diritti per produrre un nuovo capitolo di American Pie, la commedia anni Novanta campione del box office.
Sempre prodotta da Netflix è la serie italiana Baby, ispirata liberamente allo scandalo delle «baby squillo» dei Parioli, che racconta la vita e le vicende di un gruppo di adolescenti romani e delle loro rispettive famiglie.
Insomma, il sesso vende e sembra che Netflix lo abbia capito. Che il segreto del suo successo stia tutto qui?
365

Tratto dall'omonimo romanzo di Blanka Lipinska, 365 racconta la storia di Massimo Toricelli, capo di una famiglia mafiosa siciliana e della giovane Laura, una donna che il giovane si era promesso di ritrovare cinque anni prima.
Durante una vacanza, Laura viene rapita da Massimo che decide di tenerla prigioniera per 365 giorni, al termine dei quali, se lei non si sarà innamorata di lui, verrà liberata.
Too hot to handle

Uno dei primi reality show ideati da Netflix segue un gruppo di dieci single in un resort sulla spiaggia. L'obiettivo? Trovare il vero amore in un mese e vincere 100.000 dollari . Sembra semplice, se non fosse per Lana, l'assistente virtuale della villa e le sue regole.
Per quattro settimane i giovani non possono fare nulla di sessuale, pena perdita di denaro del montepremi. Un semplice bacio può detrarre fino a 3.000 dollari dal montepremi totale. Sesso orale ne vale 6.000, mentre una notte di sesso ne vale 20.000. Riusciranno i giovani a trovare l'amore, e soprattutto a resistere alle tentazioni?
Elite

Complice il successo de La casa di carta, Netflix ha deciso di puntare sulla Spagna con la serie per ragazzi Elite. Il telefilm - di cui al momento si sta girando la quarta stagione - ha come protagonisti gli studenti del prestigioso liceo Las Encinas.
La serie si apre con l'arrivo di tre nuovi studenti nel prestigioso istituto. Tutti e tre hanno vinto una borsa di studio dopo il crollo della loro scuola pubblica, ma la loro vita tra i ricchi studenti di Las Encinas non sarà certo semplice. Il confronto tra i nuovi arrivati e gli studenti dell'istituto è inevitabile, ma lo scontro va ben oltre i limiti e si conclude con un omicidio. Ma chi è stato a uccidere la giovane Marina?
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La piattaforma di streaming ha cambiato per sempre il nostro modo di consumare film e telefilm. Ma perché nessun altro riesce a emularne il successo? Numero uno delle classifiche di tutto il mondo, 365 è «la risposta polacca a 50 sfumature». Dieci single in una villa extra lusso e una sola missione: trovare l'anima gemella e vincere 100.000 dollari. Peccato che un solo bacio ne costi 3.000Dopo il successo de La casa di carta, Elite segue le vite di un gruppo di liceali, fino a quando uno di loro viene ucciso. Lo speciale contiene quattro articoli.Il successo di Netflix è forse unico nel suo genere. È infatti innegabile che dalla sua nascita nel 1997 a oggi, l'azienda abbia completamente cambiato l'industria dell'intrattenimento e il nostro modo di consumare film e telefilm. Con 47.4 milioni di abbonati tra Europa e Africa, 29.4 milioni in America Latina, 14.5 in Asia e nel Pacifico e 67.1 negli Stati Uniti d'America e nel Canada, la piattaforma di streaming è senza dubbio la numero uno del suo settore, e i suoi competitor faticano a emularne il successo (basti vedere il flop della piattaforma targata Hbo). Secondo uno studio del magazine Variety, nel 2019 i caricamenti di materiale originale (ovvero prodotti dal gruppo) sono stati 371, fornendo così ai suoi utenti più di un contenuto nuovo al giorno. Per il 2020, Netflix ha pianificato un investimento di oltre 17 miliardi di dollari per serie e film originali.Basta scorrere il catalogo e la classifica dei programmi più guardati al momento per accorgersi di un tema ricorrente. Anche se Netflix vanta vasto un catalogo, capace di accontentare qualunque tipo di abbonato, le produzioni ad alto tasso erotico sembrano essere la vera chiave del successo della piattaforma.Prendiamo ad esempio la serie Sex Education. Il telefilm - di cui si attende la terza stagione - racconta la storia di Otis, tipico adolescente britannico, figlio di una scrittrice e terapista sessuale di fama nazionale. La sua vita è stata sempre invasa dal lavoro della madre, tanto da renderlo un ragazzo particolarmente sensibile ai problemi altrui, specialmente se di natura sessuale. Il sedicenne frequenta l'Istituto Moordale insieme al suo migliore amico Eric. Un giorno si ritrova a parlare con Adam, un compagno di scuola nonché figlio del preside con problemi eiaculatori il quale, grazie ai consigli di Otis, riesce ad avere un rapporto completo con la sua ragazza, Aimee. In seguito a ciò Maeve, un'amica di Aimee, comprende le abilità terapeutiche di Otis e gli propone di diventare il «terapista sessuale» degli studenti della Moordale, previo pagamento. Così comincia l'avventura da sessuologo di Otis che, insieme con Maeve ed Eric, costituisce il fulcro delle relazioni del Moordale.Anche la miniserie Dracula, basata sull'omonimo romanzo di Bram Stoker, pubblicata nel gennaio scorso, rappresenta una reinterpretazione dell'iconico personaggio in chiave ipersessuale. Per quanto riguarda i film, impossibile non menzionare il successo di 365, da molti definito «la versione polacca di 50 sfumature». Di pochi giorni fa, la notizia che Netflix ha acquisito i diritti per produrre un nuovo capitolo di American Pie, la commedia anni Novanta campione del box office.Sempre prodotta da Netflix è la serie italiana Baby, ispirata liberamente allo scandalo delle «baby squillo» dei Parioli, che racconta la vita e le vicende di un gruppo di adolescenti romani e delle loro rispettive famiglie.Insomma, il sesso vende e sembra che Netflix lo abbia capito. Che il segreto del suo successo stia tutto qui?<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/il-segreto-di-netflix-e-il-piu-vecchio-al-mondo-il-sesso-vende-2646987051.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="365" data-post-id="2646987051" data-published-at="1597437430" data-use-pagination="False"> 365 Tratto dall'omonimo romanzo di Blanka Lipinska, 365 racconta la storia di Massimo Toricelli, capo di una famiglia mafiosa siciliana e della giovane Laura, una donna che il giovane si era promesso di ritrovare cinque anni prima.Durante una vacanza, Laura viene rapita da Massimo che decide di tenerla prigioniera per 365 giorni, al termine dei quali, se lei non si sarà innamorata di lui, verrà liberata. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/il-segreto-di-netflix-e-il-piu-vecchio-al-mondo-il-sesso-vende-2646987051.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="too-hot-to-handle" data-post-id="2646987051" data-published-at="1597437430" data-use-pagination="False"> Too hot to handle Uno dei primi reality show ideati da Netflix segue un gruppo di dieci single in un resort sulla spiaggia. L'obiettivo? Trovare il vero amore in un mese e vincere 100.000 dollari . Sembra semplice, se non fosse per Lana, l'assistente virtuale della villa e le sue regole.Per quattro settimane i giovani non possono fare nulla di sessuale, pena perdita di denaro del montepremi. Un semplice bacio può detrarre fino a 3.000 dollari dal montepremi totale. Sesso orale ne vale 6.000, mentre una notte di sesso ne vale 20.000. Riusciranno i giovani a trovare l'amore, e soprattutto a resistere alle tentazioni? <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/il-segreto-di-netflix-e-il-piu-vecchio-al-mondo-il-sesso-vende-2646987051.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="elite" data-post-id="2646987051" data-published-at="1597437430" data-use-pagination="False"> Elite Complice il successo de La casa di carta, Netflix ha deciso di puntare sulla Spagna con la serie per ragazzi Elite. Il telefilm - di cui al momento si sta girando la quarta stagione - ha come protagonisti gli studenti del prestigioso liceo Las Encinas. La serie si apre con l'arrivo di tre nuovi studenti nel prestigioso istituto. Tutti e tre hanno vinto una borsa di studio dopo il crollo della loro scuola pubblica, ma la loro vita tra i ricchi studenti di Las Encinas non sarà certo semplice. Il confronto tra i nuovi arrivati e gli studenti dell'istituto è inevitabile, ma lo scontro va ben oltre i limiti e si conclude con un omicidio. Ma chi è stato a uccidere la giovane Marina?
Il presidente della Fondazione Giuseppe Olmo ETS, Annabella Pascale
Alla Villa Medicea La Ferdinanda confronto tra ricercatori ed esperti su alimentazione, vino e salute. Al centro del convegno promosso dalla Fondazione Giuseppe Olmo il valore della dieta mediterranea, i rischi dei cibi ultra-processati e il consumo consapevole.
Alla Villa Medicea di Artimino, tra studiosi, medici e ricercatori, si è discusso di alimentazione, salute e consumo consapevole. Al centro della giornata di studio promossa dalla Fondazione Giuseppe Olmo ETS il tema della «misura», intesa come equilibrio tra stili di vita, cultura mediterranea e approccio scientifico, lontano da slogan e semplificazioni.
L’incontro, dal titolo Elogio della misura. Verità scientifiche per difendere il modello mediterraneo, ha riunito alcuni dei principali esperti italiani di nutrizione, epidemiologia e medicina per affrontare un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: il progressivo abbandono della dieta mediterranea e la crescita dei cibi ultra-processati.
Ad aprire i lavori nella cornice della Villa Medicea La Ferdinanda di Artimino è stata il presidente della Fondazione Giuseppe Olmo ETS, Annabella Pascale, che ha sottolineato la necessità di riportare il confronto pubblico su basi scientifiche «senza semplificazioni ideologiche».
La giornata, organizzata dal professor Fulvio Mattivi in collaborazione con il professor Attilio Scienza, ha messo in evidenza come la dieta mediterranea venga oggi considerata non soltanto un modello alimentare, ma un sistema culturale e sociale più ampio. A evidenziarlo è stata la professoressa Licia Iacoviello, secondo cui le disuguaglianze sociali stanno trasformando progressivamente la dieta mediterranea da patrimonio condiviso a comportamento sempre più diffuso tra le fasce sociali più avvantaggiate. Ampio spazio è stato dedicato anche all’aumento dei consumi di cibi ultra-processati, indicati durante il convegno come una delle principali criticità per la salute pubblica. Secondo i dati illustrati dagli studiosi, la combinazione tra bassa adesione alla dieta mediterranea e alto consumo di alimenti ultra-processati sarebbe associata ai peggiori esiti di salute.
Tra gli interventi più attesi quello del professor Giovanni de Gaetano, che ha affrontato il tema del rapporto tra vino e salute, invitando a evitare approcci assoluti o ideologici. Il ricercatore ha spiegato come il consumo moderato di vino non possa essere ridotto a una contrapposizione tra «bene» e «male», ma debba essere interpretato attraverso il rapporto tra benefici e rischi. De Gaetano ha richiamato il concetto scientifico della «curva a J», secondo cui esisterebbe una finestra di moderazione distinta dagli effetti dannosi dell’eccesso. Nel suo intervento ha inoltre ricordato il ruolo storico e culturale del vino nella civiltà mediterranea, citando l’Odissea di Omero e il contrasto simbolico tra Ulisse e Polifemo come esempio dell’uso moderato e di quello eccessivo della stessa sostanza.
Sul concetto di equilibrio biologico si è soffermato anche il professor Fulvio Ursini, professore emerito dell’Università di Padova. Ursini ha criticato la tendenza contemporanea a ricercare il «rischio zero», sostenendo invece che la salute derivi da un equilibrio dinamico tra stimoli, limiti e capacità di adattamento dell’organismo. Nel suo intervento ha richiamato il principio dell’«ormesi», spiegando come anche sostanze potenzialmente tossiche possano produrre effetti positivi entro determinati limiti e dosaggi.
A chiudere la giornata è stata la professoressa Fabiola Sfodera, che ha analizzato l’evoluzione dei comportamenti di consumo in Italia e il valore culturale della convivialità mediterranea. Secondo quanto illustrato dalla docente, il consumo italiano di vino e bevande alcoliche continuerebbe a distinguersi per un profilo moderato e fortemente legato ai pasti e alla socialità.
L’iniziativa si inserisce nelle attività della Fondazione Giuseppe Olmo dedicate alla promozione della cultura scientifica e della tradizione mediterranea contemporanea. Una realtà che porta il nome dell’imprenditore Giuseppe Olmo, fondatore di un gruppo industriale attivo in diversi settori, dall’industria ai poliuretani, fino al turismo e al vino, con la Tenuta di Artimino e la Villa Medicea La Ferdinanda tra i simboli più rappresentativi del progetto di valorizzazione del territorio portato avanti dalla famiglia Olmo.
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L’obiettivo è fare il punto sulle varie partite aperte nel Belpaese, partendo da un presupposto: l’intenzione della casa automobilistica francese a livello globale di fare una decisa retromarcia (il progetto «futuREady» si concentra sull’ibrido) rispetto agli obiettivi sull’elettrificazione della produzione che cozzano plasticamente con la realtà. Per carità, nulla che non sia in ballo anche tra gli altri grandi player dell’automotive. Perché la sbornia per le EV complice la spinta del Green deal europeo è stata collettiva e adesso un po’ tutti provano a metterci una pezza. Con una consapevolezza: far rientrare il dentifricio nel tubetto e assai più complicato che farlo uscire e quindi il riposizionamento per nessuno sarà indolore.
Torniamo quindi al Piano Italia, quello che il precedente ad, Luca de Meo, aveva disegnato su misura per il Belpaese. De Meo è un ex Marchionne boys (come Antonio Filosa, l’attuale ad di Stellantis, del resto) e aveva avuto un approccio meno «incauto» e più pragmatico sull’elettrico. Anzi, da presidente di Acea (l’associazione dei costruttori) era stato tra i primi a tirare il freno rispetto all’elettrificazione senza se e senza ma. Il suo mantra, purtroppo inascoltato, partiva dalla richiesta di una maggiore flessibilità normativa e arrivava fino all’idea che in mancanza di infrastrutture adeguate, la transizione sarebbe stata un bagno di sangue. E in effetti è andata proprio così. Questo per dire che i progetti di De Meo non erano una sorta di elenco utopistico di desiderata, ma obiettivi che a metà del 2022 sembravano realistici, e che poi con il reiterarsi degli errori politici di Bruxelles sono diventati complicati da raggiungere.
Ma cosa ha in ballo Renault in Italia? Da una parte c’era un rafforzamento significativo degli acquisti sulla filiera nazionale, soprattutto lato componentistica e siderurgia con volumi stimati per alcuni miliardi di euro in un arco temporale di 5 anni. Rafforzamento che aveva ben impressionato il governo. Il problema è che i riscontri, soprattutto lato industriale, parlano di un volume di commesse che sta disattendendo le attese. Non solo. Perché tra i dossier discussi con le istituzioni rientrava anche la possibilità di rafforzare le attività tecnologiche e le competenze sui software per l’automotive. E anche questa pratica è rimasta sulla carta, anzi, a dirla tutta, non è mai decollata.
Ma forse la partita più spinosa riguarda Free To X, la società strategica per la realizzazione di nuove colonnine di Autostrade per l’Italia. Le infrastrutture che De Meo considerava centrali e che contava di realizzare grazie alla collaborazione con Aspi, controllata da HRA (Holding Reti Autostradali), il veicolo che ha come socio di maggioranza Cdp Equity (51%) e come altri azionisti Blackstone Infrastructure Partners al 24,5% e i fondi gestiti da Macquarie Asset Management con il restante 24,5%. Insomma un mix pubblico-privato.
Renault ha una partecipazione praticamente paritaria con Aspi nel capitale di Free to X e il governo si aspetta che collabori attivamente al raggiungimento degli obiettivi originari che prevedevano la realizzazione di almeno 400 nuove stazioni di ricarica in tempi rapidi.
I numeri restano gli stessi? François Provost ha intenzione di garantire l’impegno di Renault nel progetto nonostante il ridimensionamento sull’elettrico? Sono questi alcuni degli interrogativi che dovrebbero trovare risposte adeguate dopo l’incontro con il ministro Urso. Questione di giorni e se ne saprà di più. Anche perché se i riscontri lato transalpino non dovessero essere convincenti, non è escluso che si vada alla ricerca di partner diverso sul mercato.
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Ecco #DimmiLaVerità del 12 maggio 2026. Il generale Giuseppe Santomartino spiega le conseguenze nel medio e lungo periodo di quello che sta accadendo in Iran.