Il cda di Tim si riduce a 9: Labriola ad, entrano in consiglio Siragusa e BlueBell
Pietro Labriola (Imagoeconomica)

L’affluenza al 50,77% è stata al di sotto delle attese (sembra che molti grandi fondi avessero dato in prestito una parte delle loro quote) e l’astensione annunciata di Vivendi (primo azionista con il 23,75% delle azioni) ha tolto suspense all’esito finale dell’assemblea che ha deciso il nuovo consiglio di amministrazione di Tim.


Ha prevalso la lista del cda che ha raccolto il 24,9% del capitale totale (appoggio esplicito di Cdp e dei fondi istituzionali), seguito da Merlyn con l’1,2% e dal fondo BlueBell allo 0,51%. Da evidenziare che se il colosso transalpino dei media si fosse espresso a favore di Merlyn, la lista del fondo di Alesandro Barnaba avrebbe avuto una percentuali leggermente superiore a quella del consiglio uscente. Comunque alla fine tutte e tre le liste avranno dei rappresentanti. Sei sono quelli della lista del cda – Pietro Labriola resta alla guida di Tim affiancato dal nuovo presidente Alberta Figari – due i rappresentanti di Merlyn – Umberto Paolucci e Stefano Siragusa – e uno per BlueBell, Paola Giannotti De Ponti.

«Presteremo grande attenzione all’efficienza nei costi e al ritorno alla generazione di valore sul mercato italiano», evidenzia Labriola, spiegando che «con questi cardini puntiamo a tornare possibilmente in arco di piano a remunerare gli azionisti». Tranchant invece come suo solito il co-fondatore di BlueBell Giuseppe Bivona che ne ha per tutti. Per Vivendi che «si conferma il peggior nemico di sé stesso», e per Siragusa, «il nostro principale obiettivo era che non diventasse ad». Nell’assemblea di ieri è stato dato il via libera al bilancio, ma non alla politica sulle remunerazioni. Intanto procede l’operazione di cessione della rete per 18,8 miliardi a Kkr. La palla è nelle mani dell’Antitrust che a breve dovrà decidere se portare la partita in fase 2 o dare il via libera adesso. Da poco Tim ha lanciato un’offerta di scambio su una serie di bond con varie scadenza e un taglio minimo che da prospetto in molti casi è di 100.000 euro. Si tratta di debito che, al completamento della vendita della rete al fondo americano, verrà trasferito alla nuova società. Ieri il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,79% a 0,228 euro, dopo aver toccato +4%.

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