Pd e M5s non sanno che tasse alzare. E all’Ue spediscono carta straccia
  • Troppo impegnato a litigare, l’ esecutivo invia la bozza di bilancio priva dei numeri veri. Quelli sulle imposte Sul piatto resta l’aumento dell’Iva se la lotta all’evasione sarà un flop. In più plastic tax e stangata sulla casa.
  • La cifra, che al netto diventa di 4,8 euro, è la rivalutazione degli assegni che spetterà a chi incassa tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi Alle forbici dell’esecutivo resiste quota 100, con allungamento di tre mesi sull’uscita. Troppo forte la paura di un caso esodati bis.

Lo speciale contiene due articoli.

Il vertice di maggioranza non è stato decisivo, così non potendo rinviare oltre la mezzanotte appena trascorsa, il governo ha pensato bene di mandare una lettera all’Ue priva dei veri numeri della manovra. Quelli che conterranno tutte le voci delle nuove tasse. Infatti, il cdm terminato a tarda notte si è limitato a redigere il Dpb, documento programmatico di bilancio, una sorta di Nadef con più dettagli. Nulla a che vedere con il testo effettivo della manovra, visto che ieri non è stato partorito il decreto fiscale collegato. Prima della riunione, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ha tenuto a far presente che: «Stiamo ancora lavorando agli ultimi dettagli ma il quadro di fondo è definito. È stato difficile ma ci siamo riusciti, l’Iva non aumenterà, ci saranno più soldi in busta paga, più investimenti e un robusto pacchetto famiglia», ha spiegato senza però svelare le reali coperture.

Infatti pur prendendo per buono l’inganno che mette nero su bianco la stima di recupero dall’evasione di 7,2 miliardi di euro, sono comunque necessari circa 5 miliardi per chiudere il cerchio e consentire che le entrare, il ricorso al deficit e le uscite valgano da un lato e dall’altro 32 miliardi di euro. Il conto delle uscite è presto fatto: 23 miliardi per eliminare le clausole di salvaguardia. Altri 3 miliardi per il taglio del cuneo fiscale, 3,2 miliardi per consentire il rinnovo dei contratti della Pa, più di 2 miliardi per le spese indifferibili. E il miliardo scarso che manca sarà da ripartire tra il bonus famiglia e i costi per la rivalutazione delle pensioni (come si spiega nella pagina a fianco) che non supereranno i 100 milioni di euro. Le altre voci come gli incentivi per l’industria 4.0 e la nuova Sabatini erano giù previsti dallo scorso anno. Dall’altra parte il ricorso al deficit porterà una cifra intorno ai 14 miliardi di euro, il cosiddetto ricorso alla lotta all’evasione ne dovrebbe valere più di 7 (promessa irrealizzabile) e in totale siamo a 21 miliardi.

L’allungamento dei tempi di accesso a quota 100 consentirà minori spese per 1,5 miliardi, mentre da quanto risulta alla Verità saranno confermati i tagli alle detrazioni fiscali per i redditi superiori a 100.000 euro: un intervento che da solo dovrebbe valere più di 5 miliardi. Per far quadrare le necessità e le coperture complessive a 32 miliardi, il governo avrebbe deciso di puntare su un po’ di tagli lineari (non più di 2 miliardi) e interventi fiscali per sostenere il Green new deal. Si tratterà di imposte come la plastic tax e l’abolizione degli incentivi dannosi all’ambiente. Serve in ogni caso inserire una clausola di garanzia che, in caso di non raggiungimento della soglia di 7,2 miliardi di gettito anti evasione, farà scattare le rimodulazioni delle aliquote Iva. Tradotto in modo più semplice, alzerà l’imposta sui consumi già nel 2020. Il documento programmatico si limita a mostrare il perimetro di massima delle spese e delle coperture. E nulla di più.

«Non vedo rischi per la stabilità del governo. Ma al contempo non permetterò che questa manovra sia terreno di scontro tra le forze politiche, questa manovra non è un campo dove piazzare la bandierina del proprio partito. Chi pensa di mettere le mani su questa manovra per farne la propria campagna elettorale, si sbaglia», ha aggiunto Gualtieri. Consapevole del fatto che la vera battaglia non si è tenuta ieri, ma avverrà al prossimo cdm quando Pd, 5 stelle, il premier e Italia viva dovranno fare la lista delle tasse e degli elettori da colpire. Ciascuno vorrà salvare i propri. Esattamente il motivo per cui il decreto fiscale è rimasto una bozza. Della quale si sa che prevede il prelievo del 3% sui ricavi per le attività di e-commerce e che resterà in vigore fino alle future disposizioni legate ad accordi internazionali. Il gettito atteso rimane quello stimato lo scorso anno, pari a circa 600 milioni di euro su base annua. Domenica scorsa dal palco di Napoli, il leader 5 stelle Luigi Di Maio aveva parlato di «correzioni sulle tasse per un Paese più verde, ecologico e pulito» spiegando che «se una multinazionale deve imbottigliare una bibita, dobbiamo fare in modo che paghi più tasse su una bottiglia di plastica e meno per una bottiglia di vetro».

La bozza del decreto di conseguenza indica un’aliquota d’imposta sulla plastica che potrebbe superare gli 0,2 euro al chilogrammo. Il Pd dal canto suo spinge per porre un limite al contante a 1.000 euro di spesa (uno sfregio all’innalzamento a 3.000 di Renzi, che infatti annuncia battaglia) e al tempo stesso vorrebbe unificare l’Imu con la Tasi. Una scelta che porterà per tutti proprietari l’applicazione da parte dei Comuni delle aliquote massime consentite. Tradotto in un innalzamento della pressione fiscale. D’altronde per reperire risorse il Conte bis è disposto a bloccare oltre 560 milioni di trasferimenti agli Enti locali che dovranno in ogni caso attingere dai maggiori gettiti sulla casa per stare in piedi.

Confermata anche la volontà di eliminare il superticket. Il che significa che per molti italiani le cure mediche aumenteranno. La proposta del ministro, Roberto Speranza, è quella di tagliare il costo fisso di 10 euro e poi far pagare in base al reddito. Dulcis in fundo, imposte sui giochi ( 200 milioni), e sul fumo (da definire). Con queste premesse Conte rischia di scontentare tutti i suoi azionisti, di portare il deficit al 2,2% (ciò che per la sinistra lo scorso anno era sfasciare i conti) e di regalare agli italiani solo tasse. Come fare zero alla schedina del totocalcio.


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