- Basta modificare anche una minima parte del modello perché l’Agenzia delle entrate sottoponga al controllo l’intera dichiarazione. Tra gli errori più frequenti ci sono quelli che riguardano il bonus sisma e le spese sanitarie, universitarie e veterinarie. A pagare è sempre e comunque il contribuente.
- Attenzione: il modello «precotto» non è sinonimo di vantaggi. Infatti, rimangono fuori alcune voci, come l’affitto della casa e la possibilità di detrarre gli interessi del mutuo.
- C’è un gioco delle tre carte sulle detrazioni. I bonus a pioggia sull’Irpef sono stati erogati per motivi elettorali: più si alza la percentuale degli incentivi, più diminuisce il risparmio. E i commercialisti denunciano: ci sono oltre 3 milioni di cittadini incapienti che, per via del basso reddito, non riescono a godere dei vantaggi fiscali.
- Maria Elena Boschi benedice i moduli ma omette la realtà: l’erario si vanta degli automatismi ma a fare gran parte del lavoro restano i commercialisti.
Lo speciale contiene quattro articoli.
È il contribuente a pagare per gli errori del fisco sul 730 precompilato. Nel caso, infatti, in cui si voglia modificare anche soltanto in una sua parte (per aggiungere, ad esempio, le spese mediche mancanti), verrà sottoposta al controllo dell’Agenzia delle entrate l’intera dichiarazione dei redditi. Anche la parte compilata precedentemente dal fisco stesso. Ciò significa che, nel caso in cui l’Agenzia delle entrate dovesse riscontrare degli errori, anche nella parte immutata del documento, sarà il contribuente a dover pagare la sanzione. Questo perché dal momento in cui si decide di non accettare il 730 precompilato e si fanno delle modifiche, l’Agenzia delle entrate azzera tutto e considera il 730 modificato come se fosse un documento totalmente nuovo. È una questa situazione in cui si possono trovare tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati che devono inviare ogni anno la propria dichiarazione.
Se si vuole, dunque, modificare il modello precompilato ci sono due strade da scegliere: rivolgersi a un commercialista o modificare autonomamente il documento. In entrambi i casi si possono modificare i modelli a partire dal 2 maggio. Nel caso in cui si voglia fare da sé si deve accedere al sito dell’Agenzia delle entrate, selezionare la voce «Cittadini» ed entrare in «Servizi di dichiarazioni». A questo punto si deve cliccare sulla voce «Accedi alla tua precompilata» e inserire le credenziali richieste. Per accedere al servizio si possono utilizzare anche: il pin rilasciato dall’Inps, la carta nazionale dei servizi, i codici dispositivi del sistema informativo di gestione della pubblica amministrazione (NoiPa) o lo Spid (sistema pubblico per l’identità digitale). Una volta dentro si potrà visionare in toto il 730 e modificare le voci interessate. Se si vogliono, dunque, aggiungere delle «Spese» si deve scegliere il quadro E e inserire i dati all’interno della riga prescelta.
Gli errori che si possono fare quando si decide di inserire nuove spese all’interno del 730 riguardano: l’importo, i codici relativi alle varie voci da inserire e la sezione da coinvolgere. Le spese maggiormente oggetto di modifica e dunque a cui si deve fare attenzione sono: il bonus sisma, le detrazioni universitarie, le detrazioni per gli asili nido, le spese veterinarie e le spese sanitarie.
Bonus sisma
Per quanto riguarda gli incentivi legati agli interventi antisismici, bisogna sapere che il limite massimo di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare e il bonus è una detrazione, spalmata su cinque anni, che farà diminuire l’Irpef dovuto. L’inserimento nel 730 dei dati non è semplicissimo. Ci sono nove codici tra i quali scegliere.
- Codice 5: spese sostenute per le misure antisismiche fatte all’abitazione principale.
- Codice 6: spese sostenute per misure antisismiche che portano a un ridimensionamento del rischio rilevato, di una classe inferiore
- Codice 7: spese sostenute per misure antisismiche che portano a un ridimensionamento del rischio rilevato, di due classi inferiori
- Codice 8: spese sostenute per misure antisismiche riferito agli edifici condominiali
- Codice 9: spese sostenute per misure antisismiche che portano a un ridimensionamento del rischio rilevato, di due classi inferiori con riferimento agli edifici condominiali.
Questi codici devono essere inseriti nella colonna 2 dalla riga E41 alla E43.
Spese non universitarie
In queste rientrano le spese per la scuola materna, elementari, medie e superiori sia che siano statali, paritarie o private. La detrazione massima è di 717 euro. Per beneficiare della detrazione si deve compilare il quadro E (oneri e spese) e le righe interessate vanno dalla E8 alle E10. Bisogna inserire nella colonna 1 (codice di spesa) il codice 12 (spese per istruzione diversa da quelle universitarie) e nella colonna 2 l’ammontare della spesa sostenuta nel periodo di imposta. Se si hanno più figli si dovranno compilare tanti righi quanti sono i figli.
Spese universitarie
La detrazione varia in base alla facoltà e all’area geografica in cui ha sede l’università. In questo caso si deve compilare la Colonna 1 con il codice 13 (spese per istruzione universitaria). Da aggiungere, che, nel caso in cui il figlio studi in un’università lontana da casa e dunque si deve pagare un affitto, anche questo importo può essere detratto. La detrazione prevista è del 19% ed è calcolabile su un importo non superiore a 2.633 euro annui. Il massimo a cui si ha diritto sono dunque 500,27 euro. Si può inserire la spesa dall’affitto solo se gli immobili in oggetto distano minimo 100 chilometri dal comune di residenza.
Asilo nido
Sono previste detrazioni del 19% anche per le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di strutture che hanno come obiettivo la formazione e la socializzazione dei bambini di età tra i 3 mesi e i 3 anni. La detrazione è limitata a una spesa annua pari a 632 euro per ciascun figlio fiscalmente a carico. Come si inserisce? Colonna 1, codice 33 (spesa per asili nido). Attenzione, però, perché se si gode già del bonus nido (prevede per i bambini da 0 a 3 anni iscritti all’asilo nido, un bonus pari a 1000 euro erogato in 11 mensilità) non si deve inserire la spesa all’interno del 730 perché la detrazione è incompatibile con il bonus.
Spese sanitarie
In questo caso bisogna fare attenzione se si vogliono aggiungere gli «alimenti con fini medici». Non sono considerati appartenenti a questa categoria tutti i prodotti per i lattanti e per i celiaci. Tutte le aggiunte, contemplate, in spese sanitarie devono essere aggiunte compilando il quadro E, sezione 1. Oltre a questo non si devono inserire nel 730 le spese sanitarie che hanno già visto un rimborso, entro l’anno in cui si è sostenuta la spesa (assicurazione Rca, polizza sanitaria, polizza aziendale) perché non risulterebbero detraibili, così come le spesa sostenute dal coniuge non fiscalmente a carico. Nel caso in cui, invece, il coniuge o il figlio risultano essere fiscalmente a carico si possono inserire tutte le spese nel 730.
Spese veterinarie
È possibile inserire le spese veterinarie per ottenere la detrazione, ma attenzione perché tutto deve essere documentato da fattura o scontrini (nel caso di farmaci comprati in farmacia). La detrazione massima prevista è pari a 49 euro e non varia in base al numero di animali domestici che si hanno. Non si possono portare in detrazione i mangimi speciali, anche se sono stati prescritti direttamente dal veterinario.
Giorgia Pacione Di Bello
INFOGRAFICA
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