- La sbandierata innovazione tecnologica prevista per gennaio 2019 rischia di complicare la vita a quei soggetti che non hanno competenze digitali sufficienti. In vista dell’obbligo di e-fattura, l’ente non ha ancora chiarito, per esempio, come conservare le ricevute dell’idraulico o del muratore. Per gli anziani senza mail sarà un guaio e al momento non ci sono disposizioni.
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L’Agenzia delle entrate si è dimenticata dei contribuenti nella questione fattura elettronica. Il primo gennaio 2019, infatti, si sarà obbligati a fatturare elettronicamente. Nei giorni scorsi l’Agenzia delle entrate ha pubblicato una circolare dove spiegava alle partita Iva chi delegare per gestire la situazione fiscale e che dati fornire al professionista. Si sa, invece, poco o niente su come i contribuenti dovranno gestire questa innovazione tecnologica. Da gennaio, però, tutti avranno a che fare con la fattura elettronica. Se viene, infatti, l’idraulico, il tecnico della televisione, della lavastoviglie o se si va dal veterinario, tutti avranno l’obbligo di emettere una e-fattura.
Come si riceveranno dunque le fatture elettroniche? Come si dovranno conservare? Si dovrà scaricare un’app sul telefonino o un programma sul pc? Insomma, come si dovrà gestire questa innovazione?
Quello che per ora si sa è che tutte le fatture elettroniche verranno inviate al Sistema di interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle entrate. Il contribuente dunque per scaricare la copia digitale della fattura dovrà accedere, con le sue credenziali alla piattaforma online dell’ente diretto da Ernesto Maria Ruffini, andare nella sezione dedicata e scaricare tutte le fatture che vuole. È anche previsto un modo alternativo. Si può infatti chiedere di ricevere le fatture tramite mail. In questo secondo caso si dovrà però anche pensare a un modo per conservarle. Quindi nella compilazione del 730 il contribuente dovrà: accedere al Sdi, scaricarsi in formato digitale tutte le fatture e portarle al commercialista per il match finale.
Un aspetto che sembra essere stato trascurato, in questa innovazione tecnologica, è la presenza di soggetti non particolarmente avvezzi alla tecnologia. Le persone più anziane, per esempio, che già non usano le mail e internet, saranno lasciate sole? O si dovranno rivolgere a un professionista? E in questo caso è da ricordare che l’intermediare scelto dovrà essere pagato per i servizi offerti.
La fattura elettronica, però, per sua stessa natura dovrebbe andare a semplificare il sistema fiscale non a complicarlo. Gli stessi commercialisti non sono contrari alla fattura elettronica, ma temono che un appesantimento burocratico possa snaturale lo strumento. Gilberto Gelosa, consigliere nazionale dei commercialisti con delega alla fiscalità, ha sottolineato come bisogna fare attenzione a non inserire «adempimenti non necessari». «Non siamo contro la digitalizzazione», spiega Gelosa. «Ma il passaggio alla fattura elettronica deve essere graduale». Si spera dunque di avere per i primi mesi un sistema ibrido, e l’esclusione delle sanzioni. Attualmente sono infatti previste sanzioni amministrative tra il tra il 90 e il 180% dell’Iva addebitata per il soggetto emittente e per il ricevente di una sanzione del 100% dell’Iva addebitata.
Inoltre, sarebbe auspicabile l’introduzione «di premialità in termini di controlli», sostiene Gelosa. Questo significa che chi si adegua correttamente alla fattura elettronica e comunica tutti i dati secondo gli standard previsti dovrebbe goder di vantaggi in termini di accertamenti. Si potrebbe, per esempio, pensare di diminuire il periodo durante il quale è possibile subire un controllo fiscale. Per ora il governo sta riflettendo sull’architettura della fattura elettronica, e dunque non ha dato certezze in merito a una possibile proroga o periodo di interregno.
Si spera, che con la fattura elettronica non si ripeta il collasso del sistema come accadde con l’introduzione dello spesometro.
Giorgia Pacione Di Bello
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