Goldman Sachs e Jp Morgan bocciano Tesla dopo il maxi-stipendio di Musk
Ansa

Gli azionisti di Tesla hanno dato il via libera al maxi-bonus da 56 miliardi per Elon Musk che così, oltre ad essere l’uomo più ricco del mondo, diventa anche il meglio pagato.

L’iniziativa, però, non ha suscitato molti apprezzamenti a Wall Street. Venerdì il titolo ha perso il 2,4% ridimensionando la fiammata dei giorni precedenti. La quotazione si è fermata a 178 Usd con un rialzo dell’1,1% rispetto adi una settimana prima.

JP MORGAN E GOLDMAN SACHS

I giudizi degli analisti non sono positivi, In una nota di ricerca pubblicata da Ryan Brinkman, il broker JP Morgan conferma la sua opinione negativa. Il prezzo obiettivo è invariato a 115 Usd. Mark Delaney di Goldman Sachs conferma la valutazione Neutral. Il prezzo obiettivo è invariato a 175 Usd.

JEFFERIES SU STELLANTIS

Jefferies aggiunge che il gruppo californiano è esposto alla concorrenza dei gruppi cinesi che producono auto a basso prezzo. Ricorda in proposito che Leapmotor in una call con analisti ha annunciato che il primo modello dalla joint venture con Stellantis è uscito dalla catena di assemblaggio in Polonia la settimana scorsa e sarà prodotto in serie a partire da settembre. Il Corriere della Sera di domenica, citando il ministro Urso, scrive che il governo italiano sta discutendo un investimento della casa automobilistica cinese Dongfeng per produrre in Italia almeno 400.000-500.000 auto elettriche l’anno.

IL SORPASSO CINESE

A livello globale ci sono le statistiche di Jato Dynamics. Il centro di ricerche londinese analizzando i mercati di 151 Paesi mette in luce che la Model Y di Tesla si conferma l’auto più venduta al mondo nel 2023, ma le immatricolazioni dei produttori cinesi (13,43 milioni in rialzo del 23% sull’anno prima ) hanno superato per la prima volta quelle americane (11,93 milioni +9%). I marchi giapponesi restano leader con 23,59 milioni di unità. Secondo il report, la quota di mercato delle case cinesi è aumentata vertiginosamente in aree come il Medio Oriente, l’Eurasia e l’Africa. Hanno guadagnato quota anche nelle economie sviluppate, tra cui Europa, Australia, Nuova Zelanda e Israele.

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