De Castro (Nomisma): «Accordo Ue-Usa sui dazi, stabilità salva ma niente crescita»
Il presidente di Nomisma Paolo De Castro (Imagoeconomica)
Il presidente di Nomisma commenta l’intesa Ue-Usa: evitata l’instabilità dei mercati ma senza reali spinte alla crescita. Positivi i tagli su pasta e formaggi duri, restano dazi più alti su auto, vino e alcolici.

«Esprimiamo un giudizio positivo rispetto all’accordo raggiunto, in quanto consente di evitare rischi significativi che un mancato compromesso avrebbe potuto comportare: sul piano politico, con una possibile escalation delle tensioni, e su quello economico, con gravi ripercussioni sulla stabilità dei mercati. Tuttavia, non è certamente un’intesa in grado di portare una spinta alla crescita» – ha commentato Paolo De Castro, presidente di Nomisma riguardo all’accordo finale Ue-Usa sui dazi.

«Viene sostanzialmente confermato l’accordo che già conoscevamo, con l’applicazione di tariffe al 15%, fatta eccezione per alcuni prodotti – come le automobili e altri settori – sui quali restano in vigore tariffe più elevate. Come Nomisma, confermiamo il giudizio espresso all’inizio di questa trattativa: non si tratta di un accordo che ci soddisfa, perché tariffe zero sarebbero state sicuramente molto più efficaci nel rafforzare il trend positivo che l’Italia sta vivendo da diversi anni nei rapporti commerciali con gli Stati Uniti, in particolare per il settore agroalimentare.

Segnaliamo comunque alcuni esiti positivi, come la riduzione delle tariffe sui formaggi duri, come il Grana Padano e Parmigiano Reggiano, così come nel caso della pasta. Entrambi, infatti, avevano raggiunto il 25% di dazio dopo il primo aprile, ma ora tornano alla soglia del 15%. La notizia meno positiva riguarda il vino e i prodotti alcolici, per i quali ci si aspettava un’esclusione che però non è arrivata. In ogni caso non è detta ancora l’ultima parola e questo accordo non chiude completamente le porte ad eventuali liste di prodotti sui quali eventualmente dover fare delle eccezioni.

Come anche sottolineato ieri dalla presidente della Bce Lagarde, concordiamo che le aspettative di crescita dell’Europa complessivamente nel 2025 saranno minate dall’effetto dei dazi americani» – conclude De Castro.

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