Con il Btp Futura l’Italia si rilancia da sola
La nuova obbligazione punta ai risparmi privati delle famiglie. Debutto dal 6 al 10 luglio, zero commissioni e costi nulli per lo Stato. Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro: «Ci proteggerà dal rischio rifinanziamento. Con il Covid 90 miliardi di emissioni in più».

La strategia del Mef? Aumentare il debito pubblico in mano delle famiglie allungandone la durata il più possibile in modo da evitare rischi di rifinanziamento in un periodo di alta volatilità dei mercati. Così ieri il Tesoro ha annunciato il lancio del Btp Futura con tanto di campagna pubblicitaria. Il messaggio è che il cittadino contribuirà alla ripresa del Paese. Lo slogan – «l’Italia cresce con te» – fa leva sul sentimento patriottico degli acquisti e sul premio fedeltà per chi sottoscriverà da subito il nuovo Btp e lo terrà fino a scadenza. Con zero commissioni e tassazione light, altro incentivo per riportare a casa quelli che una volta erano i Bot people, ora chiamati a sostenere la ripresa, la ricostruzione e la montagna di debito pubblico che la pandemia sta facendo lievitare comprando titoli non più di pochi mesi, ma decennali.

La crisi post lockdown ha messo il turbo alle esigenze di finanziamento del Tesoro per il 2020. Finora le emissioni di titoli di Stato hanno raggiunto una quota complessiva di 302 miliardi, superando già i 231 miliardi dello stesso periodo del 2019.

Parliamo quindi di un aumento di 90 miliardi in meno di sei mesi, pari a un +42%. Ma il prossimo step è quello di coinvolgere i risparmiatori, retail e famiglie, «in un modo più stabile e strutturale», ha detto ieri il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, presentando il nuovo titolo. Visto che dall’Europa non possiamo aspettarci molto (i fondi europei non si vedranno in Italia prima del 2021, ha detto ieri Angela Merkel), meglio guardare all’enorme patrimonio privato degli italiani, 4.500 miliardi di euro. Non proponendogli «Bot di guerra», i cosiddetti Btp irredimibili proposti nei giorni scorsi dal presidente della Consob, Paolo Savona, perché «non sono strumenti adeguati per agevolare il finanziamento del debito», ha sottolineato ieri il responsabile del debito pubblico, Davide Iacovoni. Ma seguendo la ricetta suggerita dal presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli: chiedere un un grande prestito non forzoso, finanziato dagli italiani e garantito dai beni dello Stato. Non con una patrimoniale, ma con un’emissione dedicata al sostegno del Paese, con un tasso di interesse che remuneri il capitale e un’assoluta garanzia di restituzione del prestito. Sui conti correnti delle famiglie c’è una forte liquidità e dunque gli italiani potrebbero decidere di investirne una parte nell’interesse nazionale. «Non bastano 100 miliardi; ne servono 300. Meno del 7% della ricchezza finanziaria delle sole famiglie potrebbe segnare la svolta che cambia la storia d’Italia. Soldi da destinare alle riforme produttive», aveva detto il banchiere lo scorso 4 aprile in un’intervista al Corriere della Sera. Ed ecco il Btp Futura.

L’emissione avverrà da lunedì 6 luglio a venerdì 10 luglio (ma ne seguiranno delle altre), il nuovo titolo avrà una scadenza di dieci anni e sarà previsto, appunto, un premio fedeltà pari all’1% del capitale investito, che potrà aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil nominale dell’Italia registrato dall’Istat nel periodo di vita del titolo, per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza. Il nuovo Btp presenta cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo. Al sottoscrittore non verranno applicate commissioni per acquisti nei giorni di collocamento, mentre sul rendimento del titolo si continuerà ad applicare l’usuale tassazione agevolata sui titoli di Stato pari al 12,5% e l’esenzione dalle imposte di successione come per gli altri titoli di Stato. Dal rendimento effettivo offerto dal Btp Futura dipenderà la quotazione con cui inaugurerà la libera negoziazione sul Mot, il mercato telematico obbligazionario di Borsa italiana, dove avverrà il collocamento diretto al retail in modo identico al Btp Italia. Più alto sarà il rendimento offerto dal Btp Futura rispetto a quello di mercato espresso dal Btp 1/12/2030 e più elevata rispetto al valore 100 del collocamento sarà la quotazione iniziale.

Rivera ha spiegato che la scadenza a dieci anni permette la «partecipazione significativa dei risparmiatori» e, dal lato del sottoscrittore, «l’opportunità di beneficiare appieno delle prospettive di ritorno ad una migliore crescita del Pil nel medio lungo termine». Ma consentirà soprattutto di allungare la vita media del debito, che è un obiettivo che il Tesoro persegue da tempo (attualmente è a 6,87 anni). Non solo. I tecnici del ministero guidato da Roberto Gualtieri mirano a «evitare che il maggior volume di emissioni abbia un impatto sulla struttura del debito pubblico italiano e peggiori le nostre condizioni finanziamento», ha detto Rivera. Aggiungendo che «il costo medio all’emissione del 2020 è stato pari a allo 0,79%: l’aumento dei tassi, le tensioni sui mercati, non ha portato a un aumento del costo delle emissioni rispetto al 2019 quando il costo medio è stato dello 0,93%, quindi leggermente superiore a quello registrato nel 2020».

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