- Il centrodestra punta a vincere anche al secondo turno: in gioco sette capoluoghi di provincia. Più di 1 milione gli italiani al voto.
- Il patron della squadra della città umbra Stefano Bandecchi: «Corro con il centro, ma alle politiche ho scelto la maggioranza. Silvio Berlusconi è un amico».
Lo speciale contiene due articoli.
Sette capoluoghi di provincia, 41 Comuni con più di 15.000 abitanti in totale, 1.340.000 elettori chiamati alle urne: domenica 28 (dalle 7 alle 23) e lunedì 29 maggio (dalle 7 alle 15) sono in programma i ballottaggi delle amministrative. Si torna alle urne nelle città dove, due settimane fa, nessun candidato a sindaco è riuscito a superare il 50% dei voti e a essere eletto: il primo turno ha visto il centrodestra prevalere in quattro capoluoghi, contro i due conquistati dalla sinistra. In particolare, la coalizione dei moderati ha incassato la riconferma al primo turno dei sindaci uscenti di Treviso, Sondrio e Imperia, rispettivamente Mario Conte (65%), Marco Scaramellini (58%) e Claudio Scajola (63%), mentre a Latina la candidata del centrodestra, Matilde Celentano, ha vinto con più del 70%. A Teramo invece il sindaco uscente, Gianguido D’Alberto, sostenuto da Pd e M5s, è stato riconfermato con il 55%, stessa percentuale raggiunta al primo turno a Brescia da Laura Castelletti, candidata di Pd, Terzo polo e civiche.
Torniamo ai ballottaggi del prossimo weekend: i sette capoluoghi di provincia al ballottaggio sono Ancona (unico capoluogo di Regione coinvolto in questa tornata amministrativa), Vicenza, Massa, Pisa, Siena, Terni, e Brindisi. Ad Ancona la sfida è tra Ida Simonella (41% al primo turno) del centrosinistra e Daniele Silvetti (45%) del centrodestra. Per la coalizione di governo è un test molto importante, così come per la sinistra: non a caso, la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha scelto di chiudere qui la campagna elettorale, in piazza Roma, alle 18 di oggi. Silvetti si è apparentato formalmente con Marco Battino, ventiduenne candidato a sindaco della lista Ripartiamo dai giovani, che al primo turno ha preso il 2%. La Simonella invece non ha stipulato apparentamenti formali, ma spera di intercettare i voti che sono andati, al primo turno, al candidato del M5s Enrico Sparapani, che al primo turno ha preso il 3%.
A Vicenza hanno raggiunto il ballottaggio il candidato del centrosinistra, Giacomo Possamai (46% al primo turno), e quello del centrodestra, Francesco Rucco (44%). A Massa i protagonisti del secondo turno sono Francesco Persiani, sostenuto da Lega e Forza Italia (35%) ed Enzo Ricci del centrosinistra (30%). Al primo turno Fratelli d’Italia ha presentato un suo candidato, Marco Guidi, che ha ottenuto il 20% ed è rimasto escluso dal ballottaggio. Persiani confida che gli elettori di Fdi scelgano lui, anche se non ci sono stati apparentamenti. Pisa è in bilico tra Michele Conti, candidato del centrodestra, che al primo turno ha sfiorato la vittoria ottenendo il 49,96%, centro e Paolo Martinelli, candidato di centrosinistra e M5s, che si è fermato al 41%.
A Siena la sfida è tutta al femminile, tra la candidata del centrodestra Nicoletta Fabio (30% due settimane fa) e la leader del centrosinistra, Anna Ferretti (28%). A Terni il primo turno ha riservato una bella batosta a Pd e M5s: nessuno dei due rispettivi candidati è riuscito a raggiungere il ballottaggio, che vede in campo il rappresentante del centrodestra Orlando Masselli (35% due settimane fa) e Stefano Bandecchi, sostenuto da Alternativa popolare (28%). A Brindisi, infine, al ballottaggio si affrontano il candidato del centrosinistra Roberto Fusco (32%) del centrosinistra e Giuseppe Marchionna (44%) del centrodestra.
Domenica e lunedì si vota anche per il primo turno delle elezioni amministrative in Sicilia (gli eventuali ballottaggi sono in programma domenica 11 e lunedì 12 giugno). Sono 188 i Comuni siciliani al voto, tra i quali Trapani, Siracusa, Ragusa e Catania.
La valenza politica delle amministrative, come ben sanno gli addetti ai lavori, è significativa ma certamente non proiettabile in maniera automatica sul piano nazionale. Le elezioni comunali sono infatti caratterizzate da diversi fattori che vanno al di là della pura opinione politica degli elettori: il proliferare di liste civiche innanzitutto, ma anche la formazione delle liste e la percezione che i cittadini hanno della qualità dell’amministrazione del proprio territorio. Spesso, per non dire quasi sempre, quando politiche e amministrative si svolgono lo stesso giorno, i risultati delle due competizioni divergono nella stessa città: una coalizione può uscire vincente per quel che riguarda il governo nazionale e sconfitta alle comunali. A proposito di ballottaggi, ricordiamo che la legge elettorale li contempla solo per le città con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, e che il centrodestra ha più volte sostenuto di volerli eliminare, rendendo tutte le elezioni amministrative a turno unico, come già accade nei Comuni più piccoli: il candidato più votato diventa immediatamente sindaco. Contrari centrosinistra e M5s.
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